Ultimora
13 May 2026 15:35
Truffa su finanziamenti pubblici, tra gli indagati ex deputato Calearo
13 May 2026 15:00
Al via a Treviso le riprese della seconda stagione di 'Stucky'
13 May 2026 14:27
Consorzio Valpolicella elegge nuovo cda, nel 2025 ricavi a 4,9 milioni
13 May 2026 13:44
Maltempo in Veneto, Stefani dichiara lo stato di emergenza regionale
13 May 2026 17:03
Tennis: Maledizione Musetti, si ferma ancora e addio al Roland Garros
13 May 2026 16:58
Trump arrivato a Pechino con 17 super Ceo. La Cina: 'Pronti a collaborare con gli Usa'
13 May 2026 16:22
++ Tennis: Musetti salta Roland Garros, 'mi pesa enormemente' ++
13 May 2026 16:42
Premier Time al Senato con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni
Progetto Modena un corno
Il Cyborg degli Alpini: Bye Bye Modena e anche Bye Bye Carbonara. Considerazioni a ruota libera sul Ponte di Bassano che ci verrà restituito
Pubblicato il 03 mar 2019
Visto 7.459 volte
Rieccomi qua. Lo so bene che è da un po' di tempo che non scrivo del Ponte di Bassano, ovvero di quello che è stato l'estenuante leitmotiv delle cronache cittadine, e di Bassanonet in particolare, degli ultimi quattro anni. A parte due cazzatine di passaggio (allagamento temporaneo del cantiere e affidamento installazione della rete antivolatili), non ne scrivo propriamente dallo scorso 25 gennaio, per l'esattezza. Vale a dire dai giorni successivi alla delibera dell'ANAC che ha evidenziato imbarazzanti difetti e carenze dell'ente pubblico sulla validazione del progetto e sul conseguente avvio dell'appalto e che l'Amministrazione comunale è riuscita a trasformare, nelle proprie comunicazioni ufficiali, in un documento a proprio favore.
Non ne scrivo da allora anche perché, in realtà, in questo periodo sul Ponte c'è stato poco da scrivere. Stiamo attraversando la fase della ripresa effettiva dei lavori, del compiuto raddrizzamento del manufatto, dell'imminente intervento di ripristino della prima delle due stilate sul lato est. Siamo cioè nella fase dei “tutti bravi, impresa e Comune, finalmente le cose funzionano”. Scrivere che le cose finalmente funzionano anche perché sono mutate le condizioni di “intoccabilità” del progetto esecutivo non è politicamente corretto.
Così com'è totalmente scorretto osservare che il nuovo appaltatore Inco Srl è riuscito nell'impresa di proporre e di imporre delle importanti varianti di progetto grazie all'improvvisa “apertura” allo stravolgimento di alcune fondamentali prescrizioni progettuali del prof. Modena da parte dei competenti uffici comunali. Guai a dirlo: chi osa sottolinearlo - come è il mio caso - viene tacciato di essere un tifoso della Vardanega, argomento di comodo e molto caro alla sempre attivissima setta di Dietrology.
Foto Alessandro Tich
Non parliamo, poi, della propaganda mediatica messa in campo dall'Amministrazione comunale sulla “rinascita” dell'intervento di restauro, senza più macchie e senza più intoppi. Un'abile strategia per cancellare, nell'ultimo miglio di mandato amministrativo, il ricordo di quattro anni di problemi e di ritardi causati alla radice da una gestione pubblica dell'appalto di progetto a dir poco sconcertante. Inoltre nei giorni scorsi, sul Giornale di Vicenza, il consigliere comunale di maggioranza Alessandro Faccio, in quota PD, ha dichiarato che quello del Ponte degli Alpini è un tema “forse passato di moda o non più spendibile”, proprio perché ora il restauro sembra procedere bene.
Dunque Tutto va ben, Madama la Marchesa. Ma l'intervento dell'architetto Antonio Guglielmini sulla nuova “trave monster” che sarà collocata sulle fondamenta del manufatto, da noi pubblicato nel cliccatissimo articolo precedente, ha risvegliato in me l'istinto del cane da guardia. E a questo punto, in questo clima di generale soddisfazione per l'andamento dei lavori, vanno dette alcune cose.
Vi confesso un retroscena: originariamente avevo l'intenzione di pubblicare questo editoriale nella rubrica “Il Tich Nervoso”. Invece lo pubblico in evidenza nel canale “attualità” perché su questa questione non sono nervoso, ma molto di più: sono imbestialito. Amo Bassano e amo il mio Ponte, come noi tutti, e sono il primo a gioire nel vederlo progressivamente “riprendersi” e sottoporsi all'atteso restauro.
