Ultimora
8 Mar 2026 19:33
Kiev, no ai russi in Biennale. Il caso artisti italiani assenti
8 Mar 2026 13:27
Perathoner nello snowboard primo oro italiano alle Paralimpiadi
8 Mar 2026 13:01
8 marzo: a Milano il murale diTvboy per Giulia Cecchettin
8 Mar 2026 12:28
Elena Curtoni vince il superG Val di Fassa, Zenere terza
8 Mar 2026 11:34
Recupero notturno di due escursionisti sul Monte Baldo in Trentino
9 Mar 2026 00:29
Enorme incendio alla stazione centrale di Glasgow
8 Mar 2026 23:53
La guerra in Medio Oriente - La cronaca dell'8 e 9 marzo LIVEBLOG
9 Mar 2026 00:22
Indian Wells: Paolini agli ottavi, Sinner in campo contro Shapovalov
Con il nome che porta, Sigfrido, era destinato a combattere i draghi.
Sono i draghi (con la “d” minuscola, ci tengo a precisare) della politica, dell’affarismo, della grande industria, delle connivenze con la malavita, dei signori della guerra: quelli che sputano il fuoco dei poteri forti, sul piano nazionale ed internazionale.
Ma lui, indossando la tuta ignifuga dell’onestà professionale, è sempre riuscito ad andare a fondo nel suo compito di indagare la verità. Nonostante querele, denunce, minacce, interrogazioni parlamentari nei suoi confronti e persino falsi dossieraggi sul suo conto.
L’incontro con Sigfrido Ranucci alla Libreria Palazzo Roberti
Sigfrido Ranucci, grande giornalista d’inchiesta e conduttore di Report, è l’incarnazione di quello che dovrebbe essere lo scopo e anche la missione della nostra professione: quello di non dover rispondere a nessuno del tuo lavoro, se non al tuo direttore responsabile e soprattutto al pubblico che ti legge o che ti guarda in televisione.
E il pubblico lo sa, lo percepisce e lo apprezza, vista la grandissima partecipazione all’appuntamento con Ranucci alla Libreria Palazzo Roberti in città.
Salone centrale e salette laterali al piano nobile in “tutto esaurito” già mezz’ora prima dell’inizio dell’incontro, tanta gente rimasta al piano terra e tante altre persone sedute sulle scale per seguire la diretta video della conversazione con l’autore, trasmessa su uno schermo.
Anche chi non è riuscito a prendere posto al piano di sopra rimarrà fino alla conclusione, quando potrà finalmente salire nel salone dell’incontro per non perdersi il rito del firmacopie, con una lunga fila di ammiratori in paziente attesa di avvicinarsi a Sigfrido Ranucci per farsi autografare con dedica una copia del suo libro.
Il libro si intitola “La scelta”, è edito da Bompiani ed è il coraggioso autoritratto di un uomo che racconta la nascita, lo sviluppo e le incredibili vicissitudini di alcune tra le sue più importanti inchieste giornalistiche.
Tra queste c’è anche il suo scoop mondiale del reportage sull’uso delle armi chimiche da parte degli americani nella strage di Fallujah in Iraq, realizzato quando ancora lavorava per Rai News 24.
Anche se, e da giornalista che vive e lavora in Veneto è la cosa che più mi ha colpito perché non la conoscevo, uno dei momenti più difficili vissuti da questo professionista dell’informazione che ne ha viste di ogni - dalla guerra in Bosnia allo tsunami a Sumatra e alle macerie delle Torri Gemelle nel giorno successivo al crollo - è stata la vicenda che nel 2014 lo ha visto contrapposto all’allora sindaco di Verona Flavio Tosi, che aveva fatto di tutto per screditarlo e per bloccare un’inchiesta giornalistica che lo riguardava.
Il conduttore di Report è una persona cordialissima.
Prima dell’incontro, accompagnato dai due uomini della scorta, visita la Libreria con Lavinia Manfrotto, una delle tre sisters di Palazzo Roberti, a fargli da cicerone.
In mezzo agli scaffali coi libri la gente lo riconosce, vuole parlargli, si fa firmare il libro già comprato per l’occasione, chiede di fare una foto con lui. E lui accetta volentieri, non si tira mai indietro, sempre sorridente e disponibile.
