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Si fa presto a dire “per la continuità”, eccetera eccetera.
Il motto “per la continuità” è inserito nel nome stesso della lista che ha sostenuto Marco Zonta, il vincitore delle elezioni comunali a Rossano Veneto.
Il quale, con un 60,59% dei consensi che certifica il netto riscontro positivo del risultato, ha conquistato con motivata soddisfazione la sua nuova poltrona in municipio.
Morena Martini con il sindaco neo eletto Marco Zonta
Eppure, nonostante la candidatura di Zonta abbia goduto di un sostegno totale, incondizionato e iper presenzialista da parte dell’ormai ex sindaco Morena Martini - anch’essa candidatasi come consigliera nella lista del suo ex assessore al Sociale promosso al ruolo di suo delfino -, le elezioni di Rossano apparivano come le più incerte tra i Comuni chiamati al voto nel nostro territorio.
Una sfida quanto meno anomala, e in quanto tale con pronostico assai aperto, per il fatto di aver messo a confronto due candidati sindaci provenienti dalla stessa squadra.
Da una parte Zonta, fedelissimo della Martini, che ha impostato il suo programma appunto sulla continuità con l’amministrazione precedente.
Dall’altra Davide Berton, che fino alla “scissione” che lo ha portato a candidarsi con la lista Prima Rossano!, presentandosi come l’uomo dell’alternativa al Martinismo imperante, era il vicesindaco e assessore al Bilancio della giunta Martini medesima.
Non certo l’ultimo arrivato, Berton, in fatto di attività amministrativa e di entrature politiche: consigliere provinciale in carica con la delega all’Edilizia scolastica, è il capo della segreteria di una certa Elena Donazzan.
Sempre sulla solita carta, Zonta partiva comunque favorito (ma spesso partire favoriti è un’arma a doppio taglio) perché nominato al ruolo di “successore” della Martini nel solco del consenso popolare ottenuto cinque anni fa dalla sindaca, rieletta nel 2018, dopo il suo primo mandato, con un consenso semi-bulgaro del 71%. Una percentuale che se da un punto di vista ha costituito un bel biglietto da visita per chi si è proposto agli elettori “in continuità” con la Morena di Rossano, dall’altro avrebbe potuto generare dell’ansia da prestazione nel timore di non raggiungere o di non avvicinarsi ad un analogo risultato.
Zonta ha ottenuto quasi il 61%. Esame superato alla grande. Anche se…
L’esplosiva Martini, in questi cinque anni di cui la metà segnati dalla pandemia (leggendari i suoi messaggi video durante il lockdown), è stata il sindaco-ovunque di questo Comune. Esponente politico di lunga esperienza - con una parabola acrobatica che l’ha vista passare negli anni per diversi partiti, dal Patto Segni fino alla Lega - e già assessore e vicepresidente della Provincia di Vicenza, è uno dei volti più noti tra gli amministratori pubblici del nostro comprensorio, grazie anche alle sue frequenti apparizioni televisive.
Nel suo ultimo mandato spicca la realizzazione della nuova piazza di Rossano Veneto, ma sarebbe riduttivo ricordarla solo per questo.
L’ultima volta che l’ho incontrata è stata proprio in campagna elettorale, quando mi sono recato in municipio a Rossano per intervistare Marco Zonta.
Lei mi ha invitato un attimo nel suo ufficio di sindaco, oramai agli ultimi sgoccioli di mandato: era intenta ad attaccare con lo scotch sulle ante di vetro dell’armadio dietro la sua scrivania gli spezzoni dei nastri tricolori delle sue due ultime inaugurazioni, una delle quali la posa della prima pietra dell’ampliamento della scuola dell’infanzia. Quell’armadio era pieno zeppo di pezzetti di nastri tricolori, segno di un quinquennio di iper attività amministrativa.
“Tanto tra qualche giorno li tolgo tutti”, mi ha detto sorridendo.
La domanda che non le ho posto era pertanto questa: sapranno i cittadini di Rossano riconoscere questo super lavoro, riponendo la loro fiducia nel suo successore designato? Oppure il decennio 2013-2023 della Martini, alla guida del Comune per due mandati consecutivi, è stato così pieno e così completo che i cittadini avrebbero preferito respirare aria nuova, per quanto rappresentata dal suo ex vicesindaco?
Il vero rischio per i piani di continuità di un sindaco così influente per i suoi stessi alleati era infatti quello di generare un “effetto Romano d’Ezzelino”, come l'emblematico caso di Rossella Olivo insegna.
Ma così non è andata. Merito di Marco Zonta, che ha precisato sin da subito che non sarà il “signor Martini” in caso di elezione a primo cittadino, affrancandosi dalla figura tanto popolare quanto impegnativa - in termini di paragone tra le cose fatte e quelle da fare e di confronto tra passato e futuro - della sua stessa principale alleata e madrina politica.
Comunque sia, la vittoria di Zonta è stata anche la vittoria di Morena Martini: votando in gran parte “per la continuità”, i rossanesi hanno promosso anche lei e i suoi nastrini tricolori ora riposti nel cassetto dei ricordi da qualche parte.
La vera scommessa era la risposta degli elettori adesso che a concorrere per la poltrona più alta del municipio non era più il loro sindaco-ovunque.
Ma i suoi sostenitori, con l’elezione di Marco Zonta, possono rovesciare il noto slogan dello spot pubblicitario con George Clooney: No Martini, Sì Party.
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