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Colpo di Genius
Decisi i destini dell’ex Polo Museale Santa Chiara: diventerà un Genius Center tramite un accordo di partenariato pubblico-privato che prevede anche la gestione dell’area per 20 anni
Pubblicato il 19 lug 2022
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Si sciolgono i ghiacci del Polo, ma il caldo eccezionale di questo periodo non c’entra.
Il Polo è quello di Santa Chiara, già al centro del vecchio progetto museale oramai finito alle ortiche e rimasto congelato fino ad oggi, in attesa che se ne definissero i destini una volta per tutte.
Ora i destini sono finalmente definiti e ad annunciarlo alla stampa sono il sindaco Elena Pavan e l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Zonta, prima della presentazione ufficiale del progetto alla riunione della 3° commissione consiliare Territorio, Cura e Sostenibilità urbana in programma oggi alle 18.
Un render dell’ipotesi progettuale del Genius Center
Quello che doveva essere un Polo di musei e che attualmente è solamente il triste cratere di un cantiere interrotto diventerà un Genius Center: vale a dire un centro di aggregazione cittadina con tutta una serie di spazi e di luoghi che rendano l’area “vivibile sia di giorno che di sera, adatta a adulti e bambini”. Non un’area indefinita, ma concentrata “sull’ingegno del territorio” e con “particolare declinazione verso le STEAM”.
Ecco il nuovo acronimo inglese, cari followers e stakeholders, che definisce l’impostazione del Genius Center che verrà: STEAM è infatti l’insieme delle iniziali delle parole Science, Technology, Engineering, Art, Mathematics.
Per la serie: speak like you eat (parla come magni).
All’interno del centro troveranno posto aree e attività per le scuole, le aziende e le famiglie ma la struttura potrà accogliere un pubblico eterogeneo “creando un polo di attrazione a livello locale, regionale, nazionale, sviluppato su più target di età e di obiettivi, dove presentare e mettere in mostra anche l’innovazione che il territorio sviluppa e produce”.
Ma sulle caratteristiche del colpo di Genius che andrà a riempire gli spazi dell’ex monastero di Santa Chiara ed ex caserma Cimberle-Ferrari tornerò più avanti.
Vediamo intanto come e in base a quali presupposti l’operazione sarà possibile.
Tutto nasce dal noto incarico affidato dall’amministrazione comunale alle due società Mesa Srl e GrisDainese Architetti Srl per sviluppare il “concept” contenutistico e costruttivo di quello che allora si chiamava ancora Hub Urbano per l’Innovazione.
Adesso - sulla base di quanto emerso dalle relazioni delle due società e dei “desiderata” dell’amministrazione - si passa all’effettiva fase progettuale.
L’estremo succo della questione è il seguente: il Genius Center a Santa Chiara sarà progettato e realizzato dai privati, tramite il sistema del “leasing in costruendo”.
Il leasing in costruendo prevede la costituzione di un’ATI (Associazione Temporanea d’Impresa) composta dalle società proponenti, da una banca e da una ditta esecutrice nominata dalla banca stessa. L’ATI costruisce l’opera a proprie spese, al suo interno è inclusa anche la società che la gestisce per un certo numero di anni e il Comune poi restituisce all’ATI la somma investita con un piano pluriennale di rate da corrispondere.
Ma chi sono i componenti dell’ATI che ha proposto all’amministrazione comunale la soluzione progettuale? In questo momento sono tre. Delle due società consulenti che hanno sviluppato il ”concept” di riuso dell’area c’è ancora la GrisDainese Architetti di Venezia. Si aggiungono la Pleiadi Science Farmer di Limena (PD), società e team di scienziati specializzata nell’ideazione e gestione di spazi innovativi votati alla divulgazione delle scienze, secondo il criterio - che ora non vi devo più tradurre - della STEAM Education. Il terzo componente è GBR Consulting, società di Trento che fornisce alle imprese e agli enti pubblici supporto specialistico nel campo dei finanziamenti e del management finanziario. Mancano ancora la banca e la ditta esecutrice la cui nomina è di competenza della banca, ma il dado è tratto.
Cosa succederà dunque? L’ATI presenterà all’amministrazione comunale il vero e proprio progetto definitivo del Genius Center entro otto-nove mesi da adesso. L’amministrazione pubblica, a sua volta, avrà tre mesi di tempo per approvare la proposta o presentare eventuali osservazioni. Seguiranno il bando di gara per l’affidamento dei lavori - che in teoria può essere vinto anche da un’ATI diversa, ma di solito è appannaggio dell’ATI proponente che può esercitare il diritto di prelazione - e quindi si darà il via al cantiere.
Sulla carta quindi, se l’iter si concluderà con qualche mese di anticipo, la posa della prima pietra del nuovo cantiere potrebbe avvenire nella primavera del 2024, agli sgoccioli del corrente mandato dell’amministrazione comunale.
Ma non è finita qui, perché ci sono ancora altri aspetti da spiegare.
Ricapitolando: l’ATI - che è coordinata da GBR Consulting - realizza il Genius Center a proprie spese, accollandosi anche gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Come previsto dalla normativa, la direzione dei lavori sarà comunque di competenza del Comune di Bassano, che potrà pertanto esercitare il controllo diretto sull’avanzamento del cantiere.
Una volta realizzato, il centro polifunzionale dovrà anche poli-funzionare e quindi essere adeguatamente gestito. E anche il futuro gestore del Center che verrà è già deciso: sarà proprio Pleiadi Science Farmer, che gestirà la struttura per 20 anni e sarà incaricato allo scopo dall’accordo di partenariato pubblico-privato che sarà sottoscritto dal Comune di Bassano e dall’ATI una volta che il progetto e l’ATI stessa saranno definiti.
