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Il bassanese Renzo Masolo di Europa Verde subentra a Cristina Guarda in consiglio regionale. E sull’istituzione in Veneto della Giornata dell’Autonomia…
Pubblicato il 17 lug 2024
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E così, l’uomo che sussurra alle bici dovrà abituarsi a nuovi mezzi di locomozione.
In particolare ai motoscafi del consiglio regionale del Veneto, che dall’imbarco di Piazzale Roma consentono di arrivare in pochi minuti nella sede consiliare di Palazzo Ferro Fini sul Canal Grande, poco prima di Piazza San Marco.
Non proprio un esempio di mobilità lenta, uno dei mantra assoluti del nostro eroe, ma certamente una soluzione efficace per evitare l’accaldato affollamento del vaporetto.
Il primo intervento di Renzo Masolo in consiglio regionale
Da ieri Renzo Masolo, bassanese, 53 anni, fisioterapista all’Ospedale San Bassiano, presidente di Fiab Bassano (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) e già consigliere comunale di maggioranza dell’amministrazione Poletto, è un consigliere regionale del Veneto.
Esponente dei Verdi e primo dei non eletti della lista Europa Verde alle elezioni regionali del 2020, ha ottenuto il Green Pass per l’assemblea regionale grazie all’elezione al Parlamento Europeo di Cristina Guarda, che volando a Bruxelles e a Strasburgo gli ha lasciato libero il posto in quel di Venezia per l’ultimo anno di legislatura in Regione.
Masolo non è l’unico a subentrare nell’aula consiliare del Veneto presieduta da Roberto Ciambetti: assieme a lui ha esordito tra i banchi del consiglio anche Andrea Cecchellero, 51 anni, della Lega - Liga Veneta, ex sindaco di Posina, commerciante e già presidente dell’Unione Montana Pasubio Alto Vicentino. Cecchellero ha preso il posto di Nicola Finco, eletto sindaco di Bassano del Grappa.
Non è stato invece ancora eletto il nuovo vicepresidente del consiglio regionale, ruolo che fu di Finco fino a poche settimane fa.
Il tutto in attesa del nuovo giro di valzer che comprenderà la sostituzione in giunta regionale di Elena Donazzan, anch’essa eletta all’Europarlamento, e dell’ulteriore subentro al consigliere regionale che sarà chiamato a far parte della giunta Zaia al posto dell’assessore di Pove del Grappa in quota Fratelli d’Italia.
Gira e rigira, il territorio di Bassano e dintorni è sempre in mezzo.
“È un onore per me essere qui e una grande responsabilità che mi assumo da oggi sino al termine della legislatura”, sono state le prime parole in aula consiliare di Renzo Masolo.
Il neo consigliere regionale bassanese ha poi preannunciato l’impegno “a farsi portatore delle istanze dei cittadini e a mantenere alta l’attenzione verso le sfide ambientali, gli effetti del cambiamento climatico, la difesa della sanità pubblica, la giustizia sociale e climatica, secondo i princìpi dell’ecologia integrale, in continuità con il lavoro di chi mi ha preceduto”.
“Da padre di quattro figli - ha aggiunto -, non verrà mai meno la mia attenzione per i giovani, per le famiglie, e al dialogo con tutti.”
Ma non di soli buoni propositi e di convenevoli di insediamento vive l’uomo.
Masolo, come tutti gli altri suoi colleghi in consiglio, è stato infatti subito chiamato ad essere politicamente sul pezzo per l’unico punto all’ordine del giorno della seduta consiliare di ieri, oltre alle interrogazioni e alle mozioni.
Vale a dire la proposta di legge dei consiglieri di maggioranza, col leghista del gruppo Zaia Presidente Marco Zecchinato relatore e primo firmatario, per l’istituzione della Giornata dell’Autonomia, da celebrare il 22 ottobre nell’anniversario del referendum veneto sull’Autonomia del 2017.
Per la cronaca, dopo un ampio ed acceso dibattito la proposta di legge è stata approvata con i voti della maggioranza mentre le opposizioni, Europa Verde compresa, non hanno partecipato alla votazione in aula.
E siccome questo articolo è incentrato sul neo consigliere bassanese, riporto il giudizio condiviso dei consiglieri regionali di minoranza Vanessa Camani (Partito Democratico), Elena Ostanel (Il Veneto che Vogliamo), Erika Baldin (Movimento 5 Stelle), Renzo Masolo (Europa Verde) ed Arturo Lorenzoni, portavoce:
“La Giornata dell’autonomia è uno specchietto per le allodole. Una mossa che punta soltanto a nascondere una verità: ovvero che l'autonomia promessa ai veneti non è stata mantenuta ed è ben lontana dall'essere attuata con la legge Calderoli. Da un lato perché non vi è traccia di quel residuo fiscale basato sul concetto dei soldi del Veneto che rimangono in Veneto.”
“Contemporaneamente perché, a differenza di quanto Zaia ripete come un disco rotto, è stata smentita pure la retorica dell'attribuzione immediata ed integrale della competenza regionale su ben 23 materie - aggiungono le opposizioni -. Dedicare un’intera sessione del consiglio regionale a questa operazione di puro marketing propagandistico rasenta il ridicolo.”
Così parlarono, andando contro la corrente dei commenti entusiastici della controparte politica di centrodestra, e in particolare di Luca Zaia e della Lega, Masolo & Friends.
Si sposterà anche in motoscafo oppure a piedi su e zo per i ponti, ma intanto Renzo Masolo sta già instaurando sul Canal Grande la corsia politica preferenziale per la bicicletta.
È di oggi infatti un suo comunicato stampa nel quale annuncia di avere presentato un’interrogazione alla giunta regionale con cui chiede il ripristino della Ciclovia del Brenta.
“La Regione dimostri di avere a cuore turismo e mobilità sostenibili”, ammonisce, dal momento che “i cittadini attendono, già da troppo tempo, una soluzione concreta”.
“La ciclovia del Brenta rimane interrotta - afferma Masolo -. A distanza di mesi dalle frane che hanno coinvolto vari tratti, i cittadini lamentano il disinteresse piombato su questa infrastruttura. In una Regione che dichiara la sua vocazione turistica, uno dei settori rimasti trainanti in Veneto, nel bel mezzo dell’alta stagione, la mancata riapertura di una ciclabile che lo scorso anno ha registrato circa 700.000 passaggi univoci appare contradditoria e controproducente.”
“Il piccolo Comune di Enego ha di recente formalizzato un progetto, in autonomia, di sistemazione e messa in sicurezza della ciclabile - prosegue -. A quanto risulta, il costo dell’intervento è stimato in 200 mila euro. Possibile che i piccoli Comuni, nei limiti imposti alle loro funzioni e alle risorse a disposizione, siano costretti a pedalare in solitaria affinché non si debba attendere un anno intero al ripristino della ciclovia?”
Da qui l’interrogazione masoliana:
“Cosa intende fare la Regione Veneto, anche alla luce del Piano Regionale della Mobilità Ciclistica e della vigente Legge regionale per la Promozione del cicloturismo?”
E così Fiab.
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