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Nuovo consiglio comunale da pop corn martedì 26 settembre. Ponte Nuovo, Genius Center, Scuola Mazzini, Scuola Canova 2.0, CdA Isacc: minoranze all’attacco sui disagi presenti e sui nodi irrisolti della città
Pubblicato il 24 set 2023
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Caspita: devo andare a comprare il pop corn.
Avevo esaurito tutte le razioni di granoturco scoppiato al consiglio comunale dello scorso 27 luglio, quello del voto di pareggio che ha affossato l’accordo Baxi-Pengo, finendo scoppiato anch’io al termine dei lavori consiliari all’una e passa di notte.
Adesso è in programmazione un nuovo film ai Municipios Cinemas: meno epocale rispetto a “Baxi Driver”, ma si preannuncia comunque una pellicola molto interessante. Un po’ film storico, come “Il ponte sul fiume Guai”, un po’ film sulla scuola, come “Io speriamo che la Mazzini” e un po’ film commedia-drammatico, come “Will Hunting - Genius Ribelle”.
Foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet
Sceneggiatura scritta dalle minoranze, in proiezione nel prossimo consiglio comunale di martedì 26 settembre.
Il protagonista della trama è il Ponte Nuovo, alias Ponte della Vittoria, dallo scorso 7 settembre parzialmente riaperto e totalmente incasinato.
A lui le opposizioni dedicano ben quattro atti consiliari: un’interpellanza e tre mozioni.
E l’interpellanza punta il dito sulla riapertura della corsia di transito a senso unico, con direzione est-ovest, al solo traffico motorizzato.
Il documento rimarca che dopo la parziale riapertura del 7 settembre, a parziale esecuzione dei lavori previsti sul Ponte, “veniva comunicata la riapertura dello stesso per un solo senso di marcia per ulteriori due mesi, con riapertura definitiva del ponte all’inizio del mese di novembre 2023”.
Successivamente, “da determina degli uffici comunali si evince che la circolazione sul Ponte della Vittoria a senso unico esclusivamente per i veicoli motorizzati permarrà sicuramente fino al 19 gennaio 2024”.
“L’inibizione per ulteriori 4 mesi abbondanti del traffico ciclopedonale sul Ponte della Vittoria - afferma l’interpellanza - crea notevoli disagi ai cittadini ed a tutte le persone che circolano a piedi o con mezzi di locomozione non motorizzati.”
Si chiede pertanto alla sindaca e agli assessori di competenza “per quale motivo con la parziale riapertura del Ponte della Vittoria non sia stata prevista una corsia di transito anche per il traffico ciclopedonale, ovvero, non sia stata approntata una corsia più ampia al fine di permettere almeno la circolazione dei veicoli a pedale”.
Ma anche “come mai il fine lavori prospettato a entro i primi giorni del mese di novembre ora è stato prorogato al 19 gennaio 2024”.
L’attenzione per le cosiddette “utenze deboli” del traffico fornisce inoltre l’assist per una mozione che, se approvata, cambierebbe il progetto stesso di sistemazione della parte stradale del Ponte.
La mozione ricorda che l’attuale progetto “non presenta corsie dedicate ai ciclisti, ma marciapiedi rialzati rispetto alle corsie carrabili, entro le quali si prevede il passaggio misto di pedoni e ciclisti senza la presenza di barriere fisiche o di una segnaletica orizzontale che delimiti le due diverse utenze di mobilità dolce”.
Sottolinea inoltre che dal 2016 erano presenti nelle carreggiate in viale Diaz e sul Ponte della Vittoria “corsie ciclabili disegnate a terra in entrambi i sensi di marcia, che si estendevano alla viabilità circostante consentendo a studenti e pendolari in bicicletta, cicloamatori e cicloturisti di muoversi in sicurezza in uno spazio stradale dedicato”.
Mentre adesso “il progetto di manutenzione straordinaria ha ridotto le dimensioni della carreggiata sul Ponte della Vittoria”. “Il Ponte della Vittoria - osservano le minoranze - ha un’importante rilevanza turistica, in quanto da esso il turista può godere di una straordinaria vista panoramica sul Brenta, sul Ponte di Bassano e sul Centro Storico, ma la commistione tra pedoni e biciclette ne può compromettere la serenità e la sicurezza”.
In più, “l’articolo 182 del Codice della Strada impone alle biciclette di “transitare sulle piste loro riservate ovvero sulle corsie ciclabili o sulle corsie ciclabili per doppio senso ciclabile, quando esistono”, disponendo così che le persone che si muovono in bicicletta non abbiano l’obbligo di utilizzare un percorso ciclopedonale, ovvero dove è prevista la promiscuità di traffico ciclistico e pedonale”.
