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L'Amministrazione di Romano d'Ezzelino replica alle osservazioni del gruppo di minoranza Ronchi-Olivo su una presunta parentopoli a palazzo. “Vili insinuazioni. Tutto fatto nella massima trasparenza e legalità”

Pubblicato il 16-08-2017
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“Parentopoli”? Neanche a parlarne. L'Amministrazione comunale di Romano d'Ezzelino replica a mezzo stampa, prima ancora di rispondere in consiglio comunale, all'interrogazione - a sua volta anticipata ai mezzi di informazione - con la quale il gruppo di opposizione Massimo Ronchi Sindaco-Lista Rossella Olivo-Lega Nord Liga Veneta chiede lumi su alcuni legami familiari (ed affini) all'interno della maggioranza e della stessa macchina comunale. Nella fattispecie, sulla circostanza che una consigliera di maggioranza e un funzionario del Comune, marito e moglie, siano zii dell'attuale sindaco Simone Bontorin e che un nuovo assunto nello staff del sindaco sia sentimentalmente legato ad un'altra consigliera di maggioranza. Ovvero quando il gossip si fa istituzionale - come abbiamo scritto nel nostro cliccatissimo articolo “Rossella 2000” - basandosi sul principio, evidenziato dagli autori dell'interrogazione consiliare, della “trasparenza dell'azione di governo” nella pubblica amministrazione.
In data odierna l'assessore comunale Mauro Salvemini, a nome dell'Amministrazione, ha trasmesso in redazione un comunicato stampa di risposta che pubblichiamo integralmente di seguito:

Il sindaco di Romano d'Ezzelino Simone Bontorin (archivio Bassanonet)

COMUNICATO

Replicare alle campagne d’odio “ferragostiane” di quella minoranza responsabile di aver condotto Romano ad un immobilismo imbarazzante, ci risulta anacronistico.
Sarà il caldo torrido, sarà l’incapacità endemica di portare il confronto su argomentazioni credibili, sarà l’innata smania di scadere nel gossip e nell’attacco personale; tant’è che questi ex amministratori sono sempre più incapaci di dare segnali di concretezza e di “maturità” politica.
Alla presunta interrogazione consiliare che il gruppo di minoranza appresterebbe a depositare in Comune (ad oggi mercoledì 16 Agosto ore 18, non v’è traccia di deposito) risponderemo formalmente nella sede deputata, il consiglio comunale, appunto.
Bastino intanto alcune semplici considerazioni per “smontare” questo impeto di ignoranza: il sindaco, Simone Bontorin, anche in campagna elettorale, non ha mai fatto segreto di essere parente della candidata oggetto delle vili insinuazioni.
Il voto democratico, poi, ha riconosciuto ben 298 preferenze alla consigliera eletta; vogliamo calpestare la volontà popolare? Romano non è Roma … Lo stesso sindaco, pensate, aveva parenti anche all’interno delle liste che si sono presentate in contrapposizione a quella da lui capitanata.
Il marito della consigliera, poi, è in organico al Comune di Romano d’Ezzelino dal lontano 1981, anno in cui SB doveva vedere i natali, anno in cui “loro”, erano forse ancora alle prese con le tabelline.
Ed essere parenti, sia chiaro, non comporta alcun illecito.
Riguardo poi alla figura professionale inquadrata come “organo di staff” del sindaco, ci preme ricordare quanto recita la normativa, proprio per colmare le ormai tristemente note “falle” informative che accompagnano i comunicati stampa di chi, in tredici anni, ha dimostrato tutto fuorché “trasparenza”:
L’art. 90 del D.Lgs. 267/2000 dispone che il Regolamento degli Uffici e dei Servizi possa prevedere la costituzione di uffici cosiddetti di “staff”, inquadrati a tempo DETERMINATO, posti alle dirette dipendenze del sindaco, della giunta e degli assessori, per l’esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge. Si tratta di un rapporto di tipo “fiduciario”, per la cui selezione è stata rispettata la pubblicità istituzionale, proprio per l’osservanza del fondamentale principio di trasparenza, che deve sempre connotare l'attività della pubblica amministrazione.
Inoltre, giusto per stare tra i confini tracciati dal Testo Unico degli Enti Locali, e non nelle fantasie di qualche ex amministratore delirante, essere fidanzati, amici o amanti, non sembra ad oggi essere causa ostativa di incandidabilità alla mansione.
Quindi, di cosa stiamo parlando? Tutto è stato fatto nella massima trasparenza, legalità ed alla luce del sole. E lezioni di trasparenza e moralità, da “quelli”, non ne vogliamo prendere. Parleremo noi di trasparenza, nelle prossime settimane; e sarà tutta un’altra musica. Intanto, prendiamo atto che chi ha governato Romano per 13 anni, dall’alto delle innate competenze, non riesce a far altro che prestarsi al pettegolezzo e giocherellare con gli alberi genealogici; finalmente si scopre il “vero” livello di chi ci ha preceduti.

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