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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it

Elezioni 2024

È il Tormento

Analisi del risultato e della campagna elettorale dei candidati sindaci di Bassano: Gianni Zen

Pubblicato il 14-06-2024
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Incominciamo con un po’ di fantapolitica.
Che cosa sarebbe successo al primo turno se la lista civica è il Momento, con candidato sindaco Gianni Zen, invece che correre da sola fosse riuscita a raggruppare altre liste in una coalizione, oppure avesse deciso di entrare a far parte di una coalizione già esistente?
È una domanda che ovviamente non avrà mai risposta, ma certamente col senno di poi ce n’è quanto basta perché i promotori di questo innovativo progetto per la città possano idealmente mangiarsi le unghie. È il Tormento.

Gianni Zen (foto Alessandro Tich)

Ma è un Tormento che in queste ore si sta trasformando in Tormentone.
E questo perché la lista dei prevalentemente giovani si trova al centro di tutte le discussioni in vista del decisivo Game of Thrones tra i due aspiranti sindaci Roberto Campagnolo e Nicola Finco.
La formazione civica di Manuel Remonato (636 preferenze personali), Giulia Moro (253) & Friends, la più votata in assoluto dai bassanesi, è diventata inevitabilmente l’oscuro oggetto del desiderio, in ottica di apparentamenti, di entrambe le coalizioni che il 23 e 24 giugno andranno al ballottaggio.
Si affaccia alla finestra del secondo turno con una dote di 2.751 voti, pari al 13,80%.
Personalmente io vedo i Momentanei molto distanti dalla destra, più che dal centrodestra moderato, e le intercettazioni anche recentissime delle mie antenne fanno presagire un aggancio, peraltro anche intuitivamente prevedibile, con Roberto Campagnolo.
Gli accordi formali per gli apparentamenti devono essere depositati in municipio entro mezzogiorno di dopodomani, domenica 16 giugno: staremo a vedere.

A differenza dai miei precedenti editoriali sull’analisi del risultato e della campagna elettorale dei candidati sindaci di Bassano, sono partito parlando della lista e non del candidato sindaco.
Ma questa è la conseguenza naturale dell’impostazione stessa della campagna elettorale voluta e portata avanti da è il Momento.
È stata sempre la lista, infatti, a presentarsi in primo piano e il suo candidato sindaco Gianni Zen le è andato sempre a traino, dando ampia delega e spazio preminente ai suoi giovani candidati.
Ne fanno fede le varie conferenze stampa di è il Momento a cui ho partecipato, di cui vi ho riferito e che sono state il frutto di un preciso metodo.
A ciascun incontro coi cronisti ogni argomento e punto del programma è stato presentato e spiegato a turno dai vari candidati consiglieri, appartenenti al tavolo di lavoro per il tema specifico, e Zen è sempre intervenuto alla fine per le sue considerazioni conclusive.
In una occasione non ha neppure parlato: è accaduto nell’ultima conferenza stampa, quella del provocatorio “appello al voto inutile” con tanto di cabina elettorale “facsimile” nella sede di via Marinali, dove sono intervenuti la candidata Giulia Moro e tre esponenti del mondo Momentaneo (Dario Lunardon, Lucia Cuman e Paolo Banfi) non inseriti in lista, per lanciare anche il messaggio di uno “spirito di gruppo” che va ben oltre l’elenco degli aspiranti consiglieri comunali.
Ma questo equilibrio rovesciato tra squadra e caposquadra, diverso da tutte le altre coalizioni concorrenti, è un risultato anche della genesi di questa avventura elettorale.

