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Sprofondo (giallo)rosso

I numeri dell'ultimo mese sanciscono la disfatta del Sind scivolato ieri sera al settimo posto e fuori dalle Coppe. Il tracollo condizionerà le scelte future

Pubblicato il 19 mar 2014
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Così è una lenta agonia. Il raid del Trissino nel recupero di ieri sera a Sarzana fa ruzzolare Bassano al settimo posto che un calendario complicato (subito Follonica in esterna e più avanti Breganze da andare a visitare) non promette di migliorare. Fuori dall'Europa e dalla Coppa Italia, nelle file di rincalzo in campionato, l'ultimo mese di rovesci fragorosi e rumorosi ha piallato le ambizioni giallorosse anche se in teoria un playoff può rimetterti in gioco. Semmai è più dura che ci riesca partendo dalle retrovie, questo sì. Tuttavia cinque settimane di sole macerie scandite da una raffica di sconfitte impressionanti, alcune ai confini con l'umiliazione, tali persino da indurre a pensare a uno sciopero bianco della squadra per le modalità con cui sono maturate, non sono accettabili per una formazione potenzialmente da quarto posto e invece presa amabilmente a schiaffoni dal primo che passa. Se la prova per lunghi tratti orgogliosa con la capolista Forte dei Marmi aveva generato germogli di speranza (anche se la rimonta nei minuti finali aveva aperto un crepaccio di dubbi inquietanti) i collassi seguenti con Viareggio e Noia in Cers hanno certificato il definitivo scollamento tra il tecnico e i suoi giocatori. Il sistema di gioco di Giudice è ormai palesemente rifiutato dal gruppo che non lo metabolizza più, non ci crede e lo applica senza convinzione. E' essenzialmente un problema congenito e strutturale, poichè i dogmi del coach salernitano passano attraverso una formidabile intensità difensiva su cui sviluppare micidiali ripartenze in campo aperto, figlie di un equilibrio tattico acclarato. Un modello che sino alla primavera di un anno fa ha pagato in termini di risultati e spettacolo. Poi si è inceppato di colpo, finito improvvisamente in corto circuito. Dissidi di spogliatoio si disse allora e immediato foglio di via per i due reprobi, Montigel e De Oro, accusati di inquinare l'aria. Poi però quest'anno, complice la perdurante e prevista assenza di Miguel Nicolas sino a marzo, in sede di costruzione è stato approntato un organico che è un azzardo, orfano di un difensore di ruolo ed evidentemente sbilanciato con Ambrosio adattato in seconda linea, diversi giocatori offensivi ma non un regista a cui affidare le chiavi della manovra perchè Garcia ha mestiere e personalità ma nasce attaccante, finalizzatore puro, mentre qui è chiamato a portare pallina e possibilmente bollare, cantare e reggere la croce. Quello di Giudice era un rischio calcolato: modificare l'impianto di gioco abituale con un assetto più spregiudicato e intrigante. Ma il progetto, complice anche il lungo infortunio occorso ad Ambrosio, è saltato e tutti i limiti sono affiorati, incluse le difficoltà di Gimenez di calarsi in una parte tutta nuova per lui, con movimenti differenti da quelli che era abituato a seguire a Forte dei Marmi. Da qui la nitida crisi di rigetto della squadra. E in attacco, se non si può azionare il contropiede primario o procedere in transizione, la circolazione talvolta esasperata per linee perimetrali contro la difesa schierata (peggio ancora dinanzi alla zona se non entra il tiro da fuori) diventa stucchevole e poco efficace se non sostenuta da frequenti e repentini tagli in area per ricevere il servizio del compagno. Poi il trainer, che continuo a ritenere tra i più preparati in assoluto, possiede nel suo cilindro soluzioni e inventiva per ribaltare il canovaccio, ma ciò di cui non ha più disponibilità è il tempo. La svolta o matura adesso oppure è irrimediabilmente tardi La scossa emotiva del blocco dei pagamenti del main sponsor Sind è un chiaro segnale di dissenso, disagio e malumore di chi sgancia il grano. Una presa di posizione che mette in discussione non solo la permanenza dello stesso l'anno venturo, ma proprio le scelte future, visto che il marchio di riferimento è intenzionato a entrare progressivamente nel club con un controllo via via maggiore e sempre più incisivo. Il rinnovo triennale già annunciato per il coach è in stand by e tutti ora sono sotto esame. Tuttavia buttare via con l'acqua sporca anche il bambino, sarebbe la peggiore delle fesserie. Al completo questo roster è di livello: Nicolas e Ambrosio, due azzurri tuttora di prospettiva non ce li ha nessuno e magari lo stesso Gimenez, al di là del biennale che lo lega sino al 2015, in un altro contesto meriterebbe un altra chance, perchè se 12 mesi fa ne ha imbucati 50 al Forte spazzandoci via dai playoff, non può far di colpo flanella. E figurarsi cosa potrebbe combinare Garcia se riassegnato alle competenze che gli spettano e non a quelle ogni volta di salvatore della patria. Ecco perchè con un solo ingresso di qualità in estate, ovviamente in retroguardia, questo Bassano potrebbe sgomitare con le primissime la stagione che verrà. Ma prima è necessario bonificare il clima attorno dentro e fuori la pista contando su una sollecita inversione di rotta, quella immediata. Altrimenti è doveroso voltare pagina e all'istante. I cicli prima o poi finiscono, è fisiologico.

E' il momento più difficile degli ultimi 15 anni per l'Hockey Bassano (FOTO BOSCA)

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