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Il richiamo della foresta
Dallo spunto di una foto scattata al Museo Civico davanti alla “Straniera” di Bortolo Sacchi, considerazioni a ruota libera sulla figura della consigliera comunale Ilaria Brunelli
Pubblicato il 06 nov 2023
Visto 11.092 volte
Questo editoriale nasce così.
Ogni tanto mi capita di scattare col telefonino una foto “a futura memoria”.
Colgo cioè un’immagine che potrebbe servirmi nell’avvenire. La scarico nel Pc, la tengo idealmente nel cassetto e quando poi - anche dopo mesi - spunta la notizia o l’argomento che può essere associato a quella foto, la pubblico nell’articolo che scrivo al riguardo.
Ilaria Brunelli e ‘La Straniera’ di Bortolo Sacchi (foto Alessandro Tich)
Capita inoltre, sempre ogni tanto, che sia la stessa immagine immortalata nella foto ad ispirare l’articolo stesso. Questo mio scritto di oggi è la combinazione dei due casi.
Ebbene: sabato scorso 4 novembre, come ho riportato nel mio pezzo intitolato “Fernando Furioso”, mi sono recato al Museo Civico in occasione della visita alle sale riallestite dell’ex direttore del Museo Fernando Rigon, al centro di un caso scoppiato con l’Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti.
Tra le persone convenute in Museo in accompagnamento di Rigon c’era anche la consigliera comunale Ilaria Brunelli, nella sua veste privata di socia degli Amici dei Musei.
È da un po’ di tempo che non scrivo della Brunelli, nonostante l’overdose di notizie e di accadimenti meritori di analisi nel rutilante e animato mondo della politica cittadina.
L’ultimo mio articolo su di lei, pubblicato lo scorso luglio, non riguardava neppure la sua attività di consigliera comunale ma la sua assunzione in Provincia a Vicenza come Capo di Gabinetto del presidente Andrea Nardin.
Non ne scrivo da mesi, dunque. Ma siccome al Museo ho pensato che “prima o poi ne scriverò”, anche perché la politica comunale è già il leitmotiv dell’attualità quotidiana e lo sarà sempre di più in vista del voto amministrativo di giugno 2024, ho ritenuto che il soggetto della mia nuova foto a futura memoria fosse proprio lei: la capogruppo di maggioranza Ilaria Brunelli.
Come e dove scattare una immagine della Ilaria che possa offrire spunti futuri di commento giornalistico?
Scelgo di farlo nella Sala Canoviana. Non so ancora il perché, ma con Canova è facile trovare associazioni di idee che possano essere tichianamente applicate alle notizie di attualità, anche politica.
Chiedo alla Brunelli se posso farle una foto vicino a una delle sculture esposte, spiegandole anche il perché. E lei, che è una ragazza intelligente e spiritosa, sta al gioco.
La scultura prescelta è quella collocata all’inizio della sala, anche per non perdere troppo tempo, ed è una delle “teste ideali” di Antonio Canova.
Fatta la foto, che vedete pubblicata in calce a questo articolo, penso già a che tipo di notizia o di editoriale politico potrà essere in futuro abbinata.
Tuttavia, è solo dopo aver scattato l’immagine che, leggendo la didascalia, mi accorgo del nome della scultura fotografata: “Testa di Elena”.
No: essendo la Brunelli capogruppo di #PavanSindaco, forse non è proprio il caso.
Ma subito dopo si presenta una seconda occasione di foto futuristica, che è quella definitiva.
Il dottor Fernando Rigon e il gruppetto al seguito passano davanti alla “Straniera” di Bortolo Sacchi, famoso dipinto del ‘900 acquisito dal nostro Museo proprio durante la direzione di Rigon.
“Ti assomiglia tantissimo”, dice qualcuno alla Brunelli. E viste le affascinanti fattezze del volto della giovane straniera dipinta da Sacchi, è un gran bel complimento.
Per me è un invito a nozze. Chiedo all’Ilaria di mettersi davanti al grande quadro per scattarle un’altra foto e lei sta nuovamente al gioco, mettendosi addirittura nella stessa posa della donna ritratta dal pittore veneziano.
Non sono l’unico a scattarle delle foto davanti al dipinto, una delle quali viene poi pubblicata dalla stessa Brunelli nel suo profilo Facebook.
Con la seguente frase:
« “La straniera / Ła foresta” e la Veneta ».
E con altri commenti del tipo: “Incredibile la somiglianza”, “Identica”, “La tua antenata”, “Cavoli, siete uguali” oppure “Uguae”, eccetera.
