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Caccia al petrolio
Al Museo Civico il convegno sul Marchio d'area Territori del Brenta e le dinamiche di marketing territoriale per trasformare il Bassanese in area di destinazione turistica. La benedizione dell'assessore Finozzi e i distinguo di Teresa Cadore
Pubblicato il 03 ott 2014
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Identità x Sistema = Competitività. Non ci sembra che questa formula sia stata ancora brevettata, anche perché si tratta di una regola tutta da verificare sul campo. Il campo di prova è il potenziale comprensorio turistico del Bassanese e a formulare l'ambizioso teorema è Andrea Cunico Jegary, autore del progetto del “Marchio d'area” Territori del Brenta.
Lo fa in occasione di “Il petrolio sotto i nostri piedi. Dinamiche territoriali e innovazione verso un turismo sostenibile”: il convegno che questo pomeriggio, in una affollata sala Chilesotti al Museo Civico di Bassano, ha inteso spingere l'acceleratore sul costituendo Tavolo di Marketing Territoriale Territori del Brenta in vista, appunto, dell'auspicata istituzione del Marchio d'area. Che non è una semplice etichetta, come il marchio della Coca Cola, ma un nome che identifica un preciso territorio, lo rende competitivo nel mercato turistico e ne garantisce l'attrattività.
Benché nasca da un Tavolo di Marketing Territoriale, non è tuttavia una decisione da prendere a tavolino. Il Marchio d'area Territori del Brenta (nome provvisorio) non sarà imposto all'alto ma dovrà anzi nascere dal basso, frutto di un percorso condiviso tra i “portatori di interesse”, coordinati dal Tavolo di Marketing Territoriale che li rappresenterà: dagli albergatori ai commercianti, dagli artigiani alle realtà turistico-sportive e via dicendo. Ciascuno di questi “settori” della nostra comunità ha qualcosa da offrire al turista, e solo remando tutti assieme “per elevare e distinguere l'attrattività del territorio” si può raggiungere l'obiettivo, facendo quindi sistema e dotandosi di una forte identità d'area. Vedasi formula iniziale. E' il messaggio di fondo del convegno che mette direttamente a confronto gli imprenditori privati e le categorie possibilmente interessate al progetto, presenti in sala, con la Regione Veneto che gestisce istituzionalmente le politiche del turismo.
Il tavolo dei lavori del convegno in sala Chilesotti (foto: The Tich Workshop)
Per questo, accanto ai promotori del progetto e dell'incontro (i “Tre Tenori” Andrea Cunico, Roberto Astuni e Massimo Vallotto che fa da moderatore) intervengono l'assessore regionale al Turismo Marino Finozzi e il dirigente Promozione Turismo della Regione Veneto Paolo Rosso.
Presentando il progetto di eccellenza turistica regionale “Pedemontana e Colli”, Finozzi sottolinea come l'azione di “valorizzazione e promozione integrata della Pedemontana veneta”, oltre alla costruzione del marchio, necessita della “costruzione di prodotti turistici”. “Il marchio d'area - afferma l'assessore veneto - può inserirsi in questo tipo di azione, e un altro ambito d'intervento è rappresentato dalla formazione degli operatori e l'informazione.”
Le strade da battere per elevare l'attrattività turistica della Pedemontana veneta - e, al suo interno, dei Territori del Brenta - sono individuate negli ambiti più gettonati del turismo sostenibile che non sceglie il mare o la montagna come destinazione: cicloturismo, cultura, enogastronomia.
E c'è ancora tanto da lavorare per aumentare il potere di attrazione delle nostre eccellenze: nel 2013, rivela Finozzi, i flussi turistici della “Pedemontana e Colli” (che comprende la fascia pedemontana e collinare veneta dal Veronese al Trevigiano) hanno rappresentato appena il 2,9% dell'intero movimento turistico nel Veneto. Nonostante il prosecco trevigiano e i vini veronesi. “Questo vuol dire - commenta l'assessore - che il prodotto è poco conosciuto, ma anche che i margini di crescita sono enormi.”
