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Rinascimento in bianco e nero

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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it

Politica

Titanic S.p.A.

“Ciò che si è visto in consiglio è la punta di un iceberg”. Dalla capogruppo di #PavanSindaco Ilaria Brunelli tutti i retroscena dell’elezione del presidente del consiglio comunale che ha portato alla spaccatura in maggioranza

Pubblicato il 25-11-2023
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Rinascimento in bianco e nero

“Ciò che si è visto in consiglio, secondo me, è la punta di un iceberg che ha tantissima parte sommersa.”
Ad affermarlo è la capogruppo consiliare di #PavanSindaco Ilaria Brunelli, che arriva in redazione per raccontare tutti i retroscena dell’elezione del presidente del consiglio comunale che nella seduta di consiglio di martedì scorso ha portato alla spaccatura all’interno della maggioranza.
E allora scopriamo insieme a lei il resto dell’iceberg, anche se quando si parla di un iceberg si pensa subito al Titanic. Ma partiamo intanto dalla punta e cioè dalle tre votazioni avvenute in consiglio per l’elezione del presidente, che riassumo in breve per meglio comprendere il seguito dell’articolo.

La capogruppo consiliare di #PavanSindaco Ilaria Brunelli

Prima votazione. Quorum: 2/3 degli aventi diritto. La Brunelli propone nuovamente il nome di Antonio Guglielmini come candidato “del centrodestra”.
Roberto Gerin (capogruppo Lega) conferma il suo voto contrario, già espresso nel consiglio precedente. Non vengono proposti altri nomi. Candidatura respinta: 9 voti favorevoli, 10 contrari (minoranze più Gerin), 4 astenuti (tutti della Lega).
Seconda votazione. Quorum al 50% degli aventi diritto. La Brunelli rilancia la candidatura di Guglielmini a nome del centrodestra. Gerin non solo ribadisce e motiva il suo voto contrario, ma lancia in alternativa la candidatura di Chiara Tessarollo, capogruppo di Forza Italia-Cittadini di Bassano. La Tessarollo ottiene 12 voti e Guglielmini 7, con 4 astenuti tra cui la Tessarollo stessa. Nulla di fatto.
Terza votazione. Quorum al 50% dei votanti. Guglielmini ritira la sua candidatura. Rimane in gioco solo Chiara Tessarollo, che viene eletta presidente del consiglio comunale con 15 voti favorevoli (6 di maggioranza e 9 di minoranza), 1 contrario (Zen di #PavanSindaco) e 6 astenuti (4 di #PavanSindaco, 1 della Lega e la stessa Tessarollo).
Pietrosante (#PavanSindaco) toglie la sua tessera dalla postazione di voto, risulta formalmente “assente” e non partecipa alla votazione.
La punta dell’iceberg finisce qui. Ma è anche l’inizio della Titanic S.p.A., Società per Azioni con sede legale in aula consiliare e sede operativa nelle altre stanze della politica.

Tu chiamale, se vuoi, fibrillazioni

“Partiamo dal fatto che per la maggioranza c’era un nome ed era quello di Guglielmini. La prima votazione del precedente consiglio era andata come è andata. Sono passate delle settimane e non c’è stato nulla di fatto. Quella rimaneva la nostra proposta. Poi negli ultimi giorni è cominciata una “fibrillazione” strana, che non è mai arrivata in forma ufficiale come un cambio di strategia, ma semplicemente come “voci” che passavano. E che parlavano di qualcuno, non si sa bene chi, che avrebbe fatto un altro nome, non si sa bene quale.”
Comincia così il racconto di Ilaria Brunelli sugli incredibili colpi di scena accaduti dietro le quinte del consiglio comunale di martedì scorso.
Nei giorni precedenti alla seduta consiliare si era tenuta una prima verifica di maggioranza rispetto a quelli che erano gli accordi e la Lega - fatta eccezione per il capogruppo Gerin, la cui opposizione di forma era nota già da prima - aveva confermato il proprio appoggio al nome di Guglielmini. Poi è stata incontrata Forza Italia.
“In effetti questi rumors avevano qualcosa come fondamento - riferisce Brunelli -. La Tessarollo ha detto che Poletto l’aveva chiamata dicendo che avrebbero voluto fare il suo nome, ma che lei si sarebbe comunque attenuta a quanto diceva la maggioranza e che si sarebbe astenuta, che però è una cosa diversa dall’attenersi alla maggioranza.”
Prime prove tecniche di crepa sul muro.

