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Tribunale fai da te
A proposito dell'intervento di Luca Zaia a Bassano sull'istituzione del “Tribunale della Pedemontana”. Mentre al Senato veniva accolto un Odg del sen. Cappelletti (5 Stelle) che raccomanda al governo “la riapertura del Tribunale di Bassano”
Pubblicato il 01 ago 2015
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Diavolo di un Luca Zaia: trova sempre il modo di far parlare di sé sui giornali e nelle televisioni, anche in quelle non “amiche”. Del resto, sulla capacità di fare comunicazione - qualità che gli va senz'altro riconosciuta - il nostro gubernator ha basato i destini delle sue fortune politiche.
Basta “essere sul pezzo” - come ama dire lo stesso Zaia - e sparare qualche forte dichiarazione, di quelle che piacciono tanto a noi cronisti, e il gioco è fatto.
E' quello che è regolarmente accaduto ieri in sala Chilesotti al Museo Civico di Bassano, teatro dell'affollata adunanza di politici, amministratori locali, rappresentanti delle categorie economiche e delle categorie professionali intervenuti per ascoltare il Verbo del presidente della Regione sul mai abbandonato miraggio dell'istituzione del “Tribunale della Pedemontana”.
Il tavolo dell'incontro sul Tribunale in sala Chilesotti col governatore Luca Zaia (fonte immagine: Ufficio Stampa Regione Veneto)
Ovvero l'idea meravigliosa, in stile Cesare Ragazzi, che consentirebbe la rinascita e l'allargamento del defunto Circondario Giudiziario di Bassano del Grappa: un giocattolo che funzionava benissimo e che è stato rotto dalla legge di Riforma della geografia giudiziaria, che ha soppresso il Tribunale e la Procura di Bassano accorpandoli al Tribunale delle cause perse (nei meandri di un immane sovraccarico di lavoro, con conseguenti tempi biblici per i procedimenti pendenti) e cioè quello di Vicenza. Il tutto in attuazione di una legge delega del Parlamento - è meglio ricordarlo sempre, a costo di diventare noiosi - che fu approvata nel 2011, negli ultimi mesi di vita del governo Berlusconi IV, anche dalla Lega Nord.
Ebbene: coi taccuini e le telecamere tutti puntati su di lui, Zaia a Bassano ha lanciato la sua proposta indecente. Annunciando che farà approvare una delibera di giunta e che proporrà contestualmente l'approvazione di una legge in consiglio regionale con le quali la Regione Veneto istituirà il Tribunale della Pedemontana.
Non servono, allo scopo, testi legislativi complicati. Basta una leggina di una sola riga (esattamente come quella del “Ponte degli Alpini Monumento Nazionale” di competenza del Parlamento) che reciterebbe più o meno così:
“E' istituito il Tribunale della Pedemontana”.
Luca Zaia sa benissimo che la Regione non ha competenze in materia di amministrazione della giustizia e che senza l'approvazione dello Stato, ovvero del Ministero della Giustizia, la sua leggina istituirebbe un tribunale di carta, vale a dire fuffa allo stato puro. Ma, ovviamente, la sua è stata una “provocazione” volutamente lanciata al governo centrale per tentare di scuotere l'immobilismo dei Palazzi romani.
“Se Roma non si muove lanciamo la sfida e il Tribunale lo facciamo noi da soli, e poi vediamo se Roma ce lo impugna, se ne avranno il coraggio - ha tuonato il governatore -. Ho chiesto al presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti di fare tutto il possibile per garantire il via libera a settembre.”
Caspita, questo sì che è parlare chiaro. Benché sia poco chiara la fattibilità del progetto in questione che intenderebbe dare “una risposta concreta allo scempio della chiusura del Tribunale di Bassano e alle necessità di giustizia veloce di un distretto produttivo vivacissimo che ha diritto di avere una leva di competitività anche nella rapida soluzione delle controversie giudiziarie”.
Ma lo scaltro Zaia - ben conscio che far nascere di brutto un Tribunale, per il solo fatto che lo stabilisce una legge regionale, è una mission impossible - ha lanciato in realtà un piano di intervento molto più articolato.
Il Tribunale fai da te è infatti sono una delle azioni previste di una “manovra di accerchiamento” con la quale il governatore esorta “tutti i parlamentari veneti di ogni schieramento a presentare un’ iniziativa legislativa comune per smuovere Roma e puntare tutti ad un risultato storico: costringere il centralismo tagliatore che ha chiuso Bassano a rimediare, magari perché costretto, ad un errore madornale”.
Musica per le orecchie del parterre politico presente.
Tribuna Politica
L'idea meravigliosa del Tribunale della Pedemontana non è poi così campata in aria. Dei 77 Comuni delle province di Vicenza, Padova e Treviso contattati dal Comune di Bassano per aderire al progetto del nuovo Tribunale interprovinciale, ben 54 hanno detto “sì”. 7 invece i Comuni contrari e 14 i Comuni i cui pareri non sono ancora pervenuti, invitati da Zaia “a firmare l'iniziativa” per la creazione del nuovo distretto giudiziario, definita dal presidente della Regione “la madre di tutte le battaglie per una giustizia presente ed efficace”.
Tra i favorevoli all'istituzione del nuovo Circondario Giudiziario pedemontano, anche alcuni Comuni che ci guardavano in cagnesco (uso un eufemismo) ai gloriosi tempi della proposta di legge per l'istituzione della Provincia di Bassano: come ad esempio Cittadella e Fontaniva in provincia di Padova; Castelfranco Veneto e Asolo in provincia di Treviso e Breganze in provincia di Vicenza, dove si registra perfino anche il “sì” di municipalità ai confini dell'Impero come Calvene e Cogollo del Cengio.
