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Non aprite quella porta
L'entrata “senza autorizzazione” del Comune in cantiere, ancora in possesso della Vardanega: si arricchisce di succosi particolari il blitz di questa mattina per la rimozione d'ufficio della tura
Pubblicato il 16 mag 2018
Visto 4.203 volte
Non aprite quella porta. Ma noi la apriamo lo stesso. Non è un film horror, casomai è un thriller. Si arricchisce di succosi particolari il blitz di questa mattina del Comune di Bassano per la rimozione d'ufficio della tura, di cui mi occupo nell'articolo precedente.
Le cose stanno così: stamane il RUP (Responsabile Unico del Procedimento) Diego Pozza, con comunicazione trasmessa alla Vardanega Costruzioni, ha avvisato in una sola riga e mezza che, “verificata l'inottemperanza” della ditta all'ordinanza del sindaco di rimozione immediata delle ture, l'Amministrazione “ha dato corso all'esecuzione d'ufficio”.
E ha dato corso per davvero: è stato aperto il cancello d'ingresso dell'area di cantiere in via Pusterla, sono entrati i mezzi della affidataria dell'intervento, per conto del Comune, Brenta Lavori Srl e sono iniziate le operazioni di rimozione del materiale della “strada” sotto il Ponte.
Foto Alessandro Tich
Fin qui nulla di apparentemente anomalo, se non fosse per il fatto che l'area dei lavori, fino alla consegna formale del cantiere da parte dell'ex appaltatore a seguito della risoluzione del contratto, è ancora in possesso della Vardanega, che ne ha l'obbligo di custodia.
In altre parole: è l'impresa di Possagno che ha ancora le chiavi del cantiere, che riconsegnerà alla “Stazione Appaltante” nel momento in cui, espletate le ultime formalità di rito tra cui un ultimo sopralluogo in contraddittorio a fine mese per la quantificazione dei lavori eseguiti, leverà definitivamente le tende.
Qualcuno, dunque, questa mattina ha aperto il cancello e ha fatto entrare gli addetti alla rimozione dello sbarramento fluviale. Ma non è stato chi, per obbligo di legge, è tenuto ad aprire e a chiudere l'ingresso all'area dei lavori.
Si sarebbe quindi trattato, per così dire, di un accesso in cantiere “poco ortodosso” o, per dirla ancora meglio, non rispettoso delle regole vigenti.
Secondo voci bene informate, pare che una copia delle chiavi del cancello sia stata data in prestito qualche tempo fa da un dipendente della ditta appaltatrice a un responsabile tecnico del Comune, alla necessità espressa da quest'ultimo di effettuare dei rilievi, e che il dipendente si sia dimenticato di informare l'impresa. Queste chiavi fino ad oggi sarebbero rimaste nella disponibilità degli uffici comunali e avrebbero pertanto consentito, questa mattina, l'effetto “Apriti Sesamo”. Come ogni thriller che si rispetti, si attendono ulteriori indizi per accertare se le cose siano andate effettivamente così. Intanto gli avvocati che assistono la Vardanega, di fronte al fatto compiuto, hanno trasmesso in data odierna una nuova comunicazione a sindaco, dirigente Area Lavori Pubblici, RUP e direttore dei lavori.
“La nostra assistita - scrivono i legali - ci ha riferito che incaricati dell'Amministrazione sono già entrati in cantiere senza preavviso e senza autorizzazione, evidentemente per dare corso alle operazioni preordinate alla rimozione d'ufficio delle ture, oggi comunicata dal RUP.” “Orbene - proseguono gli avvocati -, tale modus operandi deve intendersi a tutti gli effetti quale presa in consegna del cantiere da parte dell'Amministrazione comunale: conseguentemente, la Ditta Vardanega procederà quanto prima allo sgombero delle aree di lavoro e relative pertinenze.” Ponte bye-bye, Vardanega ha constatato di non avere più il possesso del cantiere, prima ancora di riconsegnarlo come da norma di risoluzione contrattuale, e ti saluta.