Dal canto suo, l’amministrazione di Bassano dovrà coprire l’investimento dell’ATI nell’operazione di leasing in costruendo, come già detto, attraverso un piano di ammortamento che prevede la regolare corresponsione di rate di “rimborso” dalle casse pubbliche a quelle private nei 20 anni di validità dell’accordo. Le prossime quattro amministrazioni comunali di Bassano sono avvertite.
Il vero e proprio piano economico-finanziario del progetto sarà elaborato dall’ATI nell’iter successivo, ma il costo dell’intervento - e cioè la somma che il Comune dovrà restituire ratealmente ai privati in 20 anni - è indicativamente stimato in 10-11 milioni di euro.
L’amministrazione è già all’opera, parole del sindaco Pavan, per “andare a caccia di finanziamenti”: vale a dire finanziamenti e contributi esterni che permettano di sgravare il più possibile le casse comunali, e cioè i soldi dei cittadini, dal debito da estinguere.
Il primo obiettivo è quello di attingere a finanziamenti per coprire il limite del 49% dell’importo complessivo che il Comune, a norma di legge, può corrispondere in un’unica soluzione al partner privato. Qualora i contributi esterni superassero la soglia del 49%, le risorse verranno utilizzate come quota parte per le rimanenti rate da pagare.
In più, l’ente gestore del Genius Center di Bassano, Pleiadi Science Farmer, pagherà al Comune un affitto per l’utilizzo degli spazi, indicativamente calcolato in 140mila euro all’anno.
Un introito per il bilancio comunale che andrà corrispondentemente a ridurre la somma di ammortamento dovuta all’ATI e da pagare in comode rate mensili, oppure semestrali o annuali si vedrà.
Fin qui gli aspetti economico-finanziari e gestionali riguardanti la proposta progettuale.
Riguardo invece a “come sarà fatto” il Genius Center, è previsto l’allestimento di una mostra permanente sull’ingegno umano, con grandi installazioni interattive, sia digitali che analogiche, per ripercorrere la storia dell’ingegno anche del territorio seguendo il filone delle STEAM. Sarà realizzato anche un piccolo spazio per incontri e convegni, ma anche una piccola agorà dove assistere a performance teatrali e scientifiche “di grande effetto”.
È la famosa piazza ipogea, una sorta di arena che sarà ricavata dall’attuale “buco” del cantiere interrotto.
La proposta progettuale prevede ancora uno spazio dedicato alle esposizioni temporanee sui temi della scienza e tecnologia, ma anche dell’arte e uno spazio laboratori in cui svolgere corsi di formazione per adulti, soprattutto per aziende, ma anche attività didattiche per scolaresche e famiglie su temi correlati al centro “per permettere agli utenti di cimentarsi nella costruzione e conduzione di attività scientifiche e tecnologiche”.
Il futuro Center disporrà anche di una terrazza in cui realizzare eventi, presentazioni e aperitivi su temi cultural-scientifici e altri spazi di servizio.
Non mancherà uno shop, spazio commerciale dove poter trovare libri, gadget, giochi educativi, abbigliamento e quant’altro sempre in tema scientifico-tecnologico.
E i palati dei visitatori potranno inoltre trovare ristoro in un bar con ristorante: non solo un pubblico esercizio ma anche un luogo di innovazione dove poter sperimentare e seguire corsi di formazione sui temi dell’agroalimentare.
La realizzazione del Genius Center avverrà comunque anche in collaborazione col Museo dell’Ingegno Veneto “Giannino Marzotto”, già coinvolto nel vecchio progetto del Polo Museale Santa Chiara, che in una struttura specificamente dedicata al genius loci tecnologico non potrà mancare tra le realtà presenti.
Il nucleo della struttura sarà comunque la piazza-agorà, che ospiterà concerti, spettacoli teatrali, dibattiti, rassegne cinematografiche e festival, più altre attività grazie alla presenza di un palco, di un grande schermo per proiezioni dotato di impianto luci e audio fissi e di una “gradonata” che oltre a collegare il piano sotterraneo con il “piano zero” sarà anche adibita a luogo a sedere per il pubblico.
Dal punto di vista delle opere da realizzare, l’intervento prevede la conservazione dei muri perimetrali esistenti, delle scarpate consolidate e del “già costruito” nel cantiere con la costruzione di nuovi edifici in materiali eco-compatibili che sfrutteranno le strutture in calcestruzzo armato presenti.
“Sono entusiasta di questa soluzione - commenta il sindaco Elena Pavan - che è una opportunità concreta per dare finalmente una soluzione a uno dei nodi irrisolti della nostra città.”
Dopo la presentazione in anteprima alla stampa e la presentazione di questo pomeriggio in ambito amministrativo in commissione consiliare, la proposta progettuale rimarrà al centro della comunicazione del Palazzo. Come informa sempre il sindaco, seguiranno altri appuntamenti per informare la cittadinanza sull’andamento del progetto.
Un progetto che conterrà quindi di tutto e di più, ma non il museo naturalistico, elemento principale del fu progetto del Polo Museale Santa Chiara.
“La collocazione del museo naturalistico è una partita dormiente - afferma il sindaco -. Per quanto riguarda la collezione degli animali Luca, è escluso che sia qui dentro al Genius Center ma anche alla Mazzini.”
Ed è così che una notizia che da sola avrebbe meritato un articolo, finisce relegata come frase finale di un pezzo che parla di tutt’altre cose.
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