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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
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Alla luce del Ponte

Consiglio comunale straordinario e urgente sul Ponte dopo la risoluzione del rapporto con Vardanega: accolta la richiesta delle minoranze. Che in un Ordine del Giorno che sarà presentato nell'occasione chiederanno anche qualcos'altro

Pubblicato il 11-05-2018
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Questione di tempi, di modi e di ruoli istituzionali.
Della risoluzione in danno del contratto con la Vardanega Costruzioni, passaggio epocale dell'Odissea nello Strazio del restauro del Ponte, il sindaco Riccardo Poletto ha direttamente informato fino ad oggi tre diverse “entità”. In ordine cronologico: i giornalisti (conferenza stampa di giovedì 3 maggio, giorno della determina dirigenziale di risoluzione contrattuale), quindi i capigruppo consiliari (solamente il giorno dopo) e infine il cosiddetto Tavolo dei “portatori di interesse” (ieri pomeriggio). È attualmente in programma anche un quarto incontro, martedì prossimo 15 maggio alle 20.30 in sala consiliare, con i 22 presidenti dei Consigli di Quartiere cittadini.
E il consiglio comunale, luogo deputato sovrano e supremo del dibattito politico e amministrativo cittadino? Non pervenuto. È l'accusa che parte dalle opposizioni consiliari in blocco: quella di non aver coinvolto subito, su una questione di tale rilevanza, l'assemblea civica.

La conferenza stampa delle opposizioni (foto Alessandro Tich)

