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Su la maschera

Campionato Italiano Ciclismo Professionisti: riassunto di una giornata particolare

Pubblicato il 24 ago 2020
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Maglia tricolore e mascherina tricolore. La foto del neo campione italiano di ciclismo professionisti Giacomo Nizzolo sul podio di Cittadella - inondato di prosecco dal secondo arrivato Davide Ballerini, mascherato pure lui come il terzo in classifica Sonny Colbrelli - è l'emblema di questo momento storico sconvolgente anche per lo sport.
E non è un modo di dire. Uno dei corridori più attesi della gara in linea di ieri partita da Bassano del Grappa, l'asolano Leonardo Basso, asintomatico, nella giornata di sabato è risultato positivo al test Covid-19 e il Team Ineos, per cui corre, ha deciso in via precauzionale di ritirare l'intera squadra dalla prova tricolore, in linea coi protocolli vigenti. Inutile mascherarsi dietro alle apparenze: questa è l'attuale realtà della cose. Nell'arrivo in volata con 13 corridori, Nizzolo - già campione italiano nel 2016 - ha conquistato il titolo bruciando Ballerini per un niente sulla linea del traguardo di Cittadella, dopo una sgroppata di oltre 253 chilometri sulle strade e sui saliscendi della pedemontana. Applauso generale: i ciclisti hanno dato veramente spettacolo in ogni fase della gara, contraddistinta dal coinvolgimento delle cinque città murate del territorio (Bassano del Grappa, Marostica, Castelfranco Veneto, Asolo, Cittadella), da ben 12 ascese della salita della Rosina, dall'arrampicata sul budello in pavè - in stile Giro delle Fiandre - del “muro della Tisa” a Molvena-Colceresa e da un andamento in testa alla corsa senza risparmio. Per la serie: le discese ardite e le risalite.
Nota positiva fra le tante, la perfomance del giovane di casa Samuele Battistella, neo professionista, campione mondiale di ciclismo Under 23, di Rossano Veneto, in forza al team NTT ProCycling, in gara con i primi, arrivato 13simo e grande collaboratore della vittoria del compagno di squadra Nizzolo. Il Ct azzurro Davide Cassani prenda nota: il ragazzo rossanese ha della stoffa.

Foto: Poci's

Scommessa vinta, dunque, per il trio organizzatore Filippo Pozzato-Jonny Moletta-Gaetano Lunardon. Quest'ultimo, in particolare, ha raccolto per l'ennesima volta i frutti della sua capacità di aver trasformato negli anni, a forza di Giri d'Italia, una salita non particolarmente impegnativa - rispetto a tante altre ascese - come quella della Rosina in una sorta di tempio del ciclismo su strada nazionale. Proprio qui, fra i tornanti che da Valle San Floriano portano alla Rosina, sin dal primo mattino si è concentrato il grosso del pubblico, con tanto di striscioni e distanziamento sociale sull'erba, per non perdersi i numerosi e continui passaggi della carovana tricolore sulla serpentina in salita in territorio di Marostica.
In tutto questo tourbillon a due ruote, la città di Bassano ha fatto la sua parte: sede della partenza del Campionato Italiano in piazza Libertà, di un primo passaggio a mezzogiorno dei ciclisti provenienti da Asolo-San Zenone, di 11 passaggi sul circuito della Rosina nel tratto contrà Gaggion Alto-contrà San Michele-via Gobetti-viale Vicenza e di un passaggio conclusivo della corsa che dopo la dodicesima e ultima salita della Rosina è transitata per il Ponte Nuovo, piazzale Cadorna e viale XI Febbraio per poi imboccare la Ss Valsugana verso il traguardo di Cittadella. Una full immersion in questa terra di colli, di paesaggi e di biciclette valorizzata anche dalle riprese dall'elicottero della diretta Tv di Rai 2. Un tempo si sarebbe detto che un evento del genere avrebbe fatto da volano al turismo nel nostro territorio.
Ma il tempo è cambiato: prima di mettersi in gara i corridori devono fare il test, i vincitori sul podio indossano le mascherine e non è ancora il momento di coltivare illusioni.

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