Ultimora
Attualità
12 ago 2026
Uso dell’acqua potabile, scontro tra Comune e opposizione sulla crisi del Brenta
7 Aug 2026 21:04
Gardaland, 'il parco rimane aperto al pubblico'
7 Aug 2026 19:41
Maltempo in Veneto, salgono a 110 gli interventi dei pompieri
7 Aug 2026 17:44
Cappellari, 'mi sono inventato l'attentato, mi scuso con tutti'
7 Aug 2026 17:08
Nuovo incendio a pochi metri dalle attrazioni di Gardaland
7 Aug 2026 16:18
Alle Gallerie d'Italia Ferragosto a ingresso gratuito
7 Aug 2026 15:49
Uomo trovato morto in spiaggia a Chioggia, indagini in corso
7 Aug 2026 22:24
Zelensky risponde a Trump: 'Ci faremo i missili da soli'
8 Aug 2026 00:01
Fulmine colpisce sedicenne sul Monte Livata, è grave
7 Aug 2026 20:01
Il grande caldo sull'Italia, allerta per incendi al Centro Sud
Tesso e volentieri
Non ci capisco ma mi adeguo. Piccolo viaggio ai confini dell’ignoto: visita curiosa alla mostra “Tessere. Arte contemporanea” organizzata da Dif.fusione alla chiesa di San Giovanni a Bassano
Pubblicato il 12 lug 2024
Visto 11.353 volte
Lo confesso: non ho resistito.
Nella chiesa di San Giovanni a Bassano è allestita fino al prossimo 28 luglio “Tessere. Arte contemporanea”, la nuova mostra collettiva dell’associazione Dif.fusione con il puntino in mezzo.
E così, colto da un ennesimo impulso di attrazione verso l’ignoto, non ho potuto mancare di andare a visitarla.
Foto Lucrezia Pegoraro
Le odierne provocazioni della creatività artistica esercitano su di me un misterioso richiamo, per quanto quasi mai - e non sono certamente l’unico - riesca a comprenderle al volo e forse il loro valore aggiunto (ma aggiunto a cosa?) sta proprio nel fatto di essere volutamente incomprensibili o perlomeno permeate di significati nascosti.
Per questo, ogni volta che metto piede in una esposizione come “Tessere”, mi pento di quella volta che non ho comprato un libro che avevo visto esposto nella vetrina di una libreria di Padova. È stato scritto da Francesco Poli ed era intitolato “Non ci capisco niente. Arte contemporanea, istruzioni per l’uso”.
Non ci capisco, dunque, ma mi adeguo.
Dipende anche dal tipo di opera esposta.
Per le installazioni mi arrendo già in partenza: sembrano fatte apposta per installare dubbi di interpretazione e per lasciarci interdetti.
Mentre per i quadri, anche quelli apparentemente più astrusi, posso vantare un mio personale criterio di valutazione artistica altamente scientifico, validato dalle commissioni di esperti della Biennale di Venezia e del MoMA di New York.
E cioè li giudico in base a come starebbero sulle pareti di casa mia.
Va anche detto che da questo punto di vista la mostra di Dif.fusione mi viene incontro, perché l’allestimento è costituito in gran parte da dipinti.
E sotto questo particolare profilo, tra gli undici artisti contemporanei che espongono le opere a San Giovanni, quello che meglio corrisponde ai miei gusti di arredatore domestico è Tobia Ravà.
In particolare, una sua pregevole tela, pardon “sublimazione su raso acrilico”, con un bosco di alberi multicolori che si stagliano sul terreno composto da segni e da simboli numerici ispirati alla “ghematrià” delle correnti mistiche dell’ebraismo, ben si abbinerebbe alla tonalità grigia del divano del mio salotto.
Dipinti più o meno adatti per i muri di casa a parte, in mostre di arte contemporanea come questa c’è anche tanto da imparare.