Per questo motivo tutti e 9 i consiglieri comunali di minoranza (Roberto Marin, Federica Finco, Stefano Monegato, Alessio Savona, Mariano Scotton, Tamara Bizzotto e Andrea Zonta dei quattro gruppi di centrodestra; Annamaria Conte dei 5 Stelle e Dario Bernardi) hanno richiesto al presidente del consiglio comunale Carlo Ferraro la convocazione di una seduta straordinaria di consiglio comunale urgente per conoscere dall'Amministrazione il reale stato delle cose.
“Riteniamo doverosa suddetta richiesta - afferma il documento delle opposizioni - sulla base della oggettiva grave situazione di incertezza venutasi a creare in città, ulteriormente aggravata in questi giorni a seguito delle vicissitudini con l'azienda aggiudicataria dell'appalto dei lavori di ripristino e consolidamento del Ponte degli Alpini, la società Vardanega Costruzioni srl.” La risposta del presidente Ferraro è arrivata questa mattina, proprio in concomitanza con la conferenza stampa convocata dalle minoranze in municipio per spiegare i termini dell'iniziativa. Anche se non con criteri “urgentissimi”, l'assemblea comunale richiesta si terrà quanto prima: mercoledì prossimo è convocato l'ufficio di presidenza per determinare la data del consiglio straordinario.
Ma non è tutto: sempre gli stessi consiglieri, ad esclusione di Dario Bernardi, presenteranno nell'occasione un Ordine del Giorno che, se approvato, impegnerà il sindaco e la giunta “ad effettuare ricognizione periodica sullo stato dei lavori di ripristino e consolidamento del Ponte degli Alpini finalizzata a riferire, ad ogni seduta del consiglio comunale ed in modo sistematico e completo, sulla situazione del cantiere, dello stato di avanzamento dei lavori e sulle eventuali collegate vertenze giuridico-legali-giudiziarie con precisa relazione prospettica dal punto di vista economico-finanziario di tutte le spese e dei costi diretti ed indiretti correlati all'esecuzione dell'opera, sostenuti/da sostenere, e la verifica in tutti gli aspetti del cronoprogramma dell'intervento”.
Tradotto e ridotto in parole povere: le minoranze chiedono al governo cittadino di prevedere, in tutte le sedute di consiglio comunale da qui in avanti, un “Ponte moment” dedicato a tutti gli aspetti degli sviluppi della vicenda.
“Il nostro è un atteggiamento lineare e corretto - precisa Mariano Scotton di Forza Italia -. Stiamo facendo il nostro compito di consiglieri comunali e chiediamo che la maggioranza venga in consiglio comunale a spiegare per filo e per segno quello che sta succedendo.”
“Noi abbiamo il dovere di controllo della maggioranza ma possiamo anche essere di aiuto, ma abbiamo bisogno di conoscenza e non attraverso gli organi di stampa - puntualizza Andrea Zonta di Bassano ConGiunta -. I passaggi chiave devono essere comunicati dalla maggioranza in modo formale nel luogo simbolo che è il consiglio comunale, con documenti alla mano.”
“Prendiamo atto della situazione e siamo disorientati - afferma Tamara Bizzotto della Lega -. Noi come consiglieri e tutta la città abbiamo fame e sete di notizie sul Ponte. Lo confermano le migliaia di letture su un portale web (Bassanonet, NdR), la gente vuole sapere. Il famoso sito sul Ponte è fermo a settembre 2015, il sindaco chiama i gruppi e li informa a spezzoni e a tranche.” “Alla luce di tutto questo - aggiunge la Bizzotto - chiediamo che il sindaco e l'assessore vengano a relazionare su ogni cosa con una ricognizione periodica dei lavori, dei costi, degli aggiornamenti giudiziari.”
Mentre pronuncia le parole “alla luce...”, la capogruppo della Lega viene interrotta dalla spontanea ilarità degli altri colleghi di minoranza, per motivi che non serve spiegare ai nostri lettori. Parte così qualche battuta volante che ispira chi vi scrive, seduta stante, per il titolo di questo articolo. E anche una conferenza stampa su argomenti così seri ha il suo momento di calo di tensione. Poi si riprende con i temi strong.
“Si parte dallo stato di fatto - dichiara Federica Finco di Impegno per Bassano -. Il 21 aprile noi consiglieri comunali abbiamo potuto fare, da buoni ultimi, il sopralluogo sul cantiere del Ponte. Prima di noi lo hanno fatto i giornalisti, gli architetti, i quartieri. C'è mancanza di rispetto per l'organo istituzionale.”
“Arrivando qua ho incontrato molti Alpini e le parole si sprecano - riferisce Stefano Monegato di Impegno per Bassano -. Questa nostra ulteriore iniziativa si rivolge all'Amministrazione che è rimasta sempre chiusa al suo interno. Chiamano prima la signora Maria e non il consiglio comunale, non c'è rispetto per le istituzioni. Vardanega avrà le sue colpe ma l'Amministrazione deve ammettere di non essere in grado di gestire la situazione.”
“Mi meraviglio - sbotta il capogruppo di Impegno per Bassano Roberto Marin -. Lo statuto del consiglio comunale prevede che in caso di necessità posso convocare il consiglio con urgenza con preavviso di 24 ore. Mi meraviglio che non sia stato il sindaco a chiedere un consiglio comunale urgente dopo la risoluzione del contratto.”
Riguardo all'ipotesi di un commissariamento dei lavori del Ponte, nuovo tormentone nel tormentone, i consiglieri di minoranza - fatta eccezione per Monegato, che ritiene la misura già oggi necessaria - rimangono prudenti. La posizione condivisa è quella di accertare prima le responsabilità politiche dell'attuale stato delle cose, e solo dopo affrontare l'eventuale decisione di un commissario ad acta che prenda in mano la bollentissima patata. “Le responsabilità politiche da accertare - rileva Andrea Zonta - sono tre: la disponibilità della spalla sinistra, come il Comune ha gestito la gara e come ha approvato il progetto. Tutto il resto sono questioni tecniche.”
La frase del giorno, infine, è di Federica Finco e si riferisce all'incontro del sindaco di ieri pomeriggio: “Chi è più portatore di interessi dei bassanesi dei consiglieri eletti in libere elezioni?”.
Dunque, egregi lettori, si profila a breve all'orizzonte un consiglio comunale straordinario sul Ponte di Bassano. Ne vedremo e sentiremo delle belle.
E intanto - per concludere e per stemperare ulteriormente la tensione - offro il mio contributo alle barzellette che stanno girando in questi giorni sul commissariamento dei lavori sul monumento simbolo della città. Dopo un'emittente televisiva che ha proposto il nome del sindaco Poletto e dopo un mio amico che ha voluto farmi uno scherzo proponendo su Facebook il nome del vostro umile cronista (e il dramma è che gli hanno creduto sul serio), propongo anch'io un nome per il commissario straordinario del Ponte degli Alpini: la signora Maria.

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