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Rinviata la discussione sul conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre nel primo consiglio comunale di Bassano a porte chiuse e a sedie alterne
Pubblicato il 06 mar 2020
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Dal diario di bordo del 13° giorno del 1° mese dell'Era del Vàirus.
Alle 18.30 è convocata la seduta del consiglio comunale di Bassano del Grappa.
Il consiglio, per le note misure di precauzione, si svolge a porte chiuse. Anzi, a porte chiuse e a sedie alterne. Per evitare rischiosi assembramenti e garantire la distanza minima di sicurezza di un metro tra le persone disposta dagli ultimi DPCM (Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri), le sedie dei consiglieri comunali vengono messe a debita distanza le une delle altre. Alcune, opportunamente diradate, rimangono al loro solito posto dietro ai banchi di maggioranza e opposizione. Le altre vengono invece collocate all'esterno dei banchi stessi. Una parte dei consiglieri siedono dunque sul loro seggio assegnato, gli altri invece sono costretti a una più scomoda sistemazione in mezzo alla sala, maggioranza di qua e minoranza di là. Un'assemblea comunale parcheggiata in doppia fila. Anche le sedie riservate al pubblico, in questa serata senza pubblico, sono ampiamente distaccate le une dalle altre. Sulle 21 postazioni riservate solitamente ai cittadini, soltanto tre sono concesse alla libera seduta. Sono i posti riservati agli eventuali giornalisti, oltre ai due dell'abituale “scranno della stampa”, sempre collocati in reciproca lontananza, che presto diventeranno uno solo per consentire a un consigliere ritardatario di accomodarsi tra le postazioni esterne. Su tutte le altre sedie per il pubblico è affisso un avviso con la scritta “vietato sedersi”. Sul secrétaire posto invece davanti ai banchi della giunta comunale, sempre sottoposti al distanziamento dei seggi, fanno bella mostra di sé due flaconi di disinfettante, pronti all'uso in caso di necessità. Sui flaconi, senza etichetta commerciale, è stata aggiunta una fascetta adesiva con la scritta “premere una sola volta”, per evitare inqualificabili sprechi.
Foto Alessandro Tich
Chi è dentro è dentro, chi è fuori invece, se lo desidera, può seguire i lavori consiliari da casa attraverso la solita ripresa diretta in video streaming. Due vigili urbani, cordialmente arcigni, si alternano nel vigilare l'ingresso in sala consiliare per impedire l'accesso di eventuali cittadini disinformati sulle misure straordinarie messe in atto per consentire il regolare svolgimento del consesso civico. Tra gli argomenti all'ordine del giorno del consiglio in quarantena, ce n'è uno che può ben dirsi il “pezzo forte”. E si tratta del conferimento della cittadinanza onoraria di Bassano del Grappa alla senatrice Liliana Segre, proposta da una mozione delle minoranze, dopo i noti precedenti che avevano visto la stessa mozione collegata all'improvvido tentativo della maggioranza di abbinare il nome della senatrice a vita deportata ad Auschwitz, per un doppio e parallelo riconoscimento, a quello dell'esule istriana Egea Haffner. Ma la discussione sulla cittadinanza onoraria di Bassano a Liliana Segre non ha luogo. Il consigliere Angelo Vernillo, a nome delle minoranze, chiede di ritirare il punto all'ordine del giorno e di rinviarlo al primo consiglio comunale che si svolgerà a porte aperte, per “dare un messaggio e un segnale alla città” e conferire “la giusta importanza” alla decisione da discutere, che un consiglio a porte chiuse non può dare. La proposta di Vernillo viene approvata indistintamente da maggioranza e opposizione. Tutto rinviato, quindi, alla prima assemblea civica “normale”. Per i consiglieri comunali rimane comunque tutto il resto di argomenti da affrontare, in questa seduta di consiglio irreale che per le misure antivirus li vede operare rinchiusi dal resto della città. Segregati.
La curva della domenica
Chi attualmente e purtroppo ha in questi giorni la cittadinanza onoraria di Bassano è proprio questo immigrato clandestino chiamato Coronavirus, che continua a dominare la scena benché all'Ospedale San Bassiano non ci sia stato ancora un tampone positivo che sia uno. A prendere per prima la parola in consiglio comunale è proprio il nostro primo infermiere Elena Pavan, che aggiorna i consiglieri sulla situazione in corso.
“Dobbiamo andare avanti, sono appena reduce da un esecutivo della Conferenza dei Sindaci - riferisce -. Dall'Ulss abbiamo avuto informazioni che dobbiamo attendere fino a domenica o lunedì per capire se la curva dei casi si metterà a salire o scendere. Il nostro sistema sanitario sta reggendo meglio dei sistemi sanitari delle Regioni Lombardia e Emilia Romagna.” “La Regione uniformerà le regole per gli accessi alle Case di Riposo - prosegue il sindaco -. Noi ci siamo, siamo in contatto sempre con tutti, territorio, protezione civile, sindaci. Ad oggi nessun caso di tampone positivo è stato riscontrato per Bassano. Io confido e spero che da domenica la curva cominci a scendere.”
In un ritrovato clima da unità nazionale, il consigliere Angelo Vernillo, sempre a nome delle minoranze, si richiama all'appello del presidente della Repubblica Mattarella, esprime “la vicinanza a tutti gli operatori economici che stanno soffrendo per questa situazione” e conferma l'“unità di intenti” nella volontà politica di affrontare l'emergenza. “Se lo vorrete - dichiara -, daremo la nostra collaborazione all'amministrazione senza se e senza ma, senza allarmismi ma con la lucidità della responsabilità, a cui il presidente Mattarella ci richiama tutti.” Tutti distanziati dalle sedie, dunque, ma tutti uniti nel comune proposito di trovare soluzioni ai problemi sociali generati dalla sindrome cinese.
