Ultimora
Attualità
30 lug 2026
Ex Caserma Fincato, lavori in corso: il Comune punta al completamento entro fine anno
Geopolitica
29 lug 2026
Iran: "Le basi britanniche usate dagli Stati Uniti sono obiettivi legittimi"
31 Jul 2026 22:15
Mps prende atto della decisione del Banco, 'valuteremo ogni opzione'
31 Jul 2026 20:30
Schiacciato sotto un trattore nel Veneziano, morto 76enne
31 Jul 2026 14:44
Si tuffa per salvare la figlia e muore, recuperato il corpo del 36enne
31 Jul 2026 20:54
Terremoto a Napoli, la scossa ai Campi Flegrei di magnitudo 4.7
31 Jul 2026 20:45
Il sogno di Alì e la chiamata al papà da Ceuta: 'Sono in Europa'
31 Jul 2026 20:28
Trump annuncia l'accordo su Gaza: 'Via al disarmo di Hamas'
Il legno, l'acciaio e la carta
Più di qualcuno mi ha chiesto perché non ho scritto un libro sul travagliato restauro del Ponte, finalmente concluso. Perché non serve: il mio libro è già qui
Pubblicato il 16 mag 2021
Visto 8.042 volte
E così, dopo sette anni in Tibet, il Ponte di Bassano è ritornato a casa. È ritornato cioè idealmente tra le braccia dei suoi concittadini. Liberato da tutte le catene di cantiere che lo hanno imprigionato per tutto questo tempo. Ammirato, adorato, glorificato, santificato.
Ponte Nostro, come lo ha chiamato qualcuno, che sei sul Brenta. Sia di giorno che di notte, quando la nuova e rutilante illuminazione ne esalta ancora di più il processo collettivo di beatificazione. La moda del momento è farsi fotografare o farsi un selfie sul Nuovo Ponte Vecchio e postare sui social gli attimi fuggenti sopra il nuovo pavimento o sulle balaustre con frasi fatte del tipo “Bentornato”, “Benritrovato”, “Ciao Vecio” e così via.
Pioggia di “like” assicurati.
Alcune carte e documenti della Pontenovela (foto Alessandro Tich)
Quella di venerdì scorso 14 maggio, con l’intervento della autorità cittadine, non è stata una mera riapertura: è stata una processione laica, dalla spalla ovest alla spalla est del manufatto. Sindaco e tre assessori in prima fila e tutti gli altri a seguire, comprese le gioiose minoranze, in compatta moltitudine come nel celebre dipinto “Il Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo.
Una Elena Pavan in stato di estasi l’ha chiamata “una giornata di svolta e di liberazione”.
La canzone “Emozioni” di Battisti e Mogol aveva invece il volto di Ilaria Brunelli, spina nel fianco del progetto di restauro durante l’amministrazione Poletto, quando era solamente una video-blogger. Se non fosse troppo simile allo slogan del suo sindaco, per la Brunelli andrebbe bene anche una canzone della Mannoia: “Come si cambia”. Amministratori di oggi e di ieri eccezionalmente a braccetto, nell’occasione, per dare vita alla consolidata retorica del “Ponte di pace” e del “Ponte che unisce”.
Non vado oltre, sennò - in quella che potrebbe essere (uso il verbo al condizionale) l’ultima puntata della Pontenovela 2014-2021 - scappa la lacrimuccia anche a me.
Dopo aver dedicato su questo portale circa 400 articoli alle vicissitudini del discusso progetto, delle grane giudiziarie per l'aggiudicazione dei lavori, del contrastato primo appalto, della “miracolosa” variante di progetto e in generale a tutti i più diversi aspetti del sofferto restauro, provo anch’io in questo momento un senso di sollievo. Ma è un sollievo frammisto alla consapevolezza di un’era giornalistica che si chiude e va definitivamente in soffitta.
Per me la Pontenovela è stata un racconto di legno, di acciaio e soprattutto di carta.
Il legno è il materiale che riveste il monumento e l'acciaio è l'incursione tecnologica dei progettisti per sorreggere fondamenta e stilate. La carta, invece, è quella della marea di documenti che in tutti questi anni mi sono serviti per narrare giornalisticamente la vicenda: progetto esecutivo, elaborati progettuali, relazione storica, relazioni tecniche, controrelazioni, atti legali, esposti, determine, ordini di servizio, comunicazioni, ordinanze, contestazioni, lettere, provvedimenti amministrativi, variante migliorativa, atti contabili e quant'altro.
Tutto nero su bianco e tutto alla base di un’incessante attività di reportage e di editoriali certamente scomodi per chi dava del “gufo” a chi presentava le cose diversamente dal pensiero mainstream, ma mai smentiti. Di tutti questi documenti conservo ancora la raccolta, disordinata, nei cassetti di redazione.