Ma quando leggo sulla stampa locale le serafiche affermazioni degli amministratori pubblici secondo i quali per il piano di restauro “non c'è nessun stravolgimento” e quando vedo su YouTube eminenti ingegneri che dichiarano in Tv che il progetto del prof. Modena “sta per essere realizzato esattamente come previsto” e che quello che è cambiato sono solo “alcune modalità costruttive”, sorge in me quanto meno un'accorata rivendicazione del dubbio.
Lascio stare in questa sede la prima sostanziosa variante al progetto Modena, che prevedeva di sollevare il Ponte dall'alto con una struttura a “ponte Bailey” durante i lavori di ripristino delle stilate e che invece vede oggi il Ponte sollevato dal basso, come peraltro proposto anche dal precedente appaltatore, con l'attuale “castello” di sostegno che parte dall'alveo. Si tratta infatti di un'opera “provvisionale”, e cioè transitoria, di cui poi a lavori finiti non rimarrà traccia.
Mi concentro invece sui due elementi distintivi del progetto strutturale esecutivo che rimarranno per sempre (o almeno fino a nuovo ordine, in un futuro lontano e indefinito) nella struttura del Ponte Vecchio.
Il primo è l'arcinota maxi trave reticolare di impalcato in acciaio inox e legno lamellare, inserita dal progettista per contrastare le azioni orizzontali dovute alla spinta idraulica del fiume e per contenere le spinte sismiche orizzontali e vincolata (agganciata) direttamente alle due spalle del Ponte. Con la variante di progetto che sarà invece realizzata, la maxi trave - per dirlo in parole semplici - verrà solamente “appoggiata” nell'impalcato senza più ancoraggio diretto alle due spalle. Dal punto di vista politico, si tratta di un escamotage che consente di svincolarsi dalle sabbie mobili della (in)disponibilità della spalla Nardini e della irrealizzabilità della conclusione della perizia Rizzo. Mentre sotto il profilo tecnico costituisce una fondamentale modifica al progetto esecutivo dell'ing. Modena, che proprio sull'ancoraggio diretto della maxi trave alle spalle, con l'azzeramento della funzione di contenimento alle spinte orizzontali dei rostri, aveva tarato e elaborato l'intero suo modello strutturale di calcolo. Potremmo raccontarcela come vogliamo: ma questa è la realtà.
Si aggiunge adesso la questione della nuova trave reticolare di fondazione in acciaio inox, che a livello dell'acqua trasformerà il nostro monumento simbolo in un Cyborg degli Alpini. Riguardo alle sostanziali modifiche rispetto alla trave di fondazione progettata dall'ing. Modena, rimando alle considerazioni messe in evidenza dall'arch. Guglielmini e pubblicate nell'articolo precedente.
Basterà ricordare che nel progetto esecutivo, così come è scritto a pagina 44, “l'intervento di consolidamento studiato per le fondazioni del Ponte degli Alpini prevede il trasferimento dei carichi alle fondazioni esistenti, costituite da quattro coppie di pali in calcestruzzo armato per ciascuna stilata, attraverso una struttura reticolare saldata composta da profili tubolari in acciaio inossidabile”.
La nuova trave inox non poserà più invece sulle 8 teste di palo di ciascuna stilata, bensì su due nuovi plinti in calcestruzzo eseguiti a monte e a valle delle stilate.
Saranno anche dati digeribili ai soli addetti ai lavori, ma significano pure un'altra cosa: anche in questo caso, nel secondo elemento distintivo del progetto strutturale, le prescrizioni del prof. Modena vengono disattese.
In più, se davvero si corresse il rischio - come lamentato da Guglielmini - che nei periodi di magra del Brenta il “mostro” metallico affiori lateralmente alla vista, verrebbe meno anche la prima indicazione della relazione storica del progetto di restauro architettonico, affidata al chiarissimo prof. Giovanni Carbonara: “Mantenere sostanzialmente immutata l'immagine del Ponte, così come ci è pervenuta dalla ricostruzione del 1948”.
E se poi risultasse effettivamente impossibile, come segnalato sempre da Guglielmini, “alloggiare” all'interno della nuova trave reticolare la storica trave di soglia ottocentesca del Casarotti, verrebbe meno anche il secondo principio prescritto dal prof. Carbonara: “Conservare quanto più materiale antico possibile”. Principio che invece, nel progetto esecutivo del novembre 2015, aveva portato il progettista ad inglobare all'interno della trave di fondazione i resti della trave lignea del Casarotti.
Insomma: progetto Modena? Progetto Modena un corno. Nel senso che i suoi due elementi più importanti (maxi trave di impalcato e maxi trave di fondazione) permangono nell'impostazione generale dell'intervento di restauro, ma con varianti di progetto introdotte in corso d'opera che ne riscrivono completamente gli aspetti strutturali. Rendendo modificabile ciò che prima era intoccabile: convenzione Comune-Nardini docet.