La mozione, se approvata, impegna pertanto il sindaco e la giunta “a intervenire con una modifica della progettazione dei lavori di manutenzione straordinaria del Ponte della Vittoria per ripristinare una dimensione della carreggiata che consenta il mantenimento di corsie riservate alle persone che si muovono in bicicletta e che i marciapiedi siano ad esclusivo uso pedonale”.
Mai Dire Bike.
Poi il focus sui disagi conseguenti ai lavori sul Ponte Nuovo si sposta sul versante economico.
Una seconda mozione richiede la messa in atto di iniziative di “sostegno alle imprese pregiudicate dai lavori di manutenzione del Ponte della Vittoria”.
Il documento rileva che la chiusura del Ponte “ha ridotto sensibilmente, per non dire escluso totalmente, l'accesso all'area della destra Brenta (quartiere di Angarano) per il traffico veicolare cittadino, interrompendo, conseguentemente, l'afflusso di clientela verso gli esercizi commerciali della zona tra via Angarano, viale Scalabrini, viale Armando Diaz, viale Pecori Giraldi, viale Vicenza”.
“Alcuni esercizi commerciali, dei quali alcuni tipicamente stagionali (a titolo di esempio gelaterie, negozi di alimentari, bar etc.) - continua il testo -, hanno visto pregiudicati i ricavi non solo del periodo temporaneo della chiusura.”
Da qui l’impegno a disporre con urgenza, anche mediante bando pubblico, “una misura di sostegno per gli esercizi commerciali che hanno riportato un pregiudizio economico dalla chiusura al traffico veicolare e ciclo-pedonale del Ponte della Vittoria per il periodo dei lavori di manutenzione”.
Ma non è tutto. C’è anche una terza mozione delle opposizioni che richiede all’amministrazione di introdurre delle agevolazioni tributarie nei confronti degli operatori economici danneggiati dal cantiere del Ponte.
Ovvero: esenzione del canone patrimoniale di concessione, esenzione della TARI (quota fissa) dovuta in relazione al servizio rifiuti, esenzione dell’IMU nel caso in cui l’immobile con accesso limitato dai lavori sia di proprietà dello stesso operatore che vi esercita l’attività.
Il tutto, come si legge nel testo, a fronte del fatto che “diversi operatori economici e le associazioni di categoria, sollevando tale problematica, hanno chiesto al Comune di adottare misure tese a riconoscere un ristoro economico per i disagi dovuti alla presenza di tali cantieri”.
Fine del primo tempo. Intervallo.
E adesso, come ogni film che si rispetti, arriva anche il co-protagonista.
È il Genius Center: il Fantasma dell’Opera che compare nella sceneggiatura in tutta la sua spettrale grandiosità.
La storia pregressa è molto lunga, basterà rinfrescare la memoria sui suoi ultimi sviluppi.
Subito dopo Ferragosto, a seguito di una richiesta di accesso agli atti del consigliere Roberto Campagnolo, è scoppiata la bomba del parere del DIPE (Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri), pervenuto all’amministrazione di Bassano ancora l’11 luglio, in merito al progetto di partenariato pubblico-privato previsto per la realizzazione e la gestione ventennale del Genius Center nell’area ex Polo Santa Chiara.
Parere “non vincolante”, ma molto esplicito: il DIPE boccia il partenariato, definendolo “complesso, atipico, con criticità” e “non rispettoso delle condizioni di equilibrio economico citate nelle linee guida dell’ANAC”, per i motivi già spiegati nei miei precedenti articoli al riguardo.
Ed ecco quindi la mozione consiliare, presentata sempre dalle minoranze, relativa alla “proposta di Partenariato Pubblico Privato GBR e altri”, dove GBR (Consulting) è la società capocordata del pool di proponenti privati dell’operazione Genius Center.
Il testo ricorda che il sindaco e l’amministrazione “avevano annunciato pubblicamente che tutto era risolto, fino a dichiarare che entro il 2023 ci sarebbe stata la posa della prima pietra del Genius Center”. Una circostanza che “ha generato un acceso dibattito in città, soprattutto dopo aver appreso in commissione che il Piano di Fattibilità Tecnica ed Economica per realizzare il progetto Genius Center prevedeva un costo in bilancio corrente di 25.000.000 di euro a carico dei cittadini bassanesi”.
“Per poi scoprire successivamente - prosegue la mozione - che l’obbligatorio parere del DIPE ha costretto l’amministrazione comunale ad annunciare ulteriori approfondimenti sulla proposta presentata, tali in ogni caso da non consentire nessuna posa della prima pietra entro il 2023 e cambiando di fatto la prospettiva annunciata nelle due commissioni e rilanciata dalla stessa amministrazione e dai proponenti il PPP in diversi articoli di stampa.”