Un corposo pacco di testimonianze scritte, necessarie e sufficienti a riportare la storia di tutto il Ponte minuto per minuto. Prima o poi dovrò decidermi a buttarle all'ecocentro nella vasca della carta. Oggi sono solo scartoffie, ma ciascuna di loro ha avuto il suo preciso perché, nel suo preciso momento.
Qualcuno ha scritto su Facebook che dopo l'apertura del Ponte “finalmente potremo passeggiare avanti e indietro e, come tutte le cose che succedono in Italia, molto presto dimenticheremo le varie vicissitudini e problematiche del suo lungo restauro”.
Concordo. Anzi: non è che “molto presto le dimenticheremo”, ce le siamo già dimenticate.
La memoria corta è una caratteristica del nostro Paese e il nostro Ponte Bello non fa eccezione. Oggi il Monumento Nazionale è finalmente ritornato a svolgere il suo ruolo: quello di sede di piacevoli passeggiate, di panoramiche vedute e di architettoniche bevute.
È questo ciò che ci importa. Punto e basta. E presto anche le ultime discussioni, quelle relative alla pavimentazione, si dissolveranno nell’oblio. Come già sono consegnati alla dimenticanza generale tutti gli altri punti interrogativi a cui la gestione politica (amministrazione comunale Poletto e Pavan) e tecnico-amministrativa (Ufficio Lavori Pubblici) dell’intervento di ripristino e consolidamento del cosiddetto Ponte degli Alpini non ha dato risposta. Non serve che ve li ricordi per l’ennesima volta, vi farei venire il Brenta alle ginocchia e non è assolutamente il caso - in questo momento di esultanza collettiva per la restituzione del monumento alla città - di rivangarli.
È venuto quindi il momento di fare ordine sulla mia scrivania e raccogliere i documenti che non servono più. Le mie carte finiranno all’ecocentro, ma gli articoli no: quelli restano, tutti e 400, rintracciabili sotto il tag di Bassanonet “Ponte di Bassano”.
Più di qualcuno, in questi anni, mi ha chiesto perché non ho scritto un libro su questo lungo e travagliato restauro, finalmente concluso. Perché non serve: il mio libro è già qui.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Politica
26 lug 2026
Futuro Nazionale nomina il primo direttivo cittadino di “destra pura”
Visto 21.691 volte
Politica
24 lug 2026
Il progetto del Tribunale della Pedemontana approda alla Camera
Visto 21.390 volte
Politica
26 lug 2026
Tensioni sul futuro di San Lazzaro, la maggioranza boccia il blocco dei cantieri
Visto 20.521 volte
Geopolitica
25 lug 2026
Il Canada si aggiunge al Regno Unito, Giappone e Italia per il programma di sviluppo di un caccia di sesta generazione
Visto 20.140 volte
Attualità
26 lug 2026
Blackout e rete a rischio: l'ULSS 7 blinda l'ospedale San Bassiano con un nuovo generatore
Visto 18.746 volte
Politica
28 lug 2026
Bilancio e spiaggetta di Via Pusterla: due passaggi che interrogano la maggioranza
Visto 13.454 volte
Imprese
26 lug 2026
Commercio e servizi nel morsa dei rincari: 1 impresa su 3 perde fatturato
Visto 10.069 volte
Geopolitica
29 lug 2026
Iran: "Le basi britanniche usate dagli Stati Uniti sono obiettivi legittimi"
Visto 9.445 volte
Politica
17 lug 2026
Bassano dice sì al ddl Sicurezza: arrivano le multe ai genitori e il fermo per i minori
Visto 22.257 volte
Attualità
13 lug 2026
Crisi idrica: il Brenta resta a secco, il Veneto dichiara l'emergenza
Visto 22.223 volte
Politica
26 lug 2026
Futuro Nazionale nomina il primo direttivo cittadino di “destra pura”
Visto 21.691 volte
Politica
18 lug 2026
Elezioni provinciali di Vicenza: l'appello dei nove grandi Comuni per un listone unitario
Visto 21.650 volte
Politica
24 lug 2026
Il progetto del Tribunale della Pedemontana approda alla Camera
Visto 21.390 volte
Cronaca
17 lug 2026
PFAS, uova dieci volte oltre i limiti: il Pd chiede alla Giunta i dati dei monitoraggi
Visto 21.303 volte
Attualità
09 lug 2026
Pfas nei pozzi privati, il Pd chiede alla Regione verifiche e tempi certi
Visto 21.199 volte
Attualità
10 lug 2026
Pfas nel Bassanese, Retinò: «Valori sotto i limiti non significano che il problema non esista»
Visto 20.975 volte