È ovvio che “la Veneta” è la consigliera comunale, di cui è nota anche la passione che nutre per l’autonomia della Regione del Leon.
Ma io qui voglio dimostrare la teoria opposta: e cioè che “La Straniera” è invece proprio lei.
Sarà anche una persona molto indipendente, certamente alternativa nel modo di porsi su alcuni grandi temi di attualità e di comportarsi di conseguenza e assai propensa ad esternare liberamente il proprio pensiero sulle questioni del nostro tempo, spesso anche controcorrente, come testimoniano i suoi interventi social degli ultimi anni.
L’anno scorso ha anche tentato l’avventura parlamentare, candidandosi alla Camera alle elezioni politiche con la lista “anti sistema” Italexit di Gianluigi Paragone.
Ma Ilaria Brunelli è l’unico capogruppo di maggioranza che ha sempre rispettato le consegne di coalizione.
Il capogruppo della Lega Roberto Gerin ha sofferto dei mal di pancia all’interno del suo stesso gruppo e nell’ultimo consiglio comunale, alla discussione per la prima votazione per l’elezione del presidente del consiglio, il suo disagio è diventato di dominio pubblico.
La capogruppo di Forza Italia-Cittadini di Bassano Chiara Tessarollo è sempre stata fedele alle disposizioni di alleanza, ma la sua uscita dal consiglio comunale dello scorso 27 luglio in occasione del voto sull’accordo Baxi/Pengo, che ha influenzato l’esito del voto stesso, rimarrà negli annali dell’amministrazione Pavan.
Non parliamo della capogruppo di Impegno per Bassano Marina Bizzotto.
Sulle sue discrepanze dell’ultimo anno con il resto della maggioranza - dal caso Isacc a quello Baxi/Pengo, fino alla sua uscita dalla sala consiliare per far mancare il numero legale alla maggioranza stessa - potremmo scrivere un libro.
Ilaria Brunelli no. Non c’è stata alcuna occasione a mia memoria giornalistica in cui il suo ruolo di capogruppo di #PavanSindaco abbia in qualche modo vacillato.
A inizio legislatura non è stata premiata con un assessorato come il suo grande impegno in campagna elettorale e come il numero dei voti ottenuti nel 2019 avrebbero meritato.
Sempre agli inizi, più di una volta ha lamentato, anche sulle pagine di Bassanonet, la mancanza di condivisione interna tra giunta e maggioranza.
Ma tutto ciò non ha inficiato una lealtà alla causa e una coerenza che in questi quattro anni di mare mosso in via Matteotti non possono che esserle riconosciute.
C’è poi un altro aspetto da tenere in considerazione, che è anche una delle cause per cui non ho scritto da mesi articoli su Ilaria Brunelli.
Quest’ultimo anno di mandato dell’amministrazione Pavan è iniziato, sta continuando e continuerà nel segno di una campagna elettorale interna già scoppiata in seno alla maggioranza.
Ma in tutte queste notizie di movimenti intestini e di travasi di tessere tra una parte e l’altra delle componenti partitiche della coalizione la Brunelli non c’è, perché il suo impegno amministrativo rimane profondamente civico, fino adesso non ha partecipato alle danze preelettorali e difficilmente ne farà parte fino alla prossima primavera.
È vero: oggi si scrive #PavanSindaco e si legge Fratelli d’Italia.
Tre consiglieri su sei del suo gruppo - due dei quali, arrivati dalla Lega, di recente acquisizione - hanno in tasca la tessera della Meloni, al punto che qualcuno li ha già ironicamente ribattezzati Fratelli d’Ilaria.
Ma lei, almeno all’apparenza dell’osservazione politica, tiene ancora la barra dritta per tutelare l’identità civica della sua formazione, nonostante le fughe in avanti del collega di gruppo Pietrosante che ha ormai inondato di Fratellismo le sue iniziative in consiglio comunale.
Altri consiglieri di maggioranza, nel corso di questo mandato, hanno cambiato gruppo e qualcuno è andato persino all’opposizione.
La Brunelli è rimasta invece sempre al suo posto e fino ad oggi è stata completamente estranea alle dinamiche ondulatorie e sussultorie della maggioranza Pavan.
Una figura aliena dagli usi e costumi della attuale coalizione di centrodestra.
Ecco perché “La Straniera” è proprio lei, la venetissima Ilaria Brunelli.
E se magari vuole già trovare lo slogan per una sua eventuale ricandidatura alle elezioni comunali di Bassano 2024, le consiglio il titolo del celebre romanzo di Jack London:
“Il richiamo della foresta”.
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