A questo punto una domanda è lecita: ma oltre al virus, c'è qualcos'altro di cui occuparci in questa cronaca del consiglio a porte chiuse? Certamente. E anche questa volta, la parte più “succosa” del confronto consiliare è costituita dalle interpellanze e interrogazioni presentate alla giunta comunale. Ce ne sono cinque in tutto, di cui tre in particolare sono degne di contaminazione. Pardon, di considerazione.
L'Accadimento
La prima è un'interpellanza delle minoranze “su recente assunzione in staff della Sindaca”.
Il riferimento, ovviamente, è alla supersegretaria interinale in quota Lega Giada Scuccato.
Si chiede in sostanza se le premesse dell'assunzione, ovvero “le esigenze contingenti e eccezionali” che hanno reso necessario “il ricorso alla somministrazione di lavoro a tempo determinato” della Scuccato e che “pare si poggino principalmente sulla natura eccezionale del ruolo del sindaco all'interno del direttivo nazionale ANCI” siano corrispondenti al vero. Tenendo conto che “non ci risulta che la Sindaca fosse membro del direttivo nazionale ANCI”, ma del consiglio nazionale. Nella sua risposta, il sindaco Pavan tira fuori l'avvocato che è in lei. Spiega che nell'organico dello staff di segreteria la situazione è carente e mutevole “in peius” e che l'equivoco del direttivo nazionale al posto del consiglio nazionale ANCI è stato un “lapsus linguae”. Pavan specifica che “l'assunzione non è incentrata prevalentemente sul mio ruolo nel consiglio nazionale ANCI” e questo è anzi l'aspetto meno rilevante. In sostanza in segreteria di staff si stanno assottigliando le file: un dipendente a tempo pieno è passato part-time, un altro ha cessato il servizio al 1 marzo e un terzo è prossimo al pensionamento. “Come possiamo pensare - incalza il sindaco - che la segreteria di una città di quasi 44mila abitanti possa reggersi sulla presenza di una persona per tre mattine a settimana?”. Come dire: servivano rinforzi. Ecco quindi l'assunzione, tramite “la collaborazione con l'agenzia interinale istituita dall'amministrazione Poletto”, della nuova segretaria full-time a tempo determinato.
L'ANCI? “Non è che una, e non prevalente, delle causali del contratto.”
Poi però il sindaco fa una virata al suo discorso: “Non ho gradito chi ha voluto trascendere e portare forte disagio a chi personalmente è stato colpito da questa bagarre politica”. Il riferimento è sempre alla supersegretaria, ex sindaco leghista di Pozzoleone. “Quello che è stato dipinto - continua Pavan, esibendo la copiosa rassegna stampa sull'argomento - supera il limite del buon gusto rispetto alla dialettica, incidendo sulla sfera personale.”
Nella controreplica la consigliera di opposizione Anna Taras ribatte: “Resta sempre il dubbio che si poteva ricorrere anche a un bando.” “Forse - aggiunge l'esponente di minoranza - non avete pensato preventivamente cosa avrebbe scatenato una scelta del genere.” Fine della discussione. Anzi no. Perché a questo punto, quando meno te lo aspetti, avviene l'Accadimento. Prende infatti la parola il segretario generale del Comune Antonello Accadia. Il quale, rivolgendosi direttamente agli ex amministratori di centrosinistra, pronuncia la seguente affermazione: “È la stessa cosa che avete fatto e ve ne siete dimenticati in un giorno. Esercitate la memoria.” Agli Accadiologi il compito di interpretare il contenuto di una cotanta e veemente dichiarazione. L'ex vicesindaco Roberto Campagnolo, chiamato in causa, si alza dalla sua sedia in esterno e grida: “Avete fatto cosa?”. Campagnolo chiede di replicare ad Accadia “per fatto personale”, ma il presidente del consiglio comunale Stefano Facchin glielo impedisce a norma di regolamento. Qualche minuto più tardi Facchin si alzerà dal suo seggio per andare a confabulare con l'ex vicesindaco, mostrandogli la norma del regolamento citata: la distanza di sicurezza di un metro va a farsi benedire ma è un gesto che vuole evitare che vada a farsi benedire il resto della serata. Ancora un po' più tardi, Campagnolo, approfittando della parola concessa per presentare un'altra interpellanza, sull'intervento del segretario generale dichiarerà: “Ciascuno deve esercitare qui il proprio ruolo. Chi quello politico, chi quello istituzionale, chi quello di garanzia. Qui oggi c'è stata una situazione che ha creato confusione. Ci torneremo ancora.”
L'Accadimento promette sviluppi.
Epilogo
Le altre due interpellanze e interrogazioni alla giunta degne di nota riguardano l'una la centralina idroelettrica di via Pusterla e l'altra il futuro del Comando di Polizia Locale del Bassanese. Ma oramai si è fatto tardi e penso che questo mio resoconto del primo consiglio comunale di Bassano del Grappa a porte chiuse e a sedie alterne sia sufficientemente lungo. Mi riservo di scriverne, vista la rilevanza delle due questioni, in un prossimo articolo. Dal diario di bordo per questa sera è tutto, che Amuchina sia con voi.
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