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SuperZaia Pedemontana
La Superstrada Pedemontana Veneta, le Olimpiadi Milano-Cortina 2026, le polemiche in consiglio regionale, l’aumento dell’Irap. Le ripercussioni politiche di un’infrastruttura che il governatore Luca Zaia ha creato a sua immagine
Pubblicato il 19 ago 2024
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Il Veneto dovrà farsene una Regione, pardon una ragione: potremmo essere (uso ancora il verbo al condizionale) all’ultimo anno della lunga era di Luca Zaia, il governatore più amato dell’universo.
Tutto dipende dagli altalenanti umori del Parlamento nazionale, dopo la bocciatura in Senato dell’emendamento della Lega sul terzo mandato dei presidenti di Regione che tuttavia, poiché in politica è possibile tutto e il contrario di tutto, potrebbe essere recuperato in extremis.
Non c’è tanto tempo a disposizione perché si voterà per le regionali fra poco più di un anno, nel settembre 2025, a meno che le elezioni non siano rimandate alla primavera del 2026.
Archivio Bassanonet
Sulla data della prossima consultazione aleggia infatti un’indicazione del Ministero dell’Interno che prolunga di sei mesi il mandato del governatore e del consiglio regionale per tutte quelle Regioni - Veneto compreso - che nel 2020 furono costrette a un turno di voto ritardato nel mese di settembre, e non a marzo, a causa dell’emergenza Covid.
In questo modo si eviterebbe il rinnovo delle amministrazioni regionali poco prima di Natale, consentendo alle amministrazioni attuali di approvare entro i termini, e cioè entro fine anno, la legge di stabilità e di bilancio.
Staremo a vedere: la questione della convocazione dei comizi elettorali è ancora “in progress”.
Ma è fuor di dubbio che se andassimo a votare nel marzo del 2026, Zaia farebbe giusto in tempo a cogliere l’occasione dell’apoteosi suprema e definitiva della sua onnipresenza e visibilità mediatica.
Vale a dire le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, in programma dal 6 al 22 febbraio, per le quali ha speso tutto sé stesso.
Sarà uno slalom gigante di orgoglio veneto e farà parte della grande festa olimpica anche un altro mantra assoluto del nostro governatore: la Superstrada Pedemontana Veneta.
Con il suo recente allaccio diretto alla A4 in quel di Montecchio Maggiore e la confluenza nel lato opposto sulla A27, ora la SPV consente difatti il transito autostradale diretto e abbreviato tra Milano e Belluno, i due poli dei prossimi Giochi Olimpici Invernali.
La rilevanza a cinque cerchi della superstrada a pedaggio viene confermata nella descrizione del progetto della SPV disponibile sul sito di OTI Nord, Osservatorio Territoriale Infrastrutture:
“L’opera è inserita nel Piano Regionale dei Trasporti della Regione Veneto, nella programmazione nazionale del Programma delle Infrastrutture strategiche e nella programmazione comunitaria (…) quale intervento parte del Corridoio Mediterraneo Est-Ovest (…) per l’identificazione delle opere infrastrutturali da realizzare al fine di garantire la sostenibilità delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026.”
Garantirà anche la sostenibilità dei Giochi Olimpici, e non ho elementi per metterlo in dubbio, ma il vero problema è la sostenibilità dell’infrastruttura stessa.
Come è noto, indipendentemente dai flussi di traffico la Regione Veneto, che incassa i pedaggi, oltre a un contributo fisso di 300 milioni di euro in contro costruzione dovrà corrispondere al concessionario privato nei 39 anni di concessione un canone di disponibilità annuale per un importo complessivo di 12 miliardi di euro.
Anche questa, a modo suo, è una specialità olimpica invernale: il salto con gli schei.
Intanto, in questo momento, il terzo mandato per i presidenti di Regione appare essere escluso.
Ne farebbe le spese anche Zaia, che in realtà è già al suo terzo mandato da governatore, dimostrando le maglie aperte della legislazione al riguardo: se si ripresentasse agli elettori nel 2025 o 2026, qualora l’attuale veto venisse rivisto, si candiderebbe per il suo quarto mandato consecutivo.
Stanti nel frattempo così le cose, la Lega sta pescando dal suo bacino di maggiorenti un ventaglio di possibili successori al soglio di Luca e fremono in tanti anche sul fronte di Fratelli d’Italia, Elena Donazzan in primis, per quanto appena eletta al Parlamento Europeo.
Se tuttavia siamo davvero ai titoli di coda dell’era Zaia, è innegabile che tra le tante cose che hanno contraddistinto i suoi quindici anni di presidenza la più significativa è proprio la Superstrada Pedemontana Veneta, “cadavere eccellente” a rischio di fallimento che la sua amministrazione ha portato a compimento e che il nostro SuperZaia ha voluto creare a sua immagine e somiglianza.