Operazione Verità

Siamo arrivati così a questo punto: “Forse viene fatto un altro nome”.
“E in quel momento lì - afferma la capogruppo di #PavanSindaco - la posizione di Forza Italia si è manifestata come un “muro di gomma”. Del tipo: “Se fanno il nostro nome, siamo a disposizione”. Io ho detto alla Tessarollo di non prestarsi a questa cosa, di dire che il suo nome non è a disposizione perché la maggioranza ne ha già fatto un altro. La posizione di Forza Italia sarebbe stata suicida per la maggioranza tutta.”
Martedì 21 novembre, consiglio comunale. Il nome del candidato di maggioranza alla presidenza del consiglio comunale rimane sempre quello di Antonio Guglielmini.
Ma dietro alla sua candidatura c’è quella che Ilaria Brunelli definisce una “operazione di verità”.
“Ho avuto una interlocuzione con lui - rivela la capogruppo -. Abbiamo valutato la possibilità che ritirasse il suo nome e questa poteva essere una scelta. Ma poi abbiamo detto: “Se teniamo il tuo nome, smascheri le forzature. L’unico vantaggio nel sacrificarsi in questa maniera è che porti a galla le cose che altrimenti rimangono come “non dette” dietro le quinte. A questo punto, perso per perso, se te la senti facciamo questa operazione di verità”. Questa posizione è stata condivisa con Guglielmini e lui si è sacrificato coscientemente sapendo che il suo lavoro serviva a portare a galla queste cose.”
Capito, dunque? La maggioranza ricandida Guglielmini. Ma la prospettiva di “andare sotto” ancora una volta è ben concreta. È però una sorta di “esca” politica perché venga fuori, come dichiara la Brunelli, “che qualcuno è andato a trafficare con la sinistra per proporre un altro nome e che questo qualcuno farà comunque leva sulla disponibilità di Forza Italia che, con la sinistra, si mette a disposizione.”

Veni, Vidi, Briefing

“Tutto questo è stato ovviamente condiviso anche con la Lega, con Viero e con il sindaco - racconta la capogruppo -. Abbiamo detto: siamo intenzionati a mantenere il nome di Guglielmini, voi avete detto che lo votate fatta eccezione per Gerin, sappiamo di andare sotto, però almeno tiriamo fuori chi sta facendo i giochi sbagliati. Dalla Lega ho avvertito una certa resistenza a fare questa operazione di verità.”
La Lega, dunque, tentenna e si va in consiglio con una situazione “in divenire”.
Prima dell’ultimo punto all’Odg, quello dell’elezione del presidente del consiglio comunale, avviene la lunghissima sospensione dei lavori.
Si tiene un concitato briefing di maggioranza. Forza Italia (Tessarollo) continua ad affermare la sua disponibilità se qualcuno fa il suo nome. Brunelli insiste che il nome è uno solo e che “se tutti votano come dev’essere” viene eletto alla seconda votazione, con il quorum a 13 voti.
Ed ecco il colpo di scena. A quel punto Gerin dice: “Faccio io il nome di Chiara Tessarollo.” Ribatte Brunelli: “Se fate una cosa di questo genere, spaccate la maggioranza.” Segue una discussione “con toni molto sostenuti” e alla fine Forza Italia (Tessarollo con Mariano Scotton) fa marcia indietro.
“Cosa saggia - commenta l’Ilaria consiliare nel suo racconto a Bassanonet -. Quindi io sono uscita da quella sala con l’informazione che Chiara Tessarollo ritira il suo nome e non lo mette più a disposizione.”
E invece…

Lega No

E invece, sempre durante la sospensione, segue una riunione coi capigruppo anche di minoranza. Il sindaco Pavan dice: “Sappiamo che ci sono state anche interlocuzioni differenti, comunque la maggioranza sta sul nome di Antonio Guglielmini.” E Vernillo fa: “Allora vorrà dire che il nome della Chiara lo faremo noi”.
“Per cui - riferisce Brunelli - siamo usciti da quella stanza, e di mezzo c’è solo un atrio, con il sindaco che dice che la posizione della maggioranza è per Antonio e con Vernillo che ipotizza di fare l’altro nome. Ecco il motivo per cui io mi alzo e propongo Guglielmini.”
Si fa la prima votazione e scoppia, inatteso, il caso Lega.
“La posizione di Gerin era già nota - commenta Brunelli -. La posizione della Lega è stata stupefacente. Perché hanno lasciato il sindaco da solo, che ha fatto esattamente quello che ha detto, ma i suoi hanno votato astenuto.”
“Di Gerin si sapeva, e quella prima votazione ha manifestato secondo me un disordine nella Lega. Sconfessare Guglielmini in quel momento in cui l’unico nome era il suo, è stato molto strano. Anche perché quelle quattro persone avevano già votato Guglielmini, non c’era stato di mezzo nulla.”
Alla seconda votazione, come è noto, è Gerin - e non Vernillo - a proporre il nome della Tessarollo. “Se la Lega fosse stata compatta nel votare Guglielmini la prima volta e Gerin avesse visto che i suoi votavano in modo conforme, non so se avrebbe avuto il coraggio di farlo - osserva la capogruppo -. E probabilmente si sarebbe verificato quanto anticipato da Vernillo e cioè che il nome della Chiara lo avrebbe fatto lui.”
“Come in realtà è - prosegue -. Cioè Forza Italia con la sinistra ha fatto questa macchinazione. Quella sarebbe stata la vera “spia” e il motivo per il quale si faceva l’operazione di verità. Questa spaccatura della Lega ha fatto sì che Gerin si sia sentito forte di fare il nome lui. Perché è comunque un gesto fortissimo che il capogruppo spacchi su tutto con questo nome parallelo, con l’accordo di Forza Italia ma con tutto l’okay delle minoranze.”