C’è anche il vostro umile cronista: il mio compito è quello di intervistare l’atteso ospite nell’incontro di presentazione del libro, che sarà un grande successo grazie all’intervento dell’autore, in grado di catalizzare l’attenzione del pubblico come se al posto del tavolo ci fosse un teleschermo.
Prima di iniziare la conversazione davanti alla folta platea, ci ritiriamo per qualche minuto in una sala della Liberia non aperta al pubblico per concordare due o tre cose in vista dell’incontro.
Sul pavimento, sotto una finestra, è appoggiato un treppiedi Manfrotto. Ranucci lo riconosce subito: è stato il primo giornalista Rai ad usare la telecamera per le sue inchieste e proprio quel treppiedi Made in Bassano è stato un suo prezioso strumento di lavoro.
Terminato invece l’incontro, mister Report trova anche il tempo e il modo di concedermi una breve intervista, nella quale, essendo colleghi, ci diamo del tu.
Sigfrido Ranucci, cosa significa essere oggi un giornalista d’inchiesta?
Intanto devi avere la capacità di fare lo slalom tra le fake news che viaggiano sulla rete. Perché oggi il serbatoio più grande d’informazione è la rete, che è un grande strumento di libertà ma io la definisco una sorta di bibliotecario ubriaco che non sai quale notizia vera e certificata può darti. Manca chi ti dice che quella notizia è “Doc” perché l’algoritmo gira in una maniera tale da privilegiare la notizia più interessante, cioè quella che è più cliccata, piuttosto che quella più verificata.
Sulla base però della tua esperienza, qual è il prezzo da pagare?
Intanto il prezzo da pagare è alto, perché in un mondo globalizzato le reazioni che si hanno possono venire da vari gruppi anche stranieri e tu lo percepisci solamente alla fine. Per contrastare oggi i poteri politici, imprenditoriali, farmaceutici, devi essere strutturato e prepararti ad affrontare qualcosa che è globalizzato. E quindi è importante avere anche l’umiltà di essere solamente la pedina di un gruppo giornalistico, che può essere quello di un consorzio giornalistico. Oggi qui in Italia c’è poco utilizzo di consorzi giornalistici internazionali. In America, se tu pensi, ci sono invece alcuni consorzi che hanno ricevuto addirittura il Premio Pulitzer. Qui vengono considerati, spesso anche dalla giustizia, come una sorta di enclave clandestina che dà o mette a disposizione notizie quasi rubate o acquisite illegalmente, attraverso i propri archivi o i propri database. Credo che ci voglia un cambio rivoluzionario da questo punto di vista, un approccio diverso al ruolo del giornalista, alla capacità di utilizzare determinati strumenti.
Noi come telespettatori abbiamo un’immagine forse stereotipata di una Rai lottizzata, in mano alla politica. Come è possibile che esista una trasmissione come Report?
Report ha intanto una storia incredibile, circa trent’anni di storia. E ha avuto il pregio, la capacità e la forza di rimanere fedele a sé stesso: cioè il romanzo fedele dei fatti, in base all’intuizione e all’idea di Milena Gabanelli. Io oggi sono semplicemente un custode di questo Dna. Dopodiché, la lottizzazione in Rai c’è sempre stata. È ovvio che uno possa auspicare che vengano cambiati i criteri di assegnazione delle responsabilità solo in base alla meritocrazia e non all’appartenenza politica. Tuttavia io credo che il problema più grande - fatta salva la lottizzazione che c’è, c’è stata e credo purtroppo continuerà ad esserci - sia quello della qualità di chi dirige e di chi è responsabile e autore di un programma. E poi, sicuramente, per svincolarla dalla politica ci vuole la riforma della Rai perché oggi è consegnata mani e piedi alle decisioni politiche, anche nelle risorse finanziarie. Quando invece l’Europa ci dice che dovremmo fare il contrario.
Che impressioni ti porterai di Bassano del Grappa tornando a Roma?
È una cittadina che mi ha incantato, un po’ per il tipo di atmosfera che c’è. Una di quelle atmosfere che ti colpiscono e ti entrano nell’anima. Ho la sensazione di un’acqua cheta che butta giù i ponti, a proposito del Ponte di Bassano. E poi il tantissimo affetto della gente. Tu pensi che sia gente fredda, un po’ riservata. E invece ho trovato un calore incredibile nell’incontro di oggi in Libreria, animato da tre libraie straordinarie, le sorelle Manfrotto, che anche nel nome mi ricordano la mia attività, perché il padre Lino ha inventato questo treppiedi che è stato straordinario e utilissimo nella realizzazione delle mie inchieste.