E guarda caso, proprio sulla SPV si è concentrata una accesa discussione in consiglio regionale, fatta partire lo scorso 30 luglio dalla capogruppo del Partito Democratico Vanessa Camani in sede di dibattito sul rendiconto generale dell’esercizio 2023 della Regione Veneto e proseguita a più riprese prima della pausa di metà agosto dei lavori consiliari a Venezia.
Dal fronte delle opposizioni in Regione è partito il fuoco incrociato, in particolare sulla presunta relazione tra i previsti buchi di bilancio per la Pedemontana e l’annunciato aumento dell’Irap, Imposta regionale sulle attività produttive.
Replicando a un’intervista a mezzo stampa di Zaia sulla SPV, ancora Vanessa Camani (Pd) ha attaccato il governatore che “per anni ha tacciato di disfattismo e di tradimento della causa veneta chiunque avanzasse dubbi o perplessità sulla realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta”.
“E oggi che i nodi vengono al pettine, che l’investimento che avrebbe dovuto coronare i suoi 15 anni al vertice della Regione si rivela essere un macigno di debito sul futuro della Regione e dunque dei cittadini veneti - ha proseguito -, Zaia si avventura in una penosissima marcia indietro, parlando di “opera ereditata”, di governi che avrebbero remato contro, arrivando perfino a negare che l’annunciato aumento dell’Irap non sia legato al buco di bilancio atteso per la Pedemontana.”
“Basta patetiche bugie - ha concluso Camani -. Zaia abbia un sussulto di dignità e chieda scusa per l’eredità pesante che lascia ai veneti.”
“No ad un aumento generalizzato dell’Irap, soprattutto se serve a scaricare le responsabilità per una Pedemontana fallimentare”, ha tuonato la consigliera Elena Ostanel di Il Veneto che Vogliamo.
Per Anna Maria Bigon (Pd) la Pedemontana è “un progetto fin dall’inizio dimensionato male e troppo costoso di cui il presidente ha volutamente ignorato le criticità, salvo ora cercare di affibbiare l’opera allo Stato o, in alternativa, metterla in conto ai veneti incrementando la tassazione regionale”.
“Dopo tre legislature ai vertici della Regione Veneto - ha affermato - è tempo che Zaia la finisca con i siparietti, si assuma le proprie responsabilità e renda conto ai veneti del suo deplorevole comportamento e dei danni causati.”
La maggioranza, ma più che altro la Lega in particolare si è stretta invece a coorte a difesa del proprio governatore.
Ce n’è anche per Flavio Tosi, oggi leader regionale di Forza Italia ed europarlamentare, intervenuto polemicamente sui costi della SPV e sull’aumento dell’Irap.
Gli ha risposto per le rime la vicepresidente del Veneto e assessore alle Infrastrutture Elisa De Berti:
“Ho letto con stupore le dichiarazioni di Flavio Tosi. La manovra Irap nulla c’entra con la Pedemontana: serve per investimenti in conto capitale, mentre il canone della Pedemontana viene pagato in parte corrente.”
A Tosi, già assessore regionale del Veneto, hanno duramente replicato anche Filippo Rigo, Luciano Sandonà e Giuseppe Pan, tutti consiglieri regionali del gruppo Lega-Liga Veneta.
Per la consigliera regionale Silvia Rizzotto (Lega-LV) la Pedemontana è esempio di “responsabilità e buon senso” perché “chi amministra il Veneto prende decisioni sempre per il bene dei veneti”.
Rizzotto parla di “ossessione verso il presidente Zaia” da parte delle minoranze e dichiara che sulla Superstrada Pedemontana Veneta “assistiamo da anni a ricostruzioni fantasiose, faziose e facilmente smontabili, con documenti alla mano”.
Insomma “una vera fiera di menzogne, finalizzate solo ad inventarsi pretesti per contestare Luca Zaia”.
“Per nostra fortuna - è un altro passo del suo intervento - in Veneto abbiamo un ottimo amministratore quale Luca Zaia. Il resto sono le solite scontate polemiche da ossessionati in cerca di visibilità, e questo i veneti lo capiscono. Basti ricordare che le polemiche arrivano dagli stessi che stanno raccogliendo firme contro l’Autonomia del Veneto.”
In un secondo comunicato, ancora Silvia Rizzotto ha rimarcato che la Pedemontana “è percorsa ogni giorno da settantamila veicoli”, che in autunno con l’aumento del traffico “avremo un altro boom di innesti in questa strada” e che “non è escluso che fra qualche anno dovremo ragionare su un’ulteriore nuova corsia anche per la Pedemontana.”
Morale della favola: si voterà per la Regione nel 2025 o forse nel 2026, ma è campagna elettorale già adesso.
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