Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 13-05-2017 23:02
in Attualità | Visto 1.502 volte
 

L'Adunata del Brenta

Alla vigilia della grande Adunata del Piave a Treviso, piccolo reportage tra gli Alpini in visita al “loro” Ponte malandato

L'Adunata del Brenta

Foto Alessandro Tich

Domani è il giorno della grande Adunata del Piave di Treviso. Ma oggi è stato anche il giorno della piccola Adunata del Brenta di Bassano.
Tante le Penne Nere che, singolarmente o a gruppetti, hanno fatto “pellegrinaggio” sul Ponte degli Alpini prima di trasferirsi nel vicino capoluogo della Marca.
Era previsto, e così è stato. Anzi, di più del previsto.
“L'utenza alpina è stata oltre le previsioni - conferma Sandro Chiminello della “Taverna al Ponte” -. Tutti molto gentili e molto riconoscenti, nel ricordo dell'accoglienza all'Adunata Nazionale degli Alpini di Bassano nel 2008.”
Ma il Ponte, come ben sappiamo, non è quello del 2008.
Un avviso affisso dal Comune all'entrata del manufatto sulle transenne di cantiere informa: “Carissimi Alpini. Benvenuti a Bassano del Grappa, sul Vostro Ponte, progettato da Andrea Palladio. Il Monumento protagonista della splendida Adunata del 2008 è attualmente in fase di restauro per consolidarlo e restituirlo all'antico splendore.”
Vedere tanti cappelli con la penna che transitano nelle due corsie pedonali (che saranno smantellate da mercoledì prossimo) fa comunque un certo effetto.
C'è chi la prende allegramente: mentre faccio un giro di perlustrazione nel pomeriggio, alla Grapperia Nardini un gruppo di Alpini, già in preda agli spiriti del distillato della fiction, intona (si fa per dire) l'inevitabile “Sul Ponte di Bassano”.
Altri transitano sotto i ponteggi con più religioso silenzio. Per tutti, comunque, è un piccolo choc. Perché una cosa è sapere che il Ponte è malandato, e un'altra vederlo con i propri occhi. È come andare a trovare un vecchio zio, a cui si è molto affezionati, di cui si sa che è in cattive condizioni di salute e poi trovarselo di fronte pieno di acciacchi, di bende e di cerotti.
“È un peccato, in queste giornate qua - mi dice un Alpino da Cuneo -. Però, se lo devono mettere a posto, ben vengano i lavori.” Le Penne Nere cuneesi mi chiedono quando dureranno i lavori. “Due anni”, rispondo io, ben sapendo che il cronoprogramma prevede un cantiere di due anni e mezzo. “Due anni? È troppo!”, è la loro reazione.
Altri Alpini da Palazzolo sull'Oglio (Brescia) leggono l'avviso del Comune ma fanno un po' di confusione: “Nove anni fa il Ponte era già così e avevano progettato il restauro. Stiamo vedendo che è ancora qua.”
“Vedere il Ponte così fa un po' male perché non lo possiamo apprezzare - è il sentimento di un iscritto dell'ANA di Guardiagrele, in provincia di Chieti in Abruzzo, sotto la Majella -. Il suo fascino, però, ce l'ha sempre.”
Realistico, e spiritoso, un Alpino della nostra provincia, da Valdastico: “Non è la stessa cosa. Ricordo l'Adunata di qualche anno fa, piena di gente. Ma gli anziani hanno bisogno di un po' di restauro.”
È l'omaggio definitivo al vecchio zio malandato. Sperando che, dopo due anni e mezzo di terapia, guarisca per davvero.