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Un anno senza Oliviero Toscani, genio provocatorio
Il testo di convocazione della conferenza stampa è degno di un dispaccio della CIA:
“La S.V. è invitata domenica 19 dicembre ore 10.40, Sala Consiliare - Castello Inferiore Marostica, alla conferenza stampa di presentazione di un progetto della Città di Marostica. Con il sindaco Matteo Mozzo e la giunta, sarà presente un Ministro della Repubblica Italiana.” Punto e basta.
Caspita: e che sarà mai? Un incontro con la stampa convocato alla mattina dell’ultima domenica prima di Natale per consentire la presenza del ministro e in un orario insolito (10.40) visto che, come avrei poi appreso, l’esponente di governo avrebbe avuto pochi minuti a disposizione per intervenire?
Foto Alessandro Tich
In realtà, come abbiamo saputo oggi, il ministro in questione - la vicentina Erika Stefani - questa mattina ha dato forfait all’ultimo momento per i soliti sopraggiunti e improrogabili impegni.
Ma oramai siamo qui riuniti nella sala del consiglio, tutti insieme appassionatamente - intera giunta e maggioranza consiliare comprese -, e la notizia viene comunque data, in pompa magna, dal sindaco Mozzo: il Comune di Marostica ha ottenuto un contributo di 828.000 euro dal Ministero della Cultura per il completamento del Teatro Politeama. Colpo di Teatro.
Immediatamente dopo l’annuncio, scatta la sitting ovation di assessori, consiglieri e degli altri vips marosticensi presenti. Non saranno i famosi 92 minuti di applausi di Fantozzi con la Corazzata Potemkin, ma si tratta comunque di un battimani partecipato e duraturo.
E il perché è presto detto: il completamento del Teatro cittadino è infatti un intervento atteso da ben 18 anni, dopo che nel 2003 fu compiuto il restauro della facciata in stile Liberty e furono ricostruiti ex novo gli spazi interni. Spazi che però fino ad oggi sono rimasti vuoti e inutilizzati, fatta eccezione per l’apertura nel 2017 del piano terra col foyer e dell’interrato col Ridotto, sedi di altrettanto necessariamente ridotte attività espositive e di spettacolo teatrale dal vivo.
Adesso arriveranno i schei per il definitivo completamento della riqualificazione dell’edificio e per l’apertura della sala principale: e Marostica può pensare in grande.
Gli 828.000 euro che da Roma arriveranno nelle casse comunali rientrano nel “Fondo Cultura 2021”: il bando del Ministero della Cultura dedicato agli interventi di tutela, conservazione, restauro, fruizione, valorizzazione e digitalizzazione del patrimonio culturale materiale ed immateriale. Una partita da circa 30 milioni di euro che ha visto la partecipazione di oltre 340 progetti da tutta Italia. Di questi, ne sono stati selezionati a livello nazionale solamente 44 e il progetto per il Teatro Politeama rientra in questa ristretta cerchia di “eletti”.
Non solo: per quanto riguarda l’area Nord Est, il progetto del Comune di Marostica si è qualificato al tredicesimo posto su 90 concorrenti, ottenendo un punteggio superiore rispetto ad autentiche Corazzate Potemkin della cultura come ad esempio lo Iuav di Venezia, l’Università di Modena e Reggio Emilia o il Teatro Comunale di Bologna.
Il contributo del Ministero coprirà gran parte dei costi dell’intervento di completamento degli allestimenti, degli arredi e degli impianti del Teatro di viale Monte Grappa, che prevedono un quadro complessivo di spesa di 1 milione e 35mila euro.
Il rinnovato Teatro - secondo il progetto affidato all’arch. Paolo Dal Sasso e, per la parte impiantistica, all’ing. Pier Luigi Carraro - avrà 374 posti per il pubblico, suddivisi in una sala-platea e due ordini di gallerie gradonate poste al primo e al secondo piano. Saranno in particolare sviluppati gli elementi di fruizione acustica della struttura mentre proscenio, boccascena e sipario saranno realizzati in modo tale da allungare la percezione visiva della sala.
