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Nessuna addizionale Irpef per completare la Superstrada Pedemontana. L'annuncio di Zaia. Il governatore veneto: “Non abbiamo nulla da nascondere, ora avanti con ANAC e Corte dei Conti”

Pubblicato il 16 mag 2017
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SPV, ovvero: Sorpresa Per Voi.
Perché la notizia di oggi è questa: “Nessuna addizionale Irpef per la Pedemontana.”
Agli indirizzi email delle redazioni, nella giornata di ieri, era arrivato il seguente invito da parte dell'ufficio stampa della giunta regionale del Veneto: “Domani giunta regionale. Punto stampa alle 11 con importanti comunicazioni del presidente”.

Il governatore Zaia, assieme agli assessori regionali Pan, Caner e De Berti, annuncia la novità sulla SPV

Ed eccole qua, le importanti comunicazioni del governatore Luca Zaia, rese questa mattina a Palazzo Balbi a Venezia assieme ai colleghi di giunta Elisa De Berti (Infrastrutture e Trasporti), Federico Caner (Programmazione) e Giuseppe Pan (Agricoltura).
Non ci sarà dunque bisogno di introdurre l’addizionale regionale Irpef a carico dei cittadini veneti, con un reddito dichiarato dai 28mila euro in su, per completare la Superstrada Pedemontana Veneta.
La contestatissima misura, che era stata prevista dal terzo Atto Convenzionale tra Regione Veneto e concessionaria Sis, è stata annullata da un nuovo schema di contratto - approvato nella seduta di giunta di questa mattina - che sarà firmato dalla Sis dopo che lo stesso sarà visionato dall’ANAC, l’Autorità Nazionale Anticorruzione e dalla Corte dei Conti, “perché - ha detto Zaia - non abbiamo nulla da nascondere, perché siamo convinti di aver compiuto un atto di buona amministrazione. Noi abbiamo fatto il nostro dovere”.
“La più grande opera pubblica in costruzione in Italia - ha più volte sottolineato il governatore - potrà essere conclusa entro i prossimi tre anni, grazie alla soluzione che è stata individuata e che è frutto dell’ottimo lavoro svolto dalla task force costituita all’inizio di quest’anno, composta da tecnici dell’amministrazione e vari esperti giuridici che hanno indicato la strada da seguire nell’interesse del veneto e dei veneti.”
“Ma abbiamo fatto tesoro - ha aggiunto - anche delle proposte e dei suggerimenti intelligenti e responsabili che ci sono pervenuti dal consiglio regionale, che volutamente abbiamo coinvolto in questa operazione che è sicuramente tra quelle fondamentali di questa legislatura.”
“Eravamo stati chiari, al momento di prospettare la possibilità di introdurre l’addizionale IRPEF, che si trattava di un’ipotesi assolutamente precauzionale - ha precisato il presidente veneto -, un atteggiamento prudente che le polemiche gratuite hanno oscurato. Ma oggi siamo arrivati alla conclusione di una trattativa iniziata mesi fa che evita l’introduzione di una tassa che, comunque, avrebbero dovuto pagare soltanto il 20 per cento dei veneti.”
Il meccanismo che ha consentito di scongiurare l’introduzione dell’IRPEF si basa sull’approfondimento di alcuni aspetti legati alla fiscalità del progetto e dell’intero bilancio regionale, che hanno consentito lo sdoppiamento del mutuo trentennale che la Regione contrarrà con la Cassa Depositi e Prestiti e che sarà acquisito in due tranche, una di 140 milioni nel 2018 e una di 160 milioni nel 2019.
In tal modo la Regione opererà all’interno della propria capacità di indebitamento annuale, non necessiterà di provviste in entrata e rispetterà le condizioni imposte dal fiscal compact.
Anche la questione relativa all’IVA è stata definita, grazie, ha sottolineato il Governatore, “a una proficua interlocuzione con l’Agenzia delle Entrate”.
L’imposta sarà del 22% sia per quanto riguarda il canone di disponibilità sia per i ricavi da pedaggio. Per quanto riguarda il pedaggio, l’IVA sulle tariffe per chilometro dichiarate fin dall’inizio non sarà a carico dell’utente.
“Oltre che all’ANAC e alla Corte dei Conti, con le quali stiamo ragionando da tempo su questi temi - ha affermato il governatore -, notificheremo il provvedimento a tutte le Istituzioni interessate, in una logica di collaborazione e cortesia istituzionale, con l’auspicio di poter firmare il contratto con l’azienda concessionaria prima della consueta pausa estiva.”
“Solo un lazzarone può affermare che abbiamo fatto marcia indietro - ha concluso Zaia -, perché basta andare a rileggere il provvedimento dello scorso marzo e riascoltarsi il mio intervento in consiglio regionale quando lo abbiamo presentato: ho detto chiaramente che il mutuo di 300 milioni che serve per il closing era ‘prudenziale’ e che fino alla fine dell’anno gli scenari avrebbero potuto cambiare. Ed è quello che è successo.”
La prima reazione politica all'annuncio del governatore è di Jacopo Berti, capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle.
“Mi chiedo, e non sono solo io a farlo dato che anche qualche esponente della maggioranza è rimasto perplesso - accusa Berti -, perché Zaia non ci abbia detto subito che era in corso una trattativa con Sis per arrivare a questo risultato. È venuto in consiglio il 7 marzo a farci una lezioncina con tanto di slide sapendo benissimo che ci stava raccontando solo una parte di tutta la faccenda.”
“Il presidente della Regione continua a mancare di rispetto al consiglio regionale - continua il capogruppo M5S - venendo a raccontarci mezze verità, cose in via di definizione e progetti senza scoprire le carte. Il problema è che in questo modo manca di rispetto anche ai milioni di veneti che vorrebbero sapere come stanno davvero le cose.”
“Vorrei capire - conclude Berti - quante altre vicende il governatore nasconde nella sua manica in attesa di poterle giocare quando gli pare, e quante altre sorprese dobbiamo aspettarci da qui ai prossimi mesi. Per non parlare del fatto che continuano a sussistere tutte le opacità sul progetto e tutte le critiche sulla sproporzione nel rapporto fra costruttore e Regione. Su questi dettagli non credo che Zaia abbia una mossa a sorpresa da sfoderare.”

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