Connessioni contemporanee
Un dialogo col presente
4-11-18 Settembre 2025
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Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Pubblicato il 22-06-2010
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Terminata l’intensa tre giorni del Piccolo Festival, Palomar ha dato appuntamento a tutti all’anno prossimo per l’ottava edizione consapevole nei toni che la rassegna è cresciuta ed è diventata nel tempo un evento atteso a carattere nazionale. Dopo l’apertura affidata a Vitaliano Trevisan e Luigi Romolo Carrino dal pomeriggio di sabato in poi, causa maltempo, tutti gli incontri della manifestazione bassanese dedicata alla letteratura sono proseguiti all’interno del Museo di Bassano, nell'atrio principale reso scenografico con alcuni accorgimenti pieni di cura, uno spazio che Palomar ha usato per la prima volta per un avvenimento pubblico. Gli appuntamenti con gli autori sono stati seguiti e graditi dal pubblico ospitato nella nuova location, piogge solo di applausi: Pietro Grossi e Marco Missiroli sabato hanno parlato dei loro excursus narrativi, e in particolare si sono soffermati sui loro ultimi libri, rispettivamente “Martini” e “Bianco”. Conversando a ruota libera con gli intervistatori di Palomar e con il pubblico hanno approfondito alcune tematiche legate al processo della scrittura, al rapporto complesso tra autore/ lettori/case editrici/, e alle considerazioni su ciò che muove ad addentrare i propri passi nell’universo letterario. Domenica il festival è proseguito con una formula innovativa rispetto al passato, proponendo un vero e proprio happening dialogato organizzato di concerto con il blog Sul Romanzo: l’incontro ha visto protagonisti i ragazzi del lit blog, Morgan Palmas e Stefano Verziaggi, quelli di Palomar e i temi del male e della paura. Gli autori Demetrio Paolin e Emanuele Tonon, entrambi al loro esordio narrativo rispettivamente con “Il mio nome è legione” e “Il nemico”, hanno poi fornito il loro contributo all’indagine delle costanti e del meccanismo dei vasi comunicanti di una nuova e attuale «grammatica della paura». L’ultimo appuntamento serale in chiusura della rassegna è stato affidato a Davide Longo, autore che tra le altre cose è anche docente da molti anni alla scuola Holden di Torino. Longo ha parlato del suo romanzo, “L’uomo verticale”, in cui ha raccontato un ambiente sociale esploso dove sembra non trovare più spazio l’umanità, ed ha proposto, tenendola agganciata alla sua narrazione, un’interessante lettura del male annidato nell’animo e nella quotidianità.
Morgan Palmas, Stefano Verziaggi, Mattia Pontarollo e Dario Lunardon