Così scrive Sigfrido Ranucci all’inizio del suo libro, che parla anche di incontri con alcune persone appartenenti al mondo della vita quotidiana - il vagabondo, il tassista, la insegnante di sostegno, eccetera - che poi avrebbero giocato un ruolo nella conduzione delle sue inchieste:
“Ogni persona che passa nella nostra vita ha un compito. Chi se ne va ha finito il suo. Ma tutte le persone che incontriamo nella vita ci insegnano qualcosa. Alcune persino a non essere come loro.”
Ebbene: questo incontro così interessante e così diretto, dal punto di vista umano e professionale, mi ha davvero insegnato qualcosa.
E qui finisce, egregi lettori, il mio Reportich.
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Il 09 marzo
- 09 mar 2025Turisti per causa
- 09 mar 2025Distruzione per gli adulti
- 09 mar 2025E io pago?
- 09 mar 2024Il Fratello maggiore
- 09 mar 2024Epicentro
- 09 mar 2023Nel regno delle scarpanse
- 09 mar 2023Palp Fiction
- 09 mar 2022Larga la foglia, stretta la via
- 09 mar 2022Canova e la Pace
- 09 mar 2021Caso Clinico
- 09 mar 2020The Police
- 09 mar 2020Se ci sei batti un colpo
- 09 mar 2020“Comunicazione ai bassanesi”
- 09 mar 2019Brolo Star
- 09 mar 2018Altro che mezzo e mezzo
- 09 mar 2018Viva l'Italia
- 09 mar 2017Il Culturista
- 09 mar 2016Santa Sede Spa
- 09 mar 2016E un Alpino veglierà sul Ponte
- 09 mar 2015Carte false alla Motorizzazione
- 09 mar 2014Multisala 5 Stelle
- 09 mar 2012Ros@' svela il suo candidato sindaco: è Alfio Piotto
- 09 mar 2012Tesoreria Unica: azione legale del Comune di Rosà
- 09 mar 2012Etra: incontri a macchia d'olio
- 09 mar 2012Il “front office” della salute
- 09 mar 2011“Profughi libici a Bassano”. E la Lega insorge
- 09 mar 2011Lettere di solidarietà alla scuola
- 09 mar 2011Il governo “inciampa” sugli alpini
- 09 mar 2011“Il tricolore ai consiglieri di Bassano”
- 09 mar 2011Via porci lunghi
- 09 mar 2009Parte il Centenario della Scuola "Mazzini"
Più visti
Geopolitica
03 mar 2026
Possibile vertice tra Corea del Nord e Stati Uniti in Cina
Visto 13.934 volte
Attualità
05 mar 2026
La Fiamma Paralimpica attraversa Bassano: città mobilitata per il passaggio dei tedofori
Visto 8.122 volte
Attualità
03 mar 2026
Bassano rafforza la divisa: cinque nuove forze per ridisegnare la sicurezza urbana
Visto 7.834 volte
Attualità
06 mar 2026
Tempio Ossario, il cantiere riapre: Bassano prova a voltare facciata
Visto 6.667 volte
Incontri
03 mar 2026
Diario di un trapezista: Sigfrido Ranucci si racconta al Teatro Remondini
Visto 5.709 volte
Attualità
01 mar 2026
Asparago-gate: “Serve più dialogo tra produttori e ristoratori”
Visto 18.227 volte
Politica
17 feb 2026
Fine vita, tra diritto e coscienza: la necessità di un confronto maturo
Visto 15.759 volte
Attualità
11 feb 2026
Giorno del Ricordo: Bassano del Grappa commemora le vittime delle foibe in via Vittorelli
Visto 15.365 volte
Attualità
16 feb 2026
Referendum 2026, non solo un "Sì" o un "No": la sfida della consapevolezza
Visto 14.747 volte
Geopolitica
03 mar 2026
Possibile vertice tra Corea del Nord e Stati Uniti in Cina
Visto 13.934 volte
Politica
22 feb 2026
Assistenza agli anziani, i Comuni al limite: dal Pd appello alla Regione
Visto 13.529 volte



