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Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Extra Omnes - Atto II, alla Chiesetta dell'Angelo
Inaugurata la seconda fase del progetto dedicato all'arte contemporanea di Dif.Fusione. La mostra sarà visitabile fino al 31 maggio
Pubblicato il 09 mag 2026
Visto 4.310 volte
Inaugurazione ieri pomeriggio, venerdì 8 maggio per la mostra Extra Omnes - Atto II, allestita alla Chiesetta dell'Angelo in città. L'esposizione, a cura dell'associazione di promozione sociale Dif.Fusione segue quella dello scorso febbraio con protagoniste alcune opere di Mariella Scandola e Andrea Bizzotto e nella seconda parte — ce ne sarà una terza, come annunciato — espone opere degli artisti vicentini Rossella Pavan e Giusto Pilan e della bergamasca Irene Baschenis.
“Se in Atto I il volto era soglia, qui quella soglia è attraversata. Non resta un’assenza. Resta un fare che non ha più bisogno di un volto”, recita il catalogo. Hanno richiamato il concetto anche le parole dell’introduzione di Matteo Bizzotto Montieni, che ha illustrato il progetto dopo il saluto dell’assessore alla Cultura Giada Pontarollo.
La presentazione del secondo atto è stata a cura del presidente di Dif.Fusione, Romano Zanon, e dell’artista Claudio Brunello.
un momento dell'inaugurazione, al centro, il presidente di Dif.Fusione Romano Zanon con gli artisti
Tre le installazioni che accolgono il visitatore nello spazio ellittico della Chiesetta secentesca e che dialogano con esso nell’allestimento.
Procedendo in senso orario, come suggerito da Brunello, pur avendo la mostra un andamento del tutto intersecabile, si possono osservare le opere di Pilan non incorniciate, lasciate appese a lenzuolo, realizzate a tecnica mista su carta. Fanno della leggerezza e della somiglianza a tessuti la loro cifra stilistica. Per prime braccia lunghe e mani diventate una stola con qualcosa del sacro, poi la figura umana svanisce e restano vestiti abitati, che richiamerebbero bozzetti da stilista se non si notasse il loro mimare l’avere da poco contenuto un corpo: portano ancora i segni delle sue forme, del suo movimento.
Al centro sono sistemati in ovale — o a punta di freccia, se messi in dialogo con la parete di destra — otto tavoli che presentano il progetto “Ikebana” di Pavan, una sorta di calendario realizzato da molteplici scatti fotografici di soggetti elaborati nello stile giapponese che hanno impresse le tracce del passaggio della vita. La forma dell’otto è stata scelta appositamente per le sue connotazioni simboliche, è stato ricordato.
Manufatti appartenuti a persone care, nidi vuoti, piccole foglie e fiori recisi, cenere, sono gli elementi di partenza lavorati a una scrivania-banchetto bianca presente all’apice e fermati in scatti narrativi che sospendono in fotogrammi elementi coesistenti, presente e allo stesso tempo del tutto assente l’umano. La polvere, la cenere non annullano il ricordo: lo purificano, nell’annebbiarlo lo custodiscono, lo impreziosiscono. Armonica, la collocazione dei tavoli sotto i volti di Santi Angeli e Arcangeli raffigurati nei dipinti della Chiesetta.
A lato, si snoda il serpente-fiume rosso arancio, color Australia, creato a frammenti di varie dimensioni da Baschenis nella serie: “Amnesia del volto, Memoria del gesto”. Realizzato in smalti murali e pigmenti su fibra di legno, a comporlo sono lettere di alfabeti e segni assemblati senza tensione al significato, presenti come flusso di unità e molteplicità, di diverso e di uguale, di istante e tempo, l’uniformità cromatica a restituire la valenza di una percezione universale, extra umana — tornando al filo conduttore di Extra Omnes: “fuori tutti!”.
La mostra resterà aperta fino al 31 maggio in questi orari: il venerdì dalle ore 16 alle 19, sabato e domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.
L’ingresso è libero.
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