“Non siamo qui per difendere un campanile o il passato in generale - ha dichiarato in merito il sindaco di Bassano Riccardo Poletto -. Non si tratta di far rinascere il tribunale di Bassano, siamo qui a Bassano per questione di centralità geografica, ma potremmo essere a Cittadella, a Castelfranco, a Breganze o a Asolo, o in uno di tutti i nostri Comuni, indifferentemente.”
“Non siamo qui contro qualcuno, contro altre istituzioni, contro l’attuale governo o governi del recente passato, siamo qui per indicare una direzione che riteniamo essere quella giusta - ha chiarito ancora Poletto -. Non siamo qui per chieder privilegi. Al contrario siamo qui per evidenziare una situazione di disagio e affermare un diritto.”
“E’ importante formalizzare la voce di questo nostro territorio - ha concluso il sindaco di Bassano - e che questa voce sia fatta propria dalle province coinvolte e dalla Regione, per chiedere con forza un ottavo tribunale del Veneto.”
E riguardo ai politici, esortati da Zaia a fare la propria parte? Tutti pronti, naturalmente, a rispondere: “Presente!”.
Tra i primi a rilanciare dichiarazioni alle redazioni dopo l'incontro di Bassano, la senatrice leghista di Trissino Erika Stefani, che compare in prima fila in città ogni qual volta si parla del Tribunale. “La Regione c'è, il territorio c'è, solamente lo Stato e la maggioranza risultano non pervenuti - afferma in una nota la sen. Stefani -. In settimana presenterò un Disegno di Legge per l'istituzione del Tribunale. Invito tutti i parlamentari vicentini e veneti alla sottoscrizione: non si può più appoggiare la politica suicida di Renzi e ignorare i cittadini veneti.”
E poteva mancare Elena Donazzan? Giammai fosse.
“Sono pronta a lavorare al fianco di tutti i sindaci e le categorie economiche e professionali - dichiara in un comunicato l'assessore regionale povese - perché questo progetto si concretizzi, nell’interesse dei cittadini e degli imprenditori di una grande area economica e produttiva del Veneto”.
“Zaia - aggiunge la Donazzan - ha imposto una giusta accelerazione, rispondendo così ad una indecorosa melina alla quale il governo ci sta purtroppo abituando su questo delicato tema come su molti altri.”
All'incontro di Bassano era assente la quasi sempre assente Rosanna Filippin, senatrice bassanese del Partito Democratico, trattenuta ancora una volta da “impegni in Senato”. La quale, tuttavia, si è affrettata a trasmettere un comunicato in cui “conferma il sostegno al progetto del Tribunale della Pedemontana”.
“C’è già un progetto di legge pronto da presentare, una volta raccolta la sottoscrizione di tutti i Comuni - dichiara la senatrice dem -. Sono quindi a disposizione e pronta a collaborare con tutti i parlamentari e i rappresentanti istituzionali, di ogni livello e parte politica, per promuovere un’azione condivisa verso un obiettivo che può dare risposta alla legittima richiesta di una giustizia più efficiente che si alza dal territorio.”
E intanto i 5 Stelle...
Ma non è finita qui, perché - ringraziandovi della pazienza per aver letto questo articolo fino a questo punto - c'è ancora un'ultima cosa da riferire.
La Commissione Giustizia del Senato ha accolto un Odg (Ordine del giorno) del sen. Enrico Cappelletti, del Movimento 5 Stelle, che “impegna il governo ad intervenire per rivedere e risolvere le gravi carenze del sistema giustizia, causate dalla scellerata Riforma della geografia giudiziaria”. In particolare l'ordine del giorno “raccomanda specificatamente al governo di intervenire per risolvere la questione del tribunale di Bassano, raccomandandone la riapertura”.
“La soppressione del Tribunale e della Procura di Bassano del Grappa ha rappresentato una catastrofe per la giustizia vicentina ormai allo stallo - sottolinea l'Odg del senatore pentastellato veneto -. Il Tribunale di Bassano garantiva la chiusura della cause civili in due anni, adesso il Tribunale di Vicenza, a cui è stato accorpato quello di Bassano, registra il record delle prescrizioni con conseguente cancellazione del 21% dei fascicoli.”
“In questi giorni, peraltro - si legge in un comunicato del sen. Cappelletti -, si moltiplicano le iniziative di sensibilizzazione a sostegno di un nuovo Tribunale per la zona Pedemontana Veneta, cioè per l'area estesa da Thiene al Piave, fino a Castelfranco Veneto e a Cittadella. Noi sosteniamo senza indugio questa proposta. L'auspicio é che l'ordine del giorno appena approvato possa costituire un concreto contributo all'avvicinamento di questo ambizioso obiettivo, cioè quello di garantire ai cittadini ed alle imprese del territorio una migliore risposta di giustizia.”
Tutti insieme appassionatamente, dunque, a salire sopra il carro del ripristino della giustizia pedemontana, di cui Zaia ieri - abilissimo a conquistare la paternità dell'iniziativa - ha nuovamente riscaldato il motore.
Non è la prima volta che ciò accade: già più volte, in passato, la politica locale si era idealmente unita nell'obiettivo comune di recuperare il presidio autonomo di giustizia di Bassano del Grappa, risucchiato nel vortice del nulla di quello di Vicenza, senza minimamente riuscire a scalfire le decisioni di Roma.
Ma intanto i nostri rappresentanti politici, indistintamente, sono tutti contenti.
Grazie alla riesumazione del progetto del Tribunale, è stato trovato un argomento per parlare di loro anche in questa stagione.
Scopri di più su questi argomenti
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