Comunque sia, dopo secoli, il consolidamento statico del Ponte si baserà per la prima volta sull'introduzione di due grandi corpi estranei, già previsti dal progettista e ora ri-trasformati da ulteriori evoluzioni ingegneristiche.
Non so se il sommo Andrea Palladio si stia rivoltando nella tomba. Quello che è certo è che si sta rivoltando il progetto originario.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Il 13 maggio
- 13 mag 2025Beato Lui
- 13 mag 2025La custode degli occhi
- 13 mag 2023Concessionaria Zonta & C.
- 13 mag 2023Neutro Roberts
- 13 mag 2022Mark Spritz
- 13 mag 2022Area qua
- 13 mag 2021Oscardamus e gli altri
- 13 mag 2021Il MuSone
- 13 mag 2020Aggiungi un posto al Tavolo
- 13 mag 2020I Have a Drink
- 13 mag 2018Time Out
- 13 mag 2017L'Adunata del Brenta
- 13 mag 2017Uomini e donne
- 13 mag 2017Vado al Massimo
- 13 mag 2017Mirando a Mira
- 13 mag 2016Colpo di Stato
- 13 mag 2015Il Libro della Giungla
- 13 mag 2015Prigioniero nell'auto dopo l'incidente
- 13 mag 2014La CISL incontra i candidati sindaco di Bassano
- 13 mag 2014Confratello Zaia
- 13 mag 2014Forza Italia: “Un filo diretto con Regione ed Europa”
- 13 mag 2014“Uno spiraglio per il Tribunale”
- 13 mag 2014Ci vediamo in Giro
- 13 mag 2013Marostica, i cinesi e il bagno pubblico
- 13 mag 2011Il paese delle tasse felici
- 13 mag 2011Intrigo internazionale
- 13 mag 2010Bassano Calcio: la famiglia Rosso potrebbe lasciare
- 13 mag 2010I danni del “Minuetto” e la stazione del futuro
- 13 mag 2009Alpini a Latina: missione compiuta
- 13 mag 2009La carovana del Giro d’Italia è passata in città
Più visti
Attualità
09 mag 2026
Lo spirito alpino conquista Genova: folla e sfilate per l'incontro nazionale
Visto 10.659 volte
Politica
06 mag 2026
Variante SS. Trinità. Tessarolo (Pd): «Restituito il ruolo di valutazione politica»
Visto 9.792 volte
Attualità
06 mag 2026
Bassano-Québec, si rinnova l’intesa sulla scena contemporanea
Visto 9.631 volte
Geopolitica
06 mag 2026
Trump punta a rafforzare la base industriale della difesa statunitense
Visto 9.062 volte
Attualità
08 mag 2026
Nasce il primo Museo Internazionale degli Scacchi: il Castello Inferiore svela il tesoro di Giovanni Longo
Visto 8.306 volte
Geopolitica
10 mag 2026
Mosca e Nuova Delhi rafforzano i legami nel settore della difesa
Visto 8.195 volte
Attualità
11 mag 2026
Scuole paritarie, Rosà cambia le regole: fondi pubblici solo per i residenti
Visto 5.235 volte
Industria
06 mag 2026
Allarme acciaio, Donazzan: «A rischio l'intera filiera industriale UE»
Visto 4.985 volte
Lavoro
09 mag 2026
Riparte l’inflazione: stipendi e consumi dei vicentini sotto pressione
Visto 4.186 volte
Cronaca
23 apr 2026
Alpini, scontro sul simbolo: dai social minacce di boicottaggio all'Adunata
Visto 15.810 volte
Politica
03 mag 2026
Bassano, variante bocciata. Giangregorio: «FdI leale al Sindaco, le ambiguità sono di chi si sfila senza chiarezza»
Visto 15.105 volte
Politica
29 apr 2026
Nove al voto, la ricetta di Zanon: «Priorità a strade, sicurezza e servizi sociali»
Visto 14.242 volte
Attualità
27 apr 2026
Urbanistica al vaglio della Corte dei Conti per il progetto Faresin
Visto 13.230 volte
Politica
17 apr 2026
Rossano Veneto: commissario nominato dal Prefetto. Martini e Bianchin: «Scelta di rispetto verso i cittadini»
Visto 13.181 volte
Politica
30 apr 2026
Nove al voto, Rebellato: «Ripartiamo dai risultati per completare cantieri e servizi»
Visto 12.326 volte
Politica
18 apr 2026
Nove, Alessandro Pigatto corre per la poltrona di sindaco: nasce la lista "Nove Concreta"
Visto 11.814 volte