Giochi senza frontiere

“A quel punto - incalza la Brunelli - è venuta fuori la seconda parte della verità: chi gioca con chi, chi vota con chi. L’astensione di Forza Italia, Impegno che cambia bandiera e che da Guglielmini passa a Tessarollo e ovviamente le opposizioni che la votano. Lì è venuto a galla tutto. Antonio ha ritirato il nome e come gruppo ci siamo astenuti, salvo Mauro Zen che era fortemente contrario. E Gianluca Pietrosante, che ha fatto un gesto diverso: ha tolto la tessera e non ha votato.”
“Quindi quel gesto - aggiunge, riferendosi a Pietrosante - aveva un significato ben preciso, per uno che non è a digiuno di politica: è una strizzata d’occhio a Forza Italia per non arrivare fino in fondo all’operazione di verità. Ed è lì che si capiscono certe cose, nel momento in cui vedi delle posizioni così contrarie. Pietrosante era per votare la Chiara. Io gli ho ricordato che lei ci ha mandato sotto a luglio, al consiglio sull’accordo Baxi/Pengo. È stato anche molto difficile ricondurlo a un’operazione verità, perché probabilmente a qualcuno questa operazione non garbava così tanto. Quello sfilamento di tessera è stato sintomatico.”

Fantasmi d’Italia

“Molti - dichiara ancora la capogruppo consiliare - ci hanno detto: ma perché vi siete fatti così male? No, noi siamo rimasti in realtà fermi. Antonio portava anche tirarsi subito indietro con le voci che lo davano in minoranza. Lui non ha fatto altro che rimanere a disposizione per quella che era la filosofia condivisa e già presentata la volta prima. E questa cosa andava scomoda a Forza Italia e anche a quella parte della Lega che poi alla fine ha preferito incoronare colei che l’ha mandata sotto qualche mese prima, piuttosto che un candidato civico assolutamente ineccepibile. Una persona che era adatta a quel ruolo è stata messa da parte anche dalla Lega che alla fine ha votato la Tessarollo, tranne la Tulini che è rimasta sempre in astensione, e ha preferito la persona che li ha mandati sotto.”
“Quale può essere il motivo di una cosa così suicida? La paura atomica o l’odio atomico che la Lega ha nei confronti di Fratelli d’Italia - sostiene Ilaria Brunelli -. C’è questo fantasma di Fratelli d’Italia e lo dico da super civica, perché io da indipendentista sono profondamente distante da Fratelli d’Italia per tante cose.”
“Però - precisa - sono anche consapevole di avere un gruppo che è un gruppo misto, quindi io dialogo con tutte le parti e dialogo anche con Fratelli d’Italia. E soprattutto il tavolo del centrodestra sarà fatto anche di quella componente nella prossima campagna elettorale.”
In vista della parte conclusiva della legislatura comunale, la Brunelli legge questi accadimenti all’interno della maggioranza in modo molto negativo e aggiunge ancora, al riguardo anche del suo ruolo di capogruppo di un gruppo consiliare rappresentato al suo interno anche da iscritti a FdI:
“Ribadisco, il mio punto di vista è civico. Questo perché vedo una certa tendenza ad assimilare le due cose, ed è sbagliata. Parlo come osservatore al di fuori di queste dinamiche. Conosco le logiche di partito, ma sono un osservatore esterno. Ed è anche il motivo per il quale dico ai partiti: mettetevi al tavolo e fate i seri.”
Dal Consiglio di Amministrazione della Titanic S.p.A. per il momento è tutto, a voi la linea.

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