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Habemus Monster
Collocata oggi la prima delle quattro maxi travi reticolari in acciaio per le fondazioni del Ponte
Pubblicato il 06 mar 2019
Visto 7.007 volte
“Addio Monumento Nazionale.” È il commento sconsolato di un cittadino bassanese, alla vista di quell'enorme “coso” che sta per essere montato sotto il Ponte Vecchio.
Un altro tira fuori una battuta più sottile: “Il Ponte non ha più le stilate, ma le steelate”, giocando sulla parola steel che in inglese significa “acciaio”. “Speriamo che resti sempre sotto l'acqua, così almanco no' i 'o vede...”, mi dirà poi in serata un noto esercente del centro storico. L'inferriata del parapetto all'inizio di via Pusterla, da dove si gode una delle più classiche vedute del Ponte, è presa d'assalto da una fila di curiosi.
Davanti ai loro occhi, caricata sul rimorchio di un lungo camion, si materializza l'immagine che nessuno aveva mai visto sull'alveo del Brenta: la maxi trave di fondazione in acciaio inox, prevista dal progetto esecutivo Modena e modificata dalla variante di progetto dell'impresa appaltatrice Inco Srl. Si tratta della prima delle quattro travi “monster”, ciascuna delle quali lunga circa 12 metri e pesante quasi 7 tonnellate, da collocare sotto le quattro stilate del manufatto.
Foto Alessandro Tich
Poco prima l'autotreno che l'ha trasportata, dopo averla caricata alle Officine Bertazzon di Vidor (Tv), aveva avuto non poca difficoltà a varcare il cancello d'ingresso dell'area di cantiere, sul lato opposto di via Pusterla all'altezza dell'omonimo isolotto.
Manovra resa oltre modo difficoltosa dalla fila di auto che erano parcheggiate in loco, restringendo la carreggiata, e da altri autoveicoli rimasti fermi in attesa che il mezzo pesante liberasse la strada, senza l'ombra di un vigile che regolasse la situazione. Constatata l'impossibilità di entrare in retromarcia, pena il blocco totale dell'imponente trasporto, l'autista è riuscito quindi a fare l'ingresso “di muso”.
È avvenuta così l'entrata trionfale in cantiere della prima tranche della luccicante ed ingombrante protesi per le gambe del manufatto palladiano.
Oltre agli addetti ai lavori, si trovano in cantiere per l'occasione - per presenziare al fatidico momento e immortalarne le fasi salienti - anche i rappresentanti degli organi di informazione bassanesi, dotati di regolare caschetto di sicurezza, fatta eccezione per chi vi scrive. Bassanonet infatti (ma va'?) non è stato invitato alla festa.
Il gran cerimoniere dell'evento mediatico - e chi altri può essere? - è il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Roberto Campagnolo, caschetto giallo e giubbotto arancione, folgorato sulla via dell'acciaio.
L'autogru della ditta Poloniato carica quindi e posiziona i quattro “cavazzali” metallici sopra le otto teste di palo, conficcate nell'alveo, della seconda stilata: ovvero la stilata che ha l'onore di accogliere per prima la nuova trave reticolare.
È poi il turno del traliccio inossidabile, che viene fissato nella parte di sotto sui quattro cavazzali e ai due lati sui due nuovi plinti in calcestruzzo eseguiti uno a monte e l'altro a valle. Nel giro di un'ora è tutto finito: Habemus Monster.
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