La nota legale, di cui le osservazioni sopra virgolettate costituiscono solo la parte finale, afferma che “la comunicazione odierna del RUP non può che stupire, posto che la Ditta Vardanega aveva più volte espressamente manifestato la propria disponibilità alla rimozione delle ture (...) nel rispetto della normativa di settore e di quanto contrattualmente pattuito (...)”. Gli avvocati ribadiscono “la radicale illegittimità dell'ordinanza sindacale contingibile e urgente”, che si riservano “di impugnare nelle competenti sedi”. “Si evidenzia - prosegue la lettera dei consulenti giuridici - che l'esecuzione d'ufficio dell'intervento, preannunciata dalla nota del RUP in data odierna, non è in alcun modo legittimata né giustificata da comportamenti addebitabili alla Ditta Vardanega e deve pertanto considerarsi alla stregua di una autonoma e unilaterale iniziativa di Codesta Amministrazione, che se ne assumerà tutte le conseguenti responsabilità e oneri.”
Se il buongiorno si vede dalla tura, il thriller del Ponte promette veramente di trasformarsi in una serie “legal”.
Un'annotazione conclusiva, egregi lettori, riguarda infine una delle questioni ancora in sospeso di questa vicenda in sospensione perpetua: le puntellazioni di sostegno della prima e della seconda stilata del Ponte, installate dalla Vardanega nella scorsa finestra estiva e non autorizzate ma neppure vietate in corso d'opera dalla Direzione Lavori, al punto che la medesima, in questa fase di sgombero del cantiere, ne ha ordinato il mantenimento.
Nell'ennesima Pec alla ditta del direttore dei lavori Viviana Bonato, trasmessa sempre in data odierna, viene comunicato quello che potrebbe essere lo scoop del giorno.
“Per quanto riguarda la puntellazione delle stilate n. 1 e 2 - scrive l'arch. Bonato -, l'impresa, operando in piena autonomia per il montaggio di tali opere provvisionali, ha tagliato la trave di banchina, rimosso ampie porzioni di banchina e relativi sostegni (anche stabilizzanti), indebolendo quindi la struttura del Ponte, cambiamento che ha quindi costretto la DD.LL. ad ordinare il suo mantenimento in opera nel verbale di consistenza n. 1 del 08/05/2018.”
Ergo: si rende necessario mantenere le puntellazioni non per sorreggere le stilate a rischio di ulteriore cedimento, bensì per “tamponare” l'indebolimento del Ponte provocato proprio dall'intervento dell'impresa. Questa ancora, prima di adesso, non era venuta fuori.
La Bonato allega, a sostegno della propria tesi, anche quattro foto di raffronto dello stato della banchina prima e dopo la puntellazione realizzata dalla ditta.
Punta sui puntelli, sempre oggi la Nico Vardanega Srl ha trasmesso al riguardo la sua altrettanto ennesima e puntuale replica. “Per quanto riguarda le puntellazioni - scrive la ditta al direttore dei lavori Bonato e al RUP Pozza - rispediamo al mittente la supposta autonomia dell'impresa dal momento che l'intera realizzazione è stata completamente seguita dall'ufficio della DL (Arch. Bonato, Ing. Bettio) e l'impresa non ha certamente danneggiato la struttura limitando le asportazioni di legname alle sole parti indicate da codesta Direzione Lavori.” La ditta ricorda che anzi, una volta iniziata la puntellazione delle stilate 1 e 2, il direttore dei lavori ne ha persino sollecitato “l'immediato completamento” con uno specifico ordine di servizio (il n. 3 del 1/9/2017) emesso “in vista delle piene autunnali ai fini della messa in sicurezza della struttura”.
Punto e a capo. Anzi: puntello e a capo. Ad ogni azione corrisponde una reazione e la storia infinita continua.
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