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Scuole paritarie, Rosà cambia le regole: fondi pubblici solo per i residenti

Il Consiglio comunale approva la mozione per la nuova convenzione. Il gruppo Riparte Rosà: «Senza il privato la copertura dei nidi crollerebbe dal 59% al 20%»

Pubblicato il 11 mag 2026
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Rosà, ok all'unanimità per le scuole paritarie: «Ora contributi legati ai residenti»
Il Consiglio comunale approva la mozione per la nuova convenzione. Il gruppo Riparte Rosà: «Senza il privato la copertura dei nidi crollerebbe dal 59% al 20%»

L'asilo parrocchiale di Rosà

ROSÀ – Svolta nella gestione dei servizi educativi a Rosà. L'ultimo Consiglio comunale ha approvato all'unanimità una mozione, presentata dal gruppo "Riparte Rosà" e passata in forma emendata, che traccia le linee guida per la futura convenzione con le scuole dell'infanzia paritarie. Il documento introduce un cambio di passo nella distribuzione delle risorse pubbliche, puntando su criteri di residenza e sulla sostenibilità del sistema integrato.

I numeri esposti durante il dibattito dalla consigliera Giulia Vanin fotografano una dipendenza strutturale del Comune dal settore paritario. Su una platea di 588 bambini tra i 0 e i 6 anni, la netta maggioranza (406) frequenta strutture private convenzionate. La discrepanza economica emerge con forza nel segmento 0-3 anni: il nido comunale ospita 60 bambini con un costo per l'ente di 280 mila euro annui (circa 4.700 euro a minore), mentre oltre 110 bambini sono iscritti alle paritarie senza beneficiare, ad oggi, di alcun contributo municipale.

Secondo l'analisi tecnica di Riparte Rosà, la tenuta del sistema è legata a doppio filo alla sopravvivenza di queste realtà. Se le scuole paritarie cessassero l'attività, il Comune dovrebbe affrontare una spesa supplementare stimata in oltre 500 mila euro annui per assorbire l'utenza. Anche il dato sulla copertura del servizio subirebbe un tracollo: l'attuale 59%, che pone Rosà sopra gli standard europei, scenderebbe drasticamente al 20% senza l'apporto dei posti garantiti dal privato sociale.

L'impegno approvato dall'aula prevede due punti cardine: l'introduzione progressiva di contributi calcolati sul numero effettivo di bambini residenti e l'attuazione di una fase transitoria per tutelare la stabilità delle strutture. L'obiettivo dichiarato dai promotori della mozione in vista della convenzione 2025-2030 non è un aumento della spesa, ma una sua ottimizzazione. La sfida resta ora l'estensione dei contributi alla fascia 0-3 anni, ritenuta essenziale per garantire coerenza a un sistema educativo che, senza il supporto del comparto paritario, rischierebbe il default finanziario e logistico.

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