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Cristiano tra gli dei
L’assessore regionale alla Cultura Cristiano Corazzari in visita alla mostra “Io, Canova. Genio Europeo” al Museo Civico. “Appuntamento dal successo straordinario che rappresenta un punto di riferimento dell’offerta culturale della nostra Regione”
Pubblicato il 07 nov 2022
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Con un ospite di riguardo come lui, c’è la Guidi che fa da guida.
Cristiano Corazzari, assessore alla Cultura della giunta regionale del Veneto, arriva a Bassano per visitare la mostra “Io, Canova. Genio Europeo” al Museo Civico e la direttrice, nonché direttore scientifico della mostra stessa, Barbara Guidi lo accompagna nelle tre sale della sontuosa esposizione fornendo di prima mano le informazioni principali sulle opere e gli altrettanto preziosi documenti che raccontano a tutto tondo i vari aspetti della multiforme figura del sommo scultore neoclassico di Possagno.
E così, il referente politico della cultura del Veneto si fa un bel giro personalizzato tra le sculture (e non solo) di Canova tra le quali Venere e Marte, la Venere Italica o il busto di Napoleone come Marte pacificatore: Cristiano tra gli dei.
L’assessore regionale Cristiano Corazzari col sindaco Elena Pavan accanto alla ‘Maddalena giacente’ (foto Alessandro Tich)
C’è anche il sindaco Elena Pavan, reduce assieme a Corazzari dalla stazione ferroviaria dove si è da poco conclusa l’affollata cerimonia di accoglienza del Treno della Memoria del Milite Ignoto, alla quale dedicherò un mio prossimo pezzo.
La presenza istituzionale di Corazzari negli ambienti della pinacoteca del Museo trasformati in un novello Tempio di Canova era comunque attesa. La mostra-evento bassanese è stata infatti realizzata anche con il sostegno della Regione Veneto ed è cosa buona e giusta che un esponente del governo regionale venga ad accertare di persona il risultato delle risorse investite. Risultato che, come conferma il diretto interessato, trova pieno apprezzamento da parte del rappresentante di Palazzo Balbi.
“È una mostra che sta conoscendo un successo straordinario di carattere internazionale - dichiara Corazzari -. Si tratta di uno degli appuntamenti più importanti nell’ambito delle celebrazioni canoviane e rappresenta per noi un punto di riferimento dell’offerta culturale della nostra Regione. Siamo quindi certi che sia una buona occasione per visionare una mostra che ha dei caratteri di unicità in un territorio meraviglioso come quello di Bassano del Grappa.”
Bassano del Grappa, ovvero una città “piccola”, al di fuori dei grandi circuiti culturali regionali, che per l’occasione del Bicentenario Canoviano ha ritenuto di pensare in grande.
“L’offerta culturale della nostra Regione è diffusa su tutto il territorio ed è un po’ una caratteristica del sistema veneto culturale e monumentale - osserva l’assessore regionale -. La tematica in questo caso ci dà anche l’occasione per raccontare un territorio e comunicarlo all’esterno, perché quando si ha un patrimonio così diffuso la difficoltà è quella di creare delle reti di un’offerta che sia coerente. Quindi si tratta di mettersi con grande pazienza e grande curiosità per scoprire ciò che di bello c’è nella nostra Regione e penso che si rimanga veramente stupiti dalla ricchezza di questa offerta.”
Chiedo al rappresentante del governo regionale quale sia la sua percezione di questa mostra che rivela aspetti inediti al grande pubblico del celebre scultore, che vanno oltre alla sua arte e alle sue opere per approfondire il prestigioso e sorprendente ruolo dello scultore di personalità europea della sua epoca.
“Questa mostra getta uno sguardo complessivo sulla figura del Canova e sottolinea la sua importanza anche dal punto di vista della tutela del patrimonio culturale del nostro Paese e non solo del Veneto - risponde l’esponente della giunta veneta -. È stato un punto di riferimento nel passato, una figura che ha saputo spiccare creando dei forti legami a livello europeo e quindi direi anche un antesignano, da questo punto di vista, di una globalizzazione culturale e di una cultura come veicolo e vettore per il dialogo tra i popoli.”
Anche Cristiano Corazzari, come gran parte dei visitatori in mostra, si fa prendere dalla maddalenite e cioè dal sentimento di attrazione nei confronti della “Maddalena giacente”, il marmo superstar dell’esposizione rintracciato in un giardino inglese e riattribuito a Canova a duecento anni esatti dalla sua realizzazione (1822, l’ultimo capolavoro realizzato dall’artista prima della morte) e dopo oltre un secolo di oblio.
La riconosce seduta stante, prima ancora che la direttrice Guidi gliene parli, e si fa scattare vicino alla statua coricata delle foto-ricordo come un turista qualsiasi.
È un dettaglio, ma la dice lunga sul perché una mostra così stia richiamando a Bassano migliaia di visitatori.
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