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Dopo la presentazione in commissione del progetto dell’Hub Urbano Cultura e Innovazione, le minoranze convocano la stampa davanti alla Mazzini. “Deve rimanere una scuola. Se l’amministrazione non se ne rende conto, è un grave problema”

Pubblicato il 13 mag 2021
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“Cauta e parziale apertura” sulle idee progettuali per l’ex Convento Santa Chiara, totale dissenso invece nei confronti di ciò che si vuole fare della Scuola Mazzini.
Nel Day After della commissione congiunta per la presentazione del concept progettuale dell’“Hub Urbano per la Cultura e l’Innovazione”, di cui ho dato ampio resoconto nell’articolo precedente, le minoranze consiliari convocano la stampa nel giardino pubblico davanti alla Mazzini. Il luogo deputato e insieme simbolico di quella che sta ormai diventando la questione centrale dell’era Pavan.
“Ieri sera in commissione congiunta è stato presentato lo studio per il quale l’amministrazione comunale ha speso oltre 100mila euro - esordisce il capogruppo di Bassano Passione Comune Angelo Vernillo -. Su questo progetto l’amministrazione Pavan ha già perso due anni, perdendo il contributo di Fondazione Cariverona, senza avviare un processo partecipativo con la città e senza affrontare la questione della viabilità. Riguardo alla Scuola Mazzini, non c’è alternativa: deve rimanere una scuola. Se l’amministrazione non se ne rende conto, è un grave problema.”

I consiglieri di minoranza davanti alla Mazzini (foto Alessandro Tich)


L’ex sindaco Riccardo Poletto lancia “una controproposta”. “La proposta di costruire a Santa Chiara un polo dell’ingegno veneto col Museo dell’Automobile, facendo una piazza della restante parte, è interessante - dichiara -. Fare invece della scuola un museo naturalistico è un errore da tanti punti di vista. Anzi, va pensata la prospettiva di creare un unico polo scolastico. La proposta è quella di portare la Vittorelli al di qua della strada, per fare un unico istituito comprensivo con la Mazzini.” Poletto, in vena di controproposte, ne lancia anche una seconda. “Per realizzare il museo naturalistico la sede ideale è Palazzo Bonaguro - afferma -. Sarebbe un’occasione d’oro per portare flussi turistici in Angarano e in destra Brenta.”
L’ex sindaco tira inoltre fuori dai cassetti della memoria il Masterplan Bassano 2020: il “piano di indirizzo per il futuro della città” elaborato nel 2011 con spirito volontario (gratuito) dagli architetti Massimo Vallotto e Antonio Guglielmini, quest’ultimo attualmente consigliere comunale di maggioranza. “Quel Masterplan - ricorda - indicava la valenza strategica dell’asse dei musei est-ovest, e non nord-sud. Fare il museo a Palazzo Bonaguro significherebbe anche valorizzare il Ponte che diventerebbe il centro della città. Il Ponte che è stato restituito alla sua bellezza, a parte il pavimento.”
“Riguardo alla presentazione in commissione dell’ipotesi progettuale - conclude Poletto - ci aspettavamo più di un’alternativa, per proporre ai bassanesi almeno un’opzione 1 e un’opzione 2.”

“Oltre 100mila euro di incarico per avere solo “idee che possono essere cambiate dalla città”. È un po’ pochino - critica Roberto Campagnolo del Gruppo Misto -. Non c’è tanta novità: il Santa Chiara è già stato un teatro all’aperto con Operaestate e il Museo dell’Automobile era già previsto come secondo stralcio. E non avendo più i soldi, spunta fuori adesso il progetto del museo naturalistico con la passerella ciclo-pedonale.” “Sul Santa Chiara è stata persa un’opportunità - continua l’ex vicesindaco -. È stato perso un percorso amministrativo che si doveva portare avanti, anche se con un progetto da rivedere. Oggi siamo di nuovo all’anno zero. Non ci sono più i soldi e c’è solo un’idea su cui dobbiamo discutere.”
“La Mazzini è e deve restare la scuola del centro storico - rimarca Campagnolo -. Sul Santa Chiara vediamo cosa hanno in mente di fare. Bisogna avviare un percorso vero di discussione coi portatori di interesse della città, con l’Urban Center, coi professionisti bassanesi.”

La parola passa quindi ad Oscar Mazzocchin. Ricordo ancora quando, in uno dei primi consigli comunali dell’amministrazione Pavan, il capogruppo di Bassano per Tutti aveva espresso in un suo intervento - per primo in assoluto - il timore che la Scuola Mazzini, sottoposta ai lavori ancora in corso di adeguamento e di sistemazione, “potesse non essere più destinata alla funzione scolastica”, secondo le voci che cominciavano a girare.
E ricordo anche come in quella occasione, dai banchi della maggioranza, erano arrivate reazioni, tra il sorpreso e il divertito, appartenenti alla categoria “ma cosa cavolo stai dicendo”. Gli va pertanto riconosciuta la paternità della profezia che si sta avverando adesso. Oscardamus.
“Questo è uno schiaffo alle future generazioni - dichiara Mazzocchin -. Dove troveranno questi 20 milioni? Per trovarli, indebiteranno il futuro delle generazioni per i prossimi 25 anni.” Poi allarga il tiro, chiedendo all’amministrazione quali idee abbia sulle altre grandi questioni riguardanti il patrimonio pubblico, in particolare l’acquisizione del Teatro Astra di cui non si hanno più recenti notizie.

Paola Bertoncello parla sempre con voce un po’ dimessa, ma quello che dice contiene spesso qualche motivata frecciatina, indirizzata ad arte. È lei a ricordare che il direttore del MuSe Michele Lanzinger, che ieri sera ha “bocciato” il vecchio progetto ormai finito alle ortiche del Polo Museale Santa Chiara, in occasione della visita della delegazione della città di Bassano al MuSe a Trento nel settembre 2015 aveva invece espresso positivi apprezzamenti a riguardo del medesimo, dimostrando un atteggiamento “completamente diverso”.
E il vostro umile cronista, che era pure andato al MuSe al seguito di quella delegazione, ve lo può confermare. Misteri dei cambi di opinione a statuto speciale.
“Il progetto per la Mazzini ci ha lasciato basiti - dichiara la consigliera del PD, nonché già preside scolastica di lungo corso -. Questa è la scuola di Bassano e dei bassanesi e tale deve rimanere. Ad essa si può integrare la Vittorelli e se vogliamo anche la scuola dell’infanzia Monumento ai Caduti per fare il nuovo polo scolastico della città.”
“La passerella ciclo-pedonale tra la Mazzini e la Vittorelli non risolverebbe il problema della viabilità - conclude -. Fare il museo naturalistico all’interno di Palazzo Bonaguro sarebbe didatticamente perfetto.”

Da piazzale Trento (la città del MuSe) per il momento è tutto, a voi la linea.

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