Il moderatore Vallotto vede il bicchiere mezzo pieno: “Fatti due conti, il 3% dei 16 milioni di arrivi del turismo in Veneto fanno comunque 500mila presenze.
Di queste, solo Bassano ne ha 100mila. Secondo una nostra stima, già oggi i Territori del Brenta potrebbero richiamarne 250-300mila.”
E allora cosa serve a questo territorio per raggiungere e superare questi numeri e diventare un Marchio d'area degno di tale nome?
Il dirigente regionale Paolo Rosso indica “le tre colonne portanti” che in un comprensorio a vocazione turistica non possono mancare: “Infrastrutture, accoglienza e servizi. Infrastrutture perché si rivolgono a un turismo che si muove, quali trasporti, combinazioni di trasporti, segnaletica. Accoglienza, perché il turista va accompagnato e non lasciato a sé stesso. Servizi, perché il turista richiede tanto e tutto in poco tempo. Il Marchio d'area deve comprendere queste caratteristiche ed è la sintesi di un percorso che inizia oggi.”
E chi di infrastrutture, accoglienza e servizi se ne intende è la vicina Valsugana trentina, dalle cui buone pratiche - illustrate all'incontro in Museo dal direttore dell'Apt Valsugana Luca D'Angelo - c'è tantissimo da imparare.
A cominciare dalla Ciclabile della Valsugana (o Ciclopista del Brenta che dir si voglia), il piccolo Eldorado del cicloturismo trentino di cui la Regione Veneto ha finalmente annunciato la volontà di completarne il percorso fino a Bassano.
Una infrastruttura attorno alla quale, nella Provincia Autonoma, ruotano una serie di servizi mirati per il sempre più consistente esercito dei turisti a due ruote: dai ristori e bicigrill all'attività di bike sharing e dal servizio trasporti bici-treno al progetto e-bike per le bici elettriche.
In più, è attivo con successo il progetto “Esperienza Valsugana” che ci fa capire molto concretamente cosa significhi un marketing turistico-territoriale incentivato dai “portatori di interesse”: con una rete di realtà private del comprensorio - aziende agricole, guide, noleggiatori, aziende artigiane e quant'altro - che si mettono a disposizione per proporre interessanti “esperienze” ai turisti durante il loro soggiorno.
Su un portale web dedicato (www.livelovevalsugana.it/) il turista indica il periodo in cui sarà in vacanza in Valsugana e clicca che cosa gli interessa fra varie opzioni: Food&Wine, Sport e Outdoor, Laboratori creativi, Visite guidate.
Nella combinazione tra periodo di vacanza e le aree di interesse preferite, potrà così creare la sua “compilation di esperienze”, proposte dalle aziende e dagli operatori del territorio, per costruirsi un soggiorno personalizzato.
Semplice e divertente, e soprattutto vicino a noi. Reinventare la prospettiva del turismo nel Bassanese, arrivando al Marchio d'area e facendo tesoro anche delle più significative esperienze altrui, non sembra essere una mission impossible.
Ma serve appunto che tutti ci credano: comprese innanzitutto le categorie economiche che al costituendo Tavolo di Marketing Territoriale non dovrebbero mancare, e con le quali lo staff promotore ha intavolato - come dice Vallotto - “un confronto leale”. Ma proprio da Teresa Cadore - presidente di Confcommercio Bassano, invitata a fine convegno a dire la sua a nome delle associazioni di categoria bassanesi - arriva una folata di vento gelido sul progetto.
“Siamo in una fase di confronto molto forte per la volata finale - dichiara la presidente di categoria -. Il problema è quello delle risorse economiche personali che si dovrebbero investire, e l'auspicio è che non ci siano dei “contenitori di contenitori dei contenitori”. C'è anche il manifatturiero che va rilanciato, non possiamo pensare che l'unico asset del territorio sia il turismo.”
Se davvero il petrolio è sotto i nostri piedi, è forse uno stop preventivo alle trivellazioni?
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