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Quartiere Zen
Conclusi gli incontri di ascolto della lista civica “È il momento” con i 22 quartieri bassanesi. Emersi diversi “spunti concreti” da integrare nei tavoli di lavoro per costruire “il programma di governo della città nei prossimi anni”
Pubblicato il 18 mar 2024
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Il quartiere Zen, anzi la ZEN (Zona Espansione Nord), è un grande quartiere popolare di Palermo.
Nulla a che vedere, ovviamente, con i 22 quartieri di Bassano del Grappa.
Ma un po’ di Zen ha fatto la sua comparsa anche nei nostri rioni cittadini. Merito degli incontri nei quartieri di Bassano promossi dalla lista civica “È il momento” (anche se la grafia giusta, come da comunicati stampa, sarebbe “è IL MOMENTO”) di cui Gianni Zen è il candidato sindaco.
Il candidato sindaco di ‘È il momento’ Gianni Zen durante l’incontro con quartiere Angarano (foto Edoardo Bombagi)
Si è infatti conclusa la “fase dell’ascolto” della lista promossa dai giovani, ma che non ama essere chiamata la “lista dei giovani”, focalizzata in una serie di incontri con i residenti dei 22 quartieri cittadini.
Ne sono emerse varie questioni e tematiche, assieme a diversi “spunti concreti”, che saranno oggetto di ulteriori approfondimenti per l’elaborazione del “programma di governo della città nei prossimi anni”.
Il tutto riassunto in comunicato stampa trasmesso oggi in redazione, che pubblichiamo di seguito.
COMUNICATO
Un ascolto attento e profondo, non di facciata: questo l’obiettivo che ci ha portato ad incontrare i 22 quartieri bassanesi con diversi appuntamenti itineranti cominciati a metà febbraio e conclusi sabato 16 marzo. Sono state numerose le persone partecipanti e diverse le tematiche affrontate: i cittadini hanno potuto condividere I loro pensieri sulla vita del quartiere, sulla sua storia, su risorse e punti critici in un’ottica sempre costruttiva e proiettata al futuro.
Questo ascolto ci ha permesso di approfondire e conoscere le esigenze della città, le richieste dei suoi residenti e le pratiche positive consolidatesi negli anni all’interno della realtà bassanese. Alcuni aspetti coinvolgono trasversalmente i 22 quartieri: il verde pubblico, il bisogno di creare rete e di coltivare occasioni di aggregazione oltre alle rituali feste o solennità, l’attenzione ai più fragili, agli anziani e ai bambini, la necessità di riqualificare le aree dismesse o degradate e l’importanza di favorire nel nostro Comune un’amministrazione condivisa e proattiva.
Ogni quartiere ha portato degli spunti concreti alla nostra idea di città: schematicamente vogliamo riproporvene soltanto alcuni, per dovere di sintesi, con l’impegno di integrarli pienamente all’interno dei nostri tavoli di lavoro, che costruiranno il programma di governo della città dei prossimi anni.
Per S.Fortunato e Borgo Zucco è risultato rilevante il tema della manutenzione del verde pubblico e della difficoltà da parte dei volontari di quartiere di poter dare il loro contributo senza rischi a livello personale: tutto questo, a parere dei residenti, è dovuto ad una burocrazia sempre più stringente e alla mancanza di serie azioni amministrative per permetterne lo svolgimento.
Per S.Vito, zona molto popolosa e frequentata, con l’espressione chiara di ‘quartieri dormitorio’ si è manifestata la fatica di vivere - nonostante la presenza di importanti realtà di aggregazione e volontariato - un tessuto sociale frammentato, nel quale le relazioni di buon vicinato e le occasioni di incontro sono sempre più difficili.
Rondò Brenta e Marchesane hanno espresso molte preoccupazioni sul tema della sicurezza negli spazi pubblici del quartiere: nelle parole dei cittadini si è colto il bisogno, da parte di famiglie ed anziani, di riappropriarsi dei luoghi pubblici abbandonati.
San Lazzaro e Quartiere Prè hanno portato un focus particolare sull’ambiente, regalandoci una visione molto avanzata del concetto di ‘corridoio verde e blu’: il desiderio sarebbe quello di collegare la zona della vecchia fornace di S. Lazzaro al Centro Storico con un serio progetto ciclopedonale lungo la riva della Brenta ad integrazione di quello attuale.
Con gli abitanti dei quartieri Merlo, San Bassiano, Q.re Firenze e Santa Croce è emerso con forza, tra gli altri, un punto di criticità sulla fascia anziana non autosufficiente: dalla vicinanza e accessibilità ai servizi essenziali e ricreativi alla mancanza di spazi di ritrovo e di contrasto alla solitudine.
Nel quartiere XV Aprile è sorta forte la mancanza di condivisione delle scelte dell’amministrazione con i residenti, in Angarano preoccupa invece il tema dell’urbanizzazione veloce e quasi incontrollata.
Per Margnan Conca d’Oro e Centro Storico, tra le moltissime tematiche emerse, si può sottolineare la necessità di rinforzare una prospettiva di benessere abitativo ad un centro che deve tornare ad essere abitabile ed attrattivo non soltanto nei fine settimana: è legittimo che vi aspirino anche i residenti desiderosi di costruirsi un progetto di vita supportato da servizi e collegamenti degni di una città come la nostra.
S.Michele, Valrovina e Rubbio hanno espresso l’esigenza di garantire una salvaguardia del territorio che possa sposarsi con una valorizzazione dello stesso, dei suoi sentieri e dei luoghi che non sono abbastanza considerati per le potenzialità ancora inespresse.
Gli abitanti di San Marco e Ca’ Baroncello hanno sottolineato molto il tema della sicurezza stradale e della difficoltà di abitare in un luogo non progettato per una mobilità lenta e accessibile e che, inoltre, non offre spazi verdi idonei da poter vivere.
A Sant’Eusebio è stato segnalato il bisogno, che si affronta con troppa lentezza e poca organicità, di adeguamento della rete fognaria e di intervento sulle problematiche di assetto idrogeologico.
A Campese il tema delle piste ciclabili e la loro continua interruzione e incompletezza è stato portato come nodo cruciale per la sicurezza stradale.
Dopo questo passaggio con i residenti, che ha costituito un primo e fecondo approccio diretto alla città, chiederemo ai Consigli di Quartiere di poter ascoltare le loro proposte, più organiche e costruite in mesi di impegno e approfondimento nei loro territori, così da poter continuarne lo studio e la conoscenza.
In parallelo ci stiamo muovendo per condividere le problematiche riscontrate con una rete di amministratori locali che ci permetterà di provare a individuare soluzioni già applicate in altri territori che potrebbero essere utili alla nostra Città.
Si va avanti quindi con metodo, convinti che le risposte alle esigenze di Bassano possano essere tentate solo con un approccio pragmatico che parta dall’ascolto dei bisogni dei cittadini e si traduca, attraverso una fase di studio serio ed approfondito, in proposte concrete e realizzabili.
“Perché il sassolino nella scarpa lo sente solo chi la indossa
Non possiamo pretendere di parlare di Città senza ascoltare chi la Città la vive ogni giorno”
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