Basta avere la curiosità di andare un po’ più a fondo sul percorso creativo che ha generato le opere esposte per scoprire nuovi e per noi inesplorati mondi simbolici e linguaggi espressivi, ghematrià compresa, e ghemancarià altro.
Osservo con piacere che quello di “Tessere” è un allestimento felice.
Diversamente da “Messe”, la precedente mostra collettiva d’esordio a San Giovanni dell’associazione Dif.fusione con il puntino, il cui ingresso era ristretto da una serie di pannelli divisori per poi aprirsi “a sorpresa” sullo spazio espositivo, l’immagine d’insieme della nuova esposizione appare già in tutta la sua interezza oltrepassando il portone della chiesa: Effetto Wow assicurato.
Le opere sono visivamente valorizzate da un’illuminazione adeguata e una colonna musicale ad hoc, dif.fusa nell’aere dell’ambiente espositivo con composizioni di Giorgio Salomon Piperito e di Bottega Sonora, aiuta il visitatore ad entrare nel “mood” del contemporaneo.
Curata da Claudio Brunello, Pietro Gasparotto e Aurora Sindico, su progetto grafico di Francesca De Marchi Olivieri, la mostra - grazie anche alla formula magica dell’ingresso libero - sta riscontrando un lusinghiero successo di pubblico.
La conferma del fatto che non sono l’unico ad essere attratto dal misterioso ed arcano richiamo di un’arte che erroneamente si pensa per pochi.
Che poi siano in pochi a coglierne immediatamente l’essenza, è un’altra faccenda.
Per fortuna visito la mostra accompagnato da Claudio Brunello, uno dei tre curatori, senza il quale capirei una percentuale di significati che non supererebbe la soglia minima del 3% dei voti validi.
In sintesi e in sostanza, il percorso espositivo di “Tessere” ha una sua logica nascosta e si tratta della “ricerca dell’uomo”, un po’ come il caro e vecchio Diogene con la sua lanterna nell’antica Grecia.
Uomo che “c’è e non c’è” fino alla fine.
Si parte con il grande paesaggio di “montagna incantata” di Silvia De Bastiani, natura allo stato puro dove l’uomo è totalmente assente.
Poi spuntano le prime tracce di attività umana con i segni e i numeri di Tobia Ravà e i labirinti simbolici di Saul Costa.
L’uomo ancora non c’è, ma c’è stato, negli ambienti interni ricchi di dettagli ma del tutto privi di figure umane, dipinti rispettivamente da Raffaele Minotto e da Carlo Martini: sontuose sale di ville nobili per il primo, stanze dismesse di luoghi abbandonati per il secondo.
La natura e la sostenibilità a fronte dei cambiamenti climatici causati anche dall’uomo sembrano quasi urlare dalle opere di Silvia Canton, realizzate con materiali recuperati dagli alberi schiantati dalla tempesta Vaia.
L’uomo compare alla fine del percorso, nei dipinti di Memo Vanzo, ma è una figura ambigua e distorta, alla ricerca di una propria identità.
Un genere umano ancora incompleto, come ammoniscono le sagome di lamiera appena accennate di Andrea Meneghetti che con abile gioco di luce si sdoppiano nelle loro ombre.
Possiamo finalmente spegnere la lanterna. Ma non del tutto.
Perché ci sono ancora le installazioni, quelle che se non hai il curatore della mostra che te le spiega rimarrebbero inspiegabili.
Come quella al centro dell’esposizione: il cerchio di sedie bianche e di sedie nere firmato da Giuliana Cobalchini, anche qui senza la presenza degli uomini, dove su ogni sedia compare una diversa figura geometrica creata con aghi chirurgici.
È l’allegoria dell’assenza di dialogo, del bianco contro il nero a prescindere, delle differenti opinioni che in realtà mai si incontrano e sono anzi sempre pronte a pungere, senza mai ricercare una forma geometrica di pensiero in comune.
Per non parlare della grande installazione sull’altare di San Giovanni, originale assemblaggio delle opere di quattro artisti.
