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Ieri, ?, domani
“La Mazzini tra ieri e domani”: incontro pubblico davanti alla scuola per dare voce ai cittadini sul futuro della primaria del centro storico. “Diamo inizio a un percorso partecipativo rivolto a tutti noi come singoli cittadini”
Pubblicato il 06 mar 2022
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Avanti un altro. Il sabato del villaggio, a Bassano del Grappa, non dà tregua all’umile cronista con taccuino al seguito. Alle 15.30 si è appena conclusa la marcia per la pace in Ucraina e sempre in zona, davanti alla Scuola Mazzini, inizia un incontro pubblico che riallinea finalmente i riflettori sulle grandi questioni di rilevanza locale.
Anzi, pardon: più che un incontro pubblico, come da testo di invito dell’organizzazione - a cura del coordinamento e della campagna di sensibilizzazione #LaMazziniFutura, con la lista civica Bassano per Tutti e il consiglio dei genitori dell’Istituto comprensivo 1 - si tratta di un flash mob. Tuttavia, è più mob che flash: c’è infatti la gente, e non poca, ma la durata dell’evento non è di certo quella di un lampo. Perché è un incontro in cui la gente è invitata a parlare, a intervenire, a dire la sua sul tema che ha richiamato tutti coloro che sono riuniti per l’occasione: “La Mazzini tra ieri e domani”. Sottotitolo: “Facciamo parlare la città”. Titolo interessante, dal punto di vista semantico.
Manca infatti la parola “oggi”. Perché “ieri” altro non è che un richiamo all’importante storia della scuola elementare del centro storico e “domani” è il termine che proietta la questione nell’auspicio, condiviso da tutti i presenti, che nel futuro prossimo la Mazzini venga riaperta e ritorni ad essere una scuola.
Foto Alessandro Tich
L’“oggi” invece non c’è, a mio modo di vedere, perché è indefinito. Un conto in sospeso, un punto interrogativo. La scuola primaria continua ad essere chiusa, costringendo ancora i suoi alunni a frequentare l’anno scolastico nella dirimpettaia scuola media Vittorelli, per una situazione ibrida che crea problemi di gestione degli spazi didattici alla medesima. E i segnali sui destini della Mazzini come possibile sede di un ancora ipotetico polo naturalistico dell’Hub urbano per l’innovazione, voluto dall’amministrazione Pavan, non danno da tempo segni di vita. E finché la seduta spiritica con la formula evocativa “amministrazione, se ci sei batti un colpo” non produce esiti apprezzabili, ecco che la città, non ancora coinvolta nel dialogo e confronto che lo stesso governo comunale aveva annunciato sul futuro della scuola, si “auto-convoca” da sola.
“Oggi - spiega ai presenti, nell’introdurre l’incontro, la consigliera comunale di Bassano per Tutti Erica Fontana - vogliamo dare inizio a una condivisione di questa realtà che non sia solo di un gruppo, di una lista civica come è stato finora, ma che sia proprio della cittadinanza, dei cittadini che a vari livelli vogliono incidere nella vita di Bassano.”
“I bambini e le bambine della Mazzini sono di tutta la città, non sono solo dei loro genitori o dei loro insegnanti - prosegue -. E quindi rispondere alle loro domande e ai loro bisogni è una cosa fondamentale. È importante che ognuno faccia la sua parte e che da oggi ognuno di noi si senta chiamato a interessarsi del futuro della Mazzini e a dare il proprio contributo perché questo avvenga, perché due anni di chiusura di una scuola finalmente volgano al termine.”
“Da oggi sta a noi, come singoli cittadini, condividere il percorso partecipativo per il futuro anche della scuola Mazzini - aggiunge Erica Fontana -. Ecco perché abbiamo voluto realizzare questo incontro, che parte proprio dall’idea di sentire i contributi di persone che la scuola la vivono ai vari livelli o anche di portavoce di associazioni o singoli cittadini che comunque vivono Bassano veramente, tenendola nel proprio cuore.”
Sono le parole che danno l’imbocco ai successivi interventi del flash mob più mob che flash. Rappresentanti del corpo docente, studenti, genitori e cittadini “super partes” si alternano al microfono per evidenziare la necessità che la Mazzini riapra come sede scolastica, non solo per l’importante storia del suo “ieri” che va perpetuata anche per il “domani”, ma anche - in termini assai più pratici - per le riscontrate difficoltà, sotto il profilo delle esigenze della didattica, conseguenti alla convivenza forzata tra gli alunni delle elementari e gli scolari delle medie all’interno della Vittorelli.
All’ingresso della Mazzini - assieme alla bandiera della pace che viene esposta come nella dirimpettaia Vittorelli, per un tristissimo ritorno di attualità - sono affissi anche i disegni degli alunni della primaria che ritraggono la scuola con le scritte “Rivogliamo il nostro Mazzini”, “Voglio il mio Mazzini”, eccetera.
Ma l’“oggi” dell’edificio scolastico dal glorioso “ieri” e proiettato al “domani”, per il momento, rimane ancora un grosso punto interrogativo.
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