Accorgimenti tecnici e funzionali che sono il risultato del confronto con gli esperti teatrali - in primis Maurizio Panici, anima dell’associazione Teatris e il direttore de “La Piccionaia” Pierluigi Cecchin - che hanno affiancato la progettazione apportando l’esperienza e la sensibilità di chi vive il palcoscenico tutti i giorni.
Un emozionato sindaco Matteo Mozzo (oramai, in fatto di emozione, ha ampiamente superato il sindaco di Bassano Pavan) ripercorre le tappe della partecipazione al bando, a cui il Comune di Marostica ha aderito in tempo utile entro la scadenza fissata lo scorso 21 agosto. E in quanto sindaco leghista è in vena di ringraziamenti, per così dire, “di scuderia”.
“Ringrazio il ministro Erika Stefani, in rappresentanza del Governo Draghi, che ha riconosciuto il valore della nostra richiesta - afferma -. Ringrazio anche l’onorevole Germano Racchella, della Commissione Cultura, sempre in prima linea per le istanze del territorio. Con lui ho fatto il primo viaggio a Roma per parlare del Teatro nell’agosto 2018, appena eletti. E abbiamo continuato a lavorare in sordina perché preferiamo i fatti alle parole. E questa di oggi è la più grande soddisfazione.”
Il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Valentino Scomazzon sottolinea come l’amministrazione comunale, per un bando nazionale così competitivo, abbia puntato “sulla qualità del progetto”, che non è stato elaborato solamente negli aspetti della riqualificazione architettonica del Politeama ma anche nei contenuti della proposta culturale che un simile spazio “restituito” potrà offrire alla comunità, rendendone sostenibile la gestione.
Riguardo alle tempistiche dell’intervento, Scomazzon informa che dalla comunicazione ufficiale dell’assegnazione del contributo il Comune avrà 9 mesi di tempo per l’aggiudicazione dei lavori e 3 anni per la rendicontazione finale. “L’obiettivo - conferma il vicesindaco - è quello di appaltare i lavori entro il 2022.”
S’illumina d’immenso anche Marialuisa Burei, consigliere comunale con delega al Teatro.
“In questi anni abbiamo lavorato per creare un pubblico - sono le sue parole -. L’amministrazione ha sostenuto un percorso, quello del Teatro di Comunità, con l’associazione temporanea di scopo (ATS) formata da Associazione Teatris, Argot Produzioni e La Piccionaia, che hanno gestito la programmazione del Ridotto e l’attività teatrale in città. È con loro che vogliamo condividere questo successo e continuare a programmare il futuro.”
Musica per le orecchie di Maurizio Panici, che di lavoro fa il regista della Partita a Scacchi e tante altre cose, direttore artistico di Teatris e di Argot Produzioni.
“Questo è un Teatro che nasce con un pensiero, quello del Teatro di comunità - rimarca -. Grazie all’attività nel Ridotto del Politeama, il Teatro non si è mai spento e oggi è l’inizio di una rinascita su qualcosa che esisteva ma non era definito.”
“Oggi - conclude Panici - nasce “il” Teatro, il centro della polis, che deve tornare ad essere “la casa” della città.” Per la serie: Welcome Home.
Infine alcune annotazioni a parte dal taccuino del vostro umile cronista.
Tutte concentrate sui ripetuti riferimenti del sindaco Matteo Mozzo alla circostanza che il completamento del Teatro è stato il cavallo di battaglia, ma senza alcun esito, di quindici anni di campagne elettorali a Marostica. Lo è stato anche della sua campagna elettorale, ma con la differenza che questa volta il risultato è stato portato a casa. “In campagna elettorale - dichiara il leghista Mozzo - continuavamo a dirmi che il mio è un partito rozzo, grezzo, che non investe in cultura. Oggi abbiamo dimostrato che vince la politica dei fatti e non quella delle chiacchiere.”
Una dichiarazione che può benissimo ispirare il titolo della rappresentazione teatrale inaugurale del Politeama di Marostica, a lavori conclusi: “Il sassolino nella scarpa”.
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