Su un lato, l’inquietante lupo di Alberto Salvetti sembra quasi essere messo a guardia della natura che reclama il suo spazio. Al centro, la sagoma accennata in lamiera di “Afrodite dopo il bagno” di Andrea Meneghetti guarda “Il grande nido” di Giuliana Cobalchini, con un buco nero al centro che rappresenta il mistero della religione al di là del credo di ciascuno. Sul lato opposto, quattro automi “cyberpunk” di Franz Chi sembrano del tutto alieni dal bisogno di spiritualità dell’uomo e un piccolo monitor ai loro piedi è privo di segnale.
Che cosa vorrà dire, complessivamente, cotanta unione di messaggi cifrati?
Vuol dire tutto ciò che ciascuno di noi è libero di comprendere delle quattro provocazioni artistiche messe assieme.
Lo conferma anche il famoso critico d’arte contemporanea Ago Capìo.
A proposito: “Tessere” come infinito del verbo “tessere”, per trovare e ricucire il filo conduttore tra un’opera e l’altra, oppure come “tessere” di un mosaico rompicapo da ricomporre?
A voi la scelta.
Per quanto mi riguarda, tesso e volentieri.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Attualità
05 ago 2026
Bassano-Bardolino per la Cultura 2029: i dati del turismo aprono il confronto veneto
Visto 11.266 volte
Geopolitica
06 ago 2026
Il Myanmar tra la guerra civile e gli interessi strategici dei Paesi vicini
Visto 6.595 volte
Politica
07 ago 2026
Provincia di Vicenza, oltre 70 sindaci firmano il patto per la "Casa dei Comuni"
Visto 4.187 volte
Attualità
10 ago 2026
Parcheggi, solo un posto riservato ogni due permessi nel centro storico
Visto 3.177 volte
Politica
07 ago 2026
Futuro Nazionale conferma il sostegno all'amministrazione Finco
Visto 1.783 volte
Politica
08 ago 2026
Luminarie e bilancio a Bassano: commercianti e cittadini verso una quota volontaria
Visto 1.541 volte
Politica
09 ago 2026
Candidatura culturale e scontro sulle iniziative: l'attacco di Poletto alla Giunta Finco
Visto 796 volte
Politica
08 ago 2026
Mostra dei Presepi a San Giovanni: dietrofront della giunta e critiche dell'opposizione
Visto 743 volte
Musica
11 ago 2026
Asiago Live attende Cristiano De André, Nigiotti, Panariello e The Kolors
Visto 663 volte
Attualità
02 ago 2026
Rondò Brenta, un quartiere che cambia: «Non siamo il Bronx di Bassano, qui si vive bene»
Visto 23.379 volte
Attualità
13 lug 2026
Crisi idrica: il Brenta resta a secco, il Veneto dichiara l'emergenza
Visto 22.398 volte
Politica
17 lug 2026
Bassano dice sì al ddl Sicurezza: arrivano le multe ai genitori e il fermo per i minori
Visto 22.375 volte
Politica
26 lug 2026
Futuro Nazionale nomina il primo direttivo cittadino di “destra pura”
Visto 22.079 volte
Politica
18 lug 2026
Elezioni provinciali di Vicenza: l'appello dei nove grandi Comuni per un listone unitario
Visto 21.808 volte
Politica
24 lug 2026
Il progetto del Tribunale della Pedemontana approda alla Camera
Visto 21.539 volte
Cronaca
17 lug 2026
PFAS, uova dieci volte oltre i limiti: il Pd chiede alla Giunta i dati dei monitoraggi
Visto 21.420 volte
Politica
22 lug 2026
Tribunale della Pedemontana: «Alcuni sindaci non possono riscrivere la storia»
Visto 21.064 volte
Politica
22 lug 2026
I comuni fanno squadra sul digitale: investimenti per non lasciare indietro nessuno
Visto 20.875 volte









