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Cunialnovela, terza puntata. Continuano gli aggiornamenti sulle avventure della deputata bassanese Sara Cunial, ex 5 Stelle e oggi del Gruppo Misto, paladina “No Vax” della prima ora, alle prese con l’impossibilità di partecipare all’elezione del Presidente della Repubblica. Elezione le cui operazioni sono iniziate oggi, in seduta comune a Montecitorio, gremito dal viavai dei “grandi elettori”. Che sono in tutto 1009. Anzi, 1008: perché tra questi “grandi elettori” lei non c’è, essendo priva di green pass, conditio sine qua non per accedere all’interno del Palazzo e poter votare.
A dire il vero, per l’elezione del Capo dello Stato è allestita anche una postazione esterna: si tratta del seggio speciale ubicato in via della Missione - nel parcheggio di Montecitorio - e riservato al voto “drive in” dei deputati e dei senatori positivi al Covid che, per svolgere il loro diritto-dovere di voto, devono esibire un certificato medico che attesti la loro condizione e il loro stato di quarantena o di isolamento domiciliare.
Ma Sara Cunial è esclusa da tutti i requisiti previsti: non ha - asseritamente - il Covid, non si trova quindi in isolamento certificato, non intende per linea di principio effettuare il tampone che se di esito negativo le consentirebbe di entrare a Palazzo e non ha il green pass, né quello “base” né quello “super”. Niente da fare, quindi: non può accedere all’aula e neppure alla postazione esterna.
La deputata Sara Cunial (fonte immagine: unionesarda.it)
Oggi la parlamentare de noialtri ha comunque tentato di accedere al punto di voto “drive in” di via della Missione, ma è stata bloccata dal personale della Camera perché non può farlo. Prego, non si accomodi.
La vicenda ha ovviamente richiamato l’attenzione delle testate giornalistiche nazionali e come informa l’agenzia di stampa Askanews il legale della Cunial, avv. Edoardo Polacco, ha comunicato che la deputata continuerà a presentarsi al seggio esterno accompagnata dai suoi avvocati “al fine di querelare all’istante tutti coloro che non le consentiranno di adempiere al suo diritto/dovere di grande elettore” e “preannunciando anche, in caso di respingimento della sua richiesta di votare, la presentazione di un ricorso avverso all’elezione del Presidente della Repubblica”.
“Mi è stato negato l’accesso alla Camera - ha dichiarato la Cunial dopo essere stata allontanata dal “drive in” -. Sicuramente quereleremo chi ci ha detto di no e il presidente della Camera Roberto Fico.” Poi, rincarando la dose, ha ribadito i concetti da lei già espressi nei giorni scorsi, quando ha allestito un suo personale “presidio esterno” davanti a Montecitorio: “Siamo in presenza di un abuso e di una dittatura. Questa è una norma contro la sottoscritta. Abbiamo chiamato i Carabinieri e siamo pronti ad invalidare l’elezione del Presidente della Repubblica.”
Voto a rendere o voto a perdere? La Cunialnovela promette ulteriori sviluppi.
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