È il Momento è nato ufficialmente, nel senso di nascere all’attenzione del pubblico, lo scorso 10 febbraio quando in un giorno di pioggia battente i promotori della lista, tutti più o meno di età fra i 30 e i 35 anni, hanno presentato il loro progetto nello spazio del FARO Coworking di via Scalabrini.
In quella occasione avevano anticipato i cinque “campi di azione” sui quali sarebbe stato elaborato il loro programma dopo una fase di incontro e di ascolto con tutti e 22 i quartieri cittadini, poi regolarmente svolta.
In quel Momento, però, non era ancora chiara la prospettiva elettorale.
A quell’incontro con la stampa del 10 febbraio, alla mia precisa domanda “Volete correre da soli, con un vostro candidato sindaco, oppure…?” mi era stata data una risposta democristiana, degna di uno dei loro principali supporter rimasto sempre dietro le quinte, l’ex amministratore comunale di lungo corso Dario Bernardi:
“Febbraio è il mese dell’ascolto. Non si parla di nomi ma dei temi della città, condividendo il nostro progetto con chi questa città la vive.”
Giovani, ma già scaltri. Ma con l’aggiunta anche di un’indicazione:
“Sosterremo un candidato sindaco che possa sposare i nostri temi e il nostro metodo di lavoro partecipativo.”
Soltanto quasi un mese dopo, e cioè il 2 marzo, si è avuta la conferma che i Momentanei avrebbero corso da soli, quando è apparso improvvisamente all’orizzonte il loro candidato sindaco, con la conferenza stampa dell’uovo con sorpresa (era anche il mese di Pasqua) della presentazione di Gianni Zen.

A prima vista e di primo acchito, quella di Zen è sembrata una candidatura naturale per questo gruppo di ragazzi e ragazze aperto anche al dialogo intergenerazionale, con la partecipazione nel gruppo e in quota parte nella lista anche di persone più in avanti con l’età anagrafica.
Un ex preside scolastico (nonché ex parlamentare negli anni ‘90 col Ppi di Rosy Bindi, ricordiamolo) di lunga esperienza, che ha vissuto la sua intera vita professionale in mezzo ai giovani e che era già stato “chiacchierato” nei mesi precedenti quale possibile candidato sindaco, ma della coalizione di centrosinistra: quasi un abito sartoriale ritagliato su misura per questa nuova generazione di frequentatori della politica cittadina.
Anche perché, sotto il profilo puramente strategico, non poteva andare altrimenti.
Se questo gruppo di inizialmente illustri sconosciuti avesse candidato a sindaco uno di loro, per quanto portatore del vento di novità, non sarebbe stata infatti una mossa azzeccata.
Affidandosi invece alla figura di un Pater Familias del calibro di Zen, hanno messo in cascina il valore aggiunto del volto noto e in quanto tale riconoscibile per nuove categorie di popolazione da intercettare, portatore di una saggezza equilibratrice degli ardori giovanili e di un’ampia concessione di delega ai suoi giovani leoni per la diffusione del verbo elettorale.

Adesso - visto che per la mia età anagrafica sono un po’ portatore di saggezza anch’io - per la squadra dei candidati di è il Momento, ma non certo per Zio Zen che di queste cose è certamente ben cosciente, è importante evitare il pericolo dell’entusiasmo e del Momentismo eccessivo.
Tra le possibili opzioni che riserva loro il futuro, qualora determinate congiunzioni astrali ed elettorali li vedessero inseriti in una coalizione apparentata e vincente al ballottaggio, c’è anche quella di entrare a far parte della prossima maggioranza in consiglio comunale a Bassano.
Sarà il caso, se del caso, in cui il gioco si fa serio.
Abituati fino adesso a pensare e a correre da soli, dovrebbero imparare velocemente l’arte del compromesso con gli altri gruppi consiliari che è alla base degli equilibri politici interni di una coalizione governante, come l’attuale maggioranza uscente non ci ha dimostrato.
Dovessero invece finire nei banchi di opposizione, sarebbero più liberi di agire per conto proprio come hanno fatto dallo scorso febbraio a questa parte.
Ma in una eventualità o nell’altra, non sarà più è il Momento: dovranno costruire una presenza amministrativa che dura cinque anni.

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