Il resto del testo della mozione ripercorre per filo e per segno le criticità tecnico-finanziarie e le diverse problematicità del Piano di Fattibilità Tecnica ed Economica, della modalità del leasing in costruendo, dei requisiti di idoneità organizzativa e professionale dei proponenti, della valutazione del merito dei costi e dei ricavi, eccetera. Ve le risparmio.
Arrivo subito al dunque: i firmatari anticipano “il loro giudizio negativo su quanto appreso del progetto di PPP riferito al Polo Museale Santa Chiara, evidenziando non poche incongruenze e inadempienze rispetto alla normativa vigente e alle direttive ANAC della proposta Genius Center, così come promossa”.
Da qui l’impegno-invito all’amministrazione comunale “a non perdere ancora altro tempo, impiegare ulteriori risorse umane e spendere altri soldi pubblici, sospendendo da subito l’iter procedurale del Partenariato Pubblico Privato Genius Center”.
Genius Amen.
Siete ancora qui? Benissimo: dai che tra un po’ finiamo.
Mancano ancora all’appello due interrogazioni e un’interpellanza e le presenterò in sintesi.
La prima interrogazione riguarda la Scuola (o ex Scuola, per meglio dire) Mazzini.
Vi si cita la dichiarazione a mezzo stampa del sindaco Pavan che lo scorso 31 agosto “riferiva che era stato disposto uno studio al fine di chiarire la situazione dell’immobile ex Scuola Elementare Mazzini”.
Ribadendo che “nel corso del presente mandato questa giunta ha commissionato più consulenze al fine di definire la situazione della Scuola Elementare Mazzini”, si chiede “quali e quante consulenze professionali specifiche siano state disposte per la valutazione della situazione dell’immobile” e “il costo complessivo delle suddette consulenze professionali”.
E, visto che già ci siamo, si chiede anche “perché ad oggi, dopo la chiusura urgente della scuola elementare per il grave stato di deperimento dell’immobile, non è stato effettuato alcun intervento di manutenzione”.
Ce n'è anche per il progetto della Scuola Canova 2.0 a Santa Croce.
Le ultime notizie in merito, pubblicate su questo portale lo scorso 6 settembre, riguardavano la sospensione dell’appalto di progettazione del nuovo edificio scolastico, decretata dal dirigente Area Lavori Pubblici del Comune a seguito del ritardo del necessario parere del Ministero dell’Istruzione.
Un’interpellanza chiede lumi in tal senso, ricordando che “c’è in atto un finanziamento dell’Inail di circa 4 milioni, ottenuto dall’allora bando della Buona Scuola del 2016, dove il progetto di Bassano era rientrato in uno dei 5 progetti finanziati in Veneto”. E rimarcando che l’attuale Scuola Canova “è un debito annuale per i lavori pubblici della nostra città, che continua a richiedere costante manutenzione”. Da qui la richiesta “di riferire nelle commissioni apposite sulla situazione attuale e sullo stato dell’iter in essere”, specificando “che soluzioni e che tempistiche si prospettano”.
Io Canova, impasse a Santa Croce.
Et dulcis in fundo: la Casa di Riposo.
Della questione del CdA di Isacc e di quello che è stato il braccio di ferro tra i vertici dell’Ipab e l’amministrazione Pavan non si parla più, a livello di sviluppi riscontrati dai media, dallo scorso giugno.
Eppure è una vicenda con un importante aspetto rimasto ancora in sospeso.
Lo ricorda l’ultima interrogazione di cui riferisco in questo corposo reportage, relativa alla mancata surroga dei due consiglieri dimessisi dal CdA di Isacc ancora lo scorso 21 febbraio, Antonio Iavernaro e Giovanni Meneghetti, e la cui sostituzione nel CdA medesimo è di competenza dell’amministrazione comunale.
Le opposizioni, preso atto che alla richiesta su tale omissione fatta in commissione lo scorso 25 luglio “non è stato possibile avere una risposta precisa”, chiedono pertanto alla sindaca Pavan “come mai a ben sette mesi dalle dimissioni di due componenti del CdA dell’Isacc, non ci sia stata ancora la surroga dei dottori Iavernaro e Meneghetti”.
Riusciranno i nostri eroi a giustificare il ritardo?
Per quanto riguarda il trailer del film in programmazione nel multisala di via Matteotti dopodomani, martedì 26 settembre, penso che possa bastare.
Ritengo anche che sia sufficiente un secchiello medio di pop corn: non si andrà alle calende greche (perlomeno lo spero) come è successo per la questione Baxi-Pengo.
È vero: in centro storico a Bassano non c’è più una sala di proiezione degna di tale nome.
Il Cinema Teatro Astra è oggi ridotto a un nido di farfalle e il Cinema Grotta è già da anni scomparso nella grotta.
Ma grazie ai Municipios Cinemas, dove il biglietto d’ingresso è persino gratis, il divertimento è assicurato.
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