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Crisi a Rossano Veneto, Lorenzo Bisinella rompe il silenzio
Il consigliere spiega le dimissioni che hanno fatto cadere la Giunta Zonta: criticità irrisolte, rapporti deteriorati e un Comune già fermo da mesi. «Il commissario? Può rimettere ordine»
Pubblicato il 13 apr 2026
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Dopo settimane di tensioni politiche culminate con le dimissioni di sette consiglieri e la caduta della Giunta Zonta, interviene anche Lorenzo Bisinella.
Il consigliere, la cui scelta è stata determinante per il commissariamento del Comune, respinge l’idea di una decisione improvvisa o frutto di accordi sottobanco.
Nella sua ricostruzione emergono criticità amministrative irrisolte, difficoltà nei rapporti interni e un clima politico definito “deteriorato”.
L’ex consigliere di maggioranza, Lorenzo Bisinella.
Lo abbiamo incontrato per raccogliere la sua versione dei fatti.
Consigliere Bisinella, come ha accolto le dichiarazioni arrivate negli ultimi giorni dai membri dell’ex Giunta?
«Nei giorni scorsi ho avuto modo di ascoltare, con sorpresa e rammarico, le dichiarazioni rilasciate da alcuni membri dell’ex Giunta Rossanese. Le parole espresse dal Sindaco nei miei confronti risultano inappropriate e non gli fanno onore. Pur comprendendo, almeno in parte, il momento di difficoltà, tali affermazioni non trovano giustificazione e contribuiscono unicamente ad alimentare un clima di tensione che non è stato adeguatamente gestito, né durante la fase iniziale dell’amministrazione né successivamente, con la nuova maggioranza.»
C’è stato anche un elemento personale nella sua decisione?
«Desidero precisare che non nutro alcun risentimento personale nei confronti degli ex colleghi, ai quali riconosco rispetto sul piano umano; tuttavia, sul piano amministrativo, si è evidenziata una carenza nella capacità di affrontare e risolvere tempestivamente le principali criticità del territorio.»
Quali sono, nel concreto, le criticità che l’hanno portata a questa scelta?
«Mi riferisco ad esempio alle questioni relative all’Asilo e alla Piazza, ambiti nei quali sono state avviate vertenze su più fronti e per le quali non si prevede una conclusione a breve termine. Sostenere il contrario rischia di generare ulteriori aspettative non realistiche nella cittadinanza. Il tempo è una inesorabile fonte di verità ed i risultati di questi quasi tre anni di amministrazione Zonta sono sotto gli occhi di tutti e sono pari a zero.»
Si poteva intervenire diversamente in questi anni?
«Con interventi semplici e tempestivi si sarebbero potute sostenere le attività presenti nell’area della piazza; allo stesso modo, non è stata adeguatamente considerata la necessità di migliorare l’organizzazione della scuola dell’infanzia, attualmente condivisa con la scuola primaria, situazione che ha generato disagi più volte segnalati dai genitori. Si tratta di problematiche ordinarie che hanno contribuito a generare un clima di diffidenza e una progressiva perdita di fiducia degli ex amministratori. Non ammetterlo vuol dire mentire a sé stessi e mancare di rispetto al paese.»
Un altro nodo riguarda i rapporti con la Parrocchia. Qual è la sua valutazione?
«Rilevante è inoltre la questione relativa ai rapporti con la Parrocchia, per la quale un accordo risulta ancora ben distante. In tale ambito non si è registrata in tutti questi mesi una sola azione concreta del Sindaco volta a favorire il dialogo tra le parti, dove i rapporti umani dovrebbero prevalere su ogni altro aspetto tecnico.»
Il Sindaco ha parlato di perdita di contributi e bandi. Cosa intende chiarire?
«Il Sindaco ha parlato di “perdita” di contributi e bandi, probabilmente si riferiva agli ultimi importanti contributi persi e non ancora risolti per la sua inefficienza politica, ovvero dei bandi andati a vuoto per le medesime motivazioni, come ad esempio l’ultimo sugli arredi scolastici a favore delle scuole dell’infanzia che avrebbero portato una importante somma economica a favore dell’utenza scolastica del paese.»
Il timore è che il commissariamento possa bloccare il Comune. È così?
«L’affermazione secondo cui l’arrivo di un Commissario comporterebbe una paralisi dell’attività amministrativa appare fuorviante. Il paese è già fermo da moltissimi mesi, al momento è come una macchina rotta senza un pilota. Con l’arrivo del commissario avremo finalmente un pilota, che sono sicuro saprà rimettere presto in strada la macchina e garantire la gestione ordinaria dell’ente, contribuendo a ristabilire le condizioni di funzionalità amministrativa.»
Le sue dimissioni sono state definite improvvise. Come risponde?
«Risulta altresì sorprendente definire le mie dimissioni un evento improvviso. Già dalla fine del 2025 non partecipavo più alle maggioranze, al Consiglio Comunale di fine anno mi sono astenuto sull’approvazione del bilancio di previsione ed al successivo sono uscito senza partecipare alla discussione. In questi mesi non ho mai ricevuto una sola chiamata dall’ex primo cittadino che non si è mai preoccupato di verificare la stabilità della sua maggioranza, ignorando, come spesso è accaduto in tanti altri frangenti, il problema. Problema peraltro ben evidente all’interno di tutta la maggioranza.»
Quando ha comunicato la sua decisione al Sindaco?
«Durante l’incontro che ho finalmente avuto con il Sindaco il 27 marzo 2026 ho spiegato tutte le motivazioni della mia personalissima scelta, e sottolineo senza accordi pregressi e senza alcuna influenza altrui, riportando semplicemente fatti tangibili e sotto gli occhi di tutti, chiarendo in modo inequivocabile che la mia intenzione era quella di una cessazione anticipata di tutto Consiglio Comunale.»
Cosa rappresenta, a suo avviso, questa fase per Rossano Veneto?
«Ignorare tutte queste critiche situazioni, unitamente al malcontento generale e diffuso dei cittadini, avrebbe potuto compromettere il futuro dell’ente e dell’intera comunità Rossanese. L’arrivo di un commissario garantirà l’ordinarietà che Zonta non ha saputo gestire, oltre a poter affrontare con praticità le diverse ed importanti questioni ancora aperte, e concludere le opere in corso e quelle in fase di avvio, se correttamente programmate e finanziate, con l’unico obiettivo di tutelare gli interessi dei cittadini e restituire ai futuri amministratori un paese in ordine e disintossicato dalle continue beghe politiche che hanno tristemente caratterizzato il paese negli ultimi mesi.»
Il suo auspicio conclusivo?
«Auspico dunque, dopo un periodo di evidente smarrimento, un rapido ritorno alla quotidianità, alla serenità ed educata “vivacità” per la quale Rossano Veneto si è sempre contraddistinta negli anni.»
Le dichiarazioni di Lorenzo Bisinella delineano la sua posizione rispetto alla crisi amministrativa, indicando nelle dimissioni l’esito di un percorso maturato nel tempo e legato a criticità che, secondo quanto afferma, non hanno trovato soluzione.
Una scelta che il consigliere rivendica come autonoma e assunta in buona fede, con l’obiettivo – nelle sue parole – di tutelare gli interessi della comunità e il futuro del paese.
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