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Scuola: “Riportare il merito al centro del Paese”
Il sindacalista della Cisl Massimo Pantano interviene sui due punti di attualità della pubblica istruzione: i test di ammissione all'università e il nuovo concorso per i docenti. “Sto dalla parte degli studenti, ma serve una seria selezione"
Pubblicato il 11 set 2012
Visto 3.102 volte
Riceviamo e pubblichiamo il seguente intervento, trasmesso in redazione da Massimo Pantano, segretario Fim-Cisl di Bassano del Grappa:
LETTERA AL DIRETTORE
Gentile direttore,
in questi giorni vi sono due notizie che riguardano la scuola e che hanno generato molti interventi da parte di autorevoli persone. Il primo riguarda la polemica sui test di ammissione alle facoltà universitarie, il secondo fatto importante è l’iniziativa del ministro della Pubblica Istruzione per un nuovo concorso docenti utile ad assumere 12.000 insegnanti.
Su quest’ultimo punto mi limito a dire che io concordo con l’editoriale di Roger Abravanel pubblicato sul Corriere della Sera del 9 settembre u.s. e prendo spunto dalle sue riflessioni sulla necessità di avere più merito nel corpo insegnati per dire la mia sulla prima questione, quella dei test di ammissione.
Credo infatti che servano sistemi di selezione degli studenti in base alle proprie attitudini. Non credo che i test siano la forma perfetta ma di certo mettono al centro del dibattito la questione: come indirizzare i giovani alla giusta formazione per il futuro.
Certo nella scuola indicata da Abravanel, dove gli insegnanti sono essi stessi scelti in base al merito, non dovrebbe essere difficile un primo indirizzo degli studenti, già nelle scuole primaria o secondaria, ma non siamo in questa situazione, anzi. Siamo nella situazione paradossale che i test vengono fatti ai futuri allievi ma non agli insegnanti che dovranno poi insegnare ed educare quegli allievi.
Poi tutti noi ci lamenteremo della scarsità dei nostri insegnanti e delle loro pessime abitudini, senza mai vedere che esiste una platea di insegnanti che amano fortemente il loro mestiere e lo mettono in pratica in un quasi totale isolamento.
Esistono anche una miriade di insegnanti di media abilità che sono fagocitati da un sistema non premiante per cui non serve darsi da fare perché “tanto poi si prende tutti uguale”. A questo disastro hanno contribuito anche le vecchie politiche sindacali di un tempo. Politiche che oggi sono in parte riviste da alcuni sindacati anche se il maggior spazio sulle testate giornalistiche e tv è riservato ai sindacati più conservatori.
La questione del Merito va portata al centro del dibattito nel paese perché i dati suggeriti da Abravanel non lasciano dubbi. I paesi a più alta meritocrazia sono sempre davanti al nostro in quasi tutte le classifiche.
Del resto ricordiamo l’esempio di Schettino, quando la Costa Concordia naufragò, le sue mediocrità emersero e tutti si chiesero: “ma quanti Schettino ci sono e in quali posti di responsabilità sono?”
Puntare sui nostri migliori talenti è una delle misure necessarie ed indispensabili per uscire dalla crisi. Trattenerli nel nostro paese è una priorità. Per far ciò anche la scuola deve ammodernarsi, evitando che si perdano per strada giovani con grandi potenzialità ma poche risorse e ancor meno raccomandazioni, mentre magari i figli dei soliti noti arrivano ai soliti posti di potere.
Non ci possiamo lamentare se la nostra classe politica media è scarsa, se poi non si pretende che i migliori e più dotati intraprendano al carriera diplomatica e politica.
Resto stupito che si discuta dei test di ammissione e non del fallimento della riforma delle università che vede, per il sistema delle lauree brevi, un sostanziale fallimento. Fallimento che non è imputabile agli studenti ma al sistema universitario che non ha offerto al mondo delle imprese giovani preparati come serviva al mondo produttivo.
Ai nostri giovani va spiegato (a cominciare da noi genitori) che non possiamo continuare a produrre medici ed avvocati perché ne abbiamo già troppi, almeno ne abbiamo troppi di media qualità. A noi servono primari di eccellenza, politici con doti morali ineccepibili, persone sopra le righe. Per averle bisogna selezionare i più portati e dedicare loro tutte le nostre risorse che sono poche. O meglio sono poche per molti ma sufficienti per il giusto numero di persone.
Poi al nostro paese servono anche altre nobili professioni, per le quali non sempre serve la laurea, lavori dignitosi che permettono una vita dignitosa, certo senza la Ferrari in garage ma meglio della prospettiva da disoccupati o precari che attende molti dei nostri figli.
Massimo Pantano
Fim-Cisl Bassano
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