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Cronaca

Sbatti i “ladri” (innocenti) in prima pagina

Arrestati per un tentato furto nella villa di Casoni in cui erano stati ospiti a un party di compleanno. Ma i due giovani fratelli El Youbi non avevano fatto niente: si era inventata tutto la padrona di casa

Pubblicato il 16-05-2013
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Li abbiamo sbattuti, come tutti, in prima pagina. Li abbiamo definiti “ospiti-ladri” e abbiamo pubblicato la loro foto, diffusa agli organi di stampa dai carabinieri che li avevano arrestati con l'accusa di tentato furto, diffondendo alle redazioni anche le loro generalità e ricordando i loro trascorsi per precedenti reati contro il patrimonio. Li abbiamo fatti passare come due ladruncoli patentati, autori di un tentativo di furto che faceva notizia. Una notizia che invece, a seguito dei successivi riscontri degli inquirenti, si è rivelata una clamorosa bufala. E visto che avevamo dedicato spazio alla vicenda del loro arresto, è nostro dovere ora dedicare altrettanto spazio agli sviluppi del loro caso, conclusosi con la formula di rito “il fatto non sussiste”.
Un polverone inutile si è sollevato attorno ai due fratelli marocchini Mouchine ed Anas Ben Ameur El Youbi, rispettivamente 19 e 22 anni, residenti ad Asolo, arrestati nel tardo pomeriggio del 29 aprile scorso. Secondo le accuse, avevano tentato di introdursi nella villetta di via Sant'Antonio a Casoni di Mussolente dove appena due giorni prima avevano partecipato al party di compleanno della figlia dei proprietari: una ragazza 15enne, amica di amici comuni grazie ai quali i due El Youbi sarebbero stati invitati alla festa.
I due erano stati fermati dai militari dell'Arma all'interno della proprietà privata della villa, dopo una telefonata di segnalazione giunta ai carabinieri da parte della proprietaria che sosteneva di averli visti e riconosciuti e che nella successiva testimonianza aveva riferito ulteriori particolari sull'incursione dei due “malintenzionati”: i rumori avvertiti dall'esterno, una scala a pioli utilizzata per superare il muro, il tentativo di effrazione di una porta.

I due fratelli Mouchine ed Anas Ben Ameur El Youbi, calunniati dalla proprietaria della villetta di Casoni e prosciolti dall'accusa di tentato furto

Ma le bugie hanno le gambe corte: dopo l'arresto in flagranza dei due fratelli, gli inquirenti hanno voluto proseguire le indagini perché alcuni aspetti della vicenda risultavano poco chiari. E così, come riferiscono oggi i quotidiani locali, è stata scoperchiata la pentola: la madre della ragazza, nonché proprietaria della villa (A.B., 51 anni), si era inventata tutto. Una messinscena bella e buona, architettata dalla donna che, a quanto pare, non tollerava più la presenza dei due giovani magrebini tra le mura domestiche della villetta, che i due fratelli El Youbi - come è emerso dagli ulteriori riscontri - frequentavano regolarmente da tempo assieme ad altri giovani.
Secondo un'altra ricostruzione degli antefatti, la festa di compleanno si sarebbe svolta addirittura una decina di giorni prima e un gruppetto di ragazzi si sarebbe trattenuto, a party concluso, nella dependance della villa. Tra questi anche i due El Youbi, che invece di togliere il disturbo la mattina seguente sarebbero rimasti in pianta stabile all'interno della proprietà. La loro presenza si sarebbe protratta per oltre una settimana, e la madre della ragazza - non sapendo come liberarsene - ha inventato e simulato la storia del tentato furto.
Insomma: due fratelli forse un po' troppo invadenti, e con qualche problema alle spalle, ma non certo autori di un reato penale. La proprietaria della villetta ha ammesso la sua colpa, e i due giovani accusati - imputati al processo per direttissima - sono stati assolti perché il fatto non sussiste.
Nei confronti di A.B. si profila adesso una denuncia per il reato di calunnia.
La normativa sulle persone denunciate, come noto, non consente agli inquirenti di rendere note le loro generalità. In questo caso, a nostro avviso, è un peccato: perché la signora meriterebbe davvero di vedersi pubblicati il suo nome per intero e una foto in prima pagina anche lei.

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