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“…chi? I Coldplay?”.
“Nooo, non hai capito. Non ho detto Coldplay, ma cosplay.”
Eh, già. I tempi nuovi avanzano e bisogna rimanere costantemente aggiornati sul linguaggio delle mode e tendenze del Terzo Millennio, a costo di equivoci come quello immaginato sopra.
Foto Alessandro Tich
In realtà il cosplay è un fenomeno che esiste già da diversi anni.
Diciamo innanzitutto che unisce e fonde le due parole inglesi “costume” e “play”, indicando senza ombra di dubbio la sua natura di “gioco in costume”.
Si tratta di un ameno passatempo consistente nel travestirsi da personaggi principalmente di videogiochi e anime (le animazioni giapponesi) ma anche di fumetti, cartoni animati, film o letteratura fantasy, interpretandone anche il modo di agire, per ritrovarsi in occasioni pubbliche dedicate ai seguaci del settore, chiamati cosplayer.
Ne scrivo perché per la prima volta il variegato universo dei cosplayer si è dato appuntamento nell’insolita (per questo tipo di eventi) location dei Giardini Parolini in città per partecipare alla manifestazione-evento “Bassano in Cosplay”.
È la nuova versione 2.0 delle iniziative della Pro Bassano, ideata dalla giovane socia della Pro Loco Valentina Milone con la paterna benedizione del presidente Giovanni Bosio.
Sabato 14 settembre la colorita kermesse si è quindi dipanata, e per l’intera giornata, tra gli alberi, i prati e le siepi dello storico parco cittadino.
Con tanto - tra le altre cose - di stand di artisti e rivenditori a tema (manga, fumetti, gadget), una mostra dello Scrib Fest (festival di illustrazione e fumetto di Bassano del Grappa) e la partecipazione come ospite d’onore di Riccardo Suarez, presentato come celebre doppiatore italiano e famoso - come leggo nella locandina della manifestazione - “per aver dato voce a personaggi come Steven di Steven Universe, Angel Dust da Hazbin Hotel, Henry Hart da Henry Danger e molto altro.”
Fantastico: per motivi anagrafici, che hanno fermato l'orologio dei miei ricordi a Goldrake UFO Robot e a Mazinga Z, costoro sono per me dei perfetti sconosciuti.
Come lo sono tutti i personaggi interpretati dai cosplayer arrivati a Bassano non solo dal Veneto ma anche dal Trentino e dalla Lombardia, circa un centinaio di persone, bambini con genitori al seguito compresi.
Con lo spirito di un esploratore dell’ignoto, ho fatto quindi un giro ai Giardini Parolini nel tardo pomeriggio di sabato, senza fretta, addirittura dopo le premiazioni.
Dalle 14.30 i cosplayer si sono infatti radunati per cimentarsi in gara, valutati da una giuria di esperti, sia come singoli che come coppie che come gruppo, con una esibizione sul palco. C’è stata poi anche una prova del fuoco finale, ma fuori concorso e rivolta solo ai più temerari, al…karaoke.
Non vi parlerò di gare e di classifiche: non è stato questo lo scopo della mia incursione da totale intruso tra le presenze, alcune anche piuttosto inquietanti, di “Bassano in Cosplay”.
Mi sono semplicemente abbandonato in mezzo a questi performer, in gran parte ragazzi e ragazze, dai costumi e con i trucchi più impensabili, molti dei quali e soprattutto delle quali - un particolare che mi ha colpito, da non addetto ai travestimenti - con le lenti a contatto colorate per conferire agli occhi uno sguardo “magic” o “magnetic” a seconda dei casi.
Ho anche e inevitabilmente scattato diverse foto, che vedete qui pubblicate: tutti hanno accettato con piacere di farsi immortalare, mettendosi anche in posa di ordinanza, perché anche questo fa parte del gioco.
Ne ho beccato e fotografato qualcuno anche fuori dai Giardini Parolini, come lo strepitoso gruppetto che attraversa con totale nonchalance il passaggio pedonale di via Remondini, come se ci trovassimo a Fantasilandia.
Insomma: anche questa volta, ho visto cose…
Penso che possa bastare per questo piccolo viaggio curioso alla scoperta del mondo dei Coldplay.
Ah no, pardon, scusate: volevo dire del cosplay.
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