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La pillola amara di Mara e Tamara
Considerazioni a ruota libera sulla polemica scoppiata per il mancato invito alle “due Bizzotto” della Lega alla conferenza stampa di presentazione della candidatura alle politiche di Germano Racchella
Pubblicato il 19 feb 2018
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Leggo con interessata sorpresa sulla stampa locale degli strascichi polemici della conferenza stampa - tenutasi sabato scorso in sala Tolio in città - per la presentazione ufficiale di Germano Racchella, candidato alla Camera della Lega e contemporaneamente dell'intera coalizione di centrodestra (Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia e Noi con l'Italia UDC) al collegio uninominale Bassano 06. Un appuntamento con gli organi di informazione di cui posso scrivere solo da fonte indiretta, non essendo stato invitato a parteciparvi. Eppure Racchella è un bravo toso, che avevo peraltro già intervistato nei giorni scorsi nella sua Cartigliano, di cui è stato sindaco per due mandati consecutivi, trovando da parte sua piena disponibilità. Se però vuol far sentire di più la sua voce, in questo decisivo momento di campagna elettorale, deve cambiare addetti stampa.
E così, a quella conferenza con i media locali io sono rimasto assente.
Ma a quanto pare mi trovo in buona, anzi in ottima compagnia.
Mara Bizzotto e Tamara Bizzotto: donne sull'orlo di una crisi di Lega?
Perché l'oggetto del contendere di queste ore in casa leghista, a leggere oggi il “Giornale di Vicenza”, è stata nientemeno che la mancata partecipazione a fianco del candidato delle “due Bizzotto” della Lega: Mara e Tamara. Quasi omonime, ma totalmente diverse nel ruolo istituzionale e nel modo di interpretarlo: la prima parlamentare europea al suo secondo mandato, la seconda capogruppo (e cioè capo di se stessa, rappresentando da sola la sua lista di minoranza) della Lega Nord-Liga Veneta in consiglio comunale a Bassano del Grappa che pure l'ha vista eletta al secondo mandato. La prima - obiettivamente una macchina da voti nelle due precedenti tornate elettorali europee - tendente ad escludere dalle sue comunicazioni gli organi di informazione non allineati: il suo scarso feeling (uso un eufemismo) con Bassanonet è da anni proverbiale. La seconda invece molto più disponibile e aperta al confronto con i media sui temi locali che grazie alla sua attività consiliare e nelle commissioni la vedono comunque sempre presente.
Due stili opposti nel rapportarsi con i giornalisti che avrebbero potuto finalmente incontrarsi (risulta ai bene informati che le due ladies dello stesso partito non siano proprio politicamente amicissime) sulla via di Damasco della campagna elettorale.
E invece la cosa non è accaduta.
Ebbene sì: a dichiarare sabato scorso il loro endorsement nei confronti di Racchella c'erano - tra gli altri - tre grossi nomi della Regione Veneto in quota Salvini del calibro del capogruppo regionale Nicola Finco, dell'assessore regionale Manuela Lanzarin e del presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti.
Mica bau bau micio micio, come direbbe lo Iacchetti di Striscia, ma una task force di pezzi da novanta della rappresentanza politica leghista bassanese e vicentina sul Canal Grande. Eppure, di fronte a cotanto spiegamento di forze, c'è stato chi ha fatto appunto notare la “non presenza” all'incontro di Mara Bizzotto e di Tamara Bizzotto che non sarebbero state neppure invitate alla conferenza stampa, servendo un'indigesta patata bollente sul tavolo del segretario provinciale della Lega Erik Pretto.
Secondo il più aggiornato corso accelerato di Dietrologia, tra le cause della “estromissione” delle due quasi omonime dalla rimpatriata elettorale leghista pro-Racchella ci sarebbe la non secondaria circostanza dell'aspirazione di entrambe alla candidatura conquistata da Racchella medesimo. Come il candidato all'uninominale mi aveva confidato a microfoni spenti a margine dell'intervista concessa una settimana fa a Cartigliano e come invece reso pubblico oggi sul quotidiano locale, sia la Mara che la Tamara erano inserite nell'elenco dei 40 esponenti della Lega locale dichiaratisi disponibili a candidarsi alle politiche nel nostro collegio. Ambedue tuttavia sono state “bocciate” senza appello dalle scelte di lista della Lega provinciale e regionale: se per l'outsider Tamara Bizzotto si tratta di un risultato che era comunque da mettere in preventivo, per la potente euro-Mara invece - visti i vari incarichi direttivi assunti negli anni nel partito e nonostante la sua presunta vicinanza al leader maximo Salvini - l'esclusione dalla scheda elettorale è suonata come un clamoroso concerto per tromba solista che sembra allontanarla dai favori delle attuali stanze dei bottoni.
A pagina 2 del corso di Dietrologia si fa inoltre riferimento alle “correnti interne” del Carroccio locale. Quelle che in questo momento vedono brillare la stella di Nicola Finco, principale sponsor della candidatura di Racchella, a scapito dell'entourage della Bizzotto di Bruxelles che pure in un ormai lontano passato era stata la sua madrina politica.
Core 'ngrato. Ma in politica, si sa, tutto è propedeutico al contrario di tutto.
E sulla nomination e quindi investitura dell'ex sindaco di Cartigliano potrebbero avere influito i buoni uffici presso chi comanda di colui che secondo voci del tutto incontrollate potrebbe candidarsi nel 2019 a sindaco di Bassano.
La pillola amara inghiottita da Mara e Tamara, tuttavia, non inficerà più di tanto l'eventuale consenso del cittadino nei confronti della lista per Salvini premier.
Chi vi scrive ritiene infatti che all'elettore medio, e nella fattispecie all'elettore leghista, interessi poco chi sia intervenuto e chi no alla conferenza di presentazione della candidatura di Racchella, se Tamara Bizzotto goda o meno dell'appoggio politico del neo segretario cittadino della Lega Roberto Gerin o se Mara Bizzotto sia ancora o meno nelle grazie dei vertici della Lega regionale e di via Bellerio.
Non sono queste le cose che influiscono sulla scelta nell'urna. Influiranno, semmai, sulla candidatura alle prossime elezioni amministrative bassanesi per la prima e alle prossime europee per la seconda. All'elettore leghista del nostro collegio chiamato a votare il prossimo 4 marzo interessa il programma del partito, le cose (e sono tante) promesse dal suo leader e chi si propone sulla scheda per andare a Roma se per caso eletto.
Che - volenti o nolenti - in quest'anno del Signore 2018, per la Lega e la sua coalizione all'uninominale alla Camera nel collegio Bassano 06, si chiama Germano Racchella.
Punto e basta. In funzione dei reali contenuti pregnanti della campagna elettorale, tutto il resto è noia.
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