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Redazione
Bassanonet.it
Le mani in Task
Caso Baxi/Pengo: lungo comunicato di Fiab Bassano che si appella all’istituzione urgente “di una Task Force dell’Area Urbana Pedemontana per evitare lo scempio di San Lazzaro” e lancia allo scopo una petizione online
Pubblicato il 24-07-2023
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Caso Baxi/Pengo: sulla cruciale questione interviene anche Fiab Bassano, con un lungo comunicato stampa trasmesso oggi in redazione dal presidente Renzo Masolo.
Si avvicina infatti il consiglio comunale di giovedì prossimo che deciderà i destini di Baxi e di Pengo da una parte e, dall’altra, dell’area di proprietà Pengo di via Rambolina a San Lazzaro.
Fiab Bassano chiede di posticipare la data del consiglio comunale decisivo a settembre e di istituire con urgenza una Task Force nell’ambito dell’Area Urbana Pedemontana “per evitare lo scempio di San Lazzaro e ogni altro consumo di suolo lungo la SPV vicentina” ovvero “per trovare una soluzione più sostenibile su San Lazzaro e su tutti i casi analoghi, presenti e futuri”.
Una panoramica di San Lazzaro, lato Riva Bianca (foto Alessandro Tich)
A supporto della propria istanza, Fiab Bassano comunica di aver lanciato da oggi una petizione online.
Tutti i dettagli nel corposo testo che segue.
FIAB BASSANO
COMUNICATO STAMPA
UNA TASK FORCE DELL’AREA URBANA PEDEMONTANA PER EVITARE LO SCEMPIO DI SAN LAZZARO E OGNI ALTRO CONSUMO DI SUOLO LUNGO LA SPV VICENTINA
Lo scorso giovedì abbiamo assistito alla Commissione consiliare congiunta delle Commissioni Territorio e Urbanistica 3a, Sociale 4a e Attività Economiche e Lavoro 5a: non possiamo nascondere la nostra delusione per il metodo con cui l’Amministrazione comunale bassanese ha gestito, o meglio, non ha gestito il caso Pengo/Baxi.
Durante la commissione abbiamo potuto conoscere il testo della BOZZA dell’ACCORDO DI PROGRAMMA presentata dall’assessore all’Ambiente.
Tale bozza prevede:
- l’allargamento dell’azienda Baxi in via Trozzetti in un immobile di proprietà della ditta Pengo (ex Iar Siltal);
- la costruzione da parte di Pengo Spa di un immenso capannone con una superficie di 73.000 metri quadrati (anche se l’area occupata sarà di 110.000 metri quadrati) su terreno agricolo in via Rambolina .
Questo terreno passerà da agricolo a produttivo/commerciale, e così si perderanno per sempre più di 10 ettari verdi e fertili che verranno cementificati e impermeabilizzati, appesantendo la circolazione veicolare attraverso l’allargamento di strade di campagna, la costruzione di rotatorie e di ulteriori parcheggi.
Se in consiglio comunale passerà questo ATTO DI INDIRIZZO e si darà il via al PROTOCOLLO D’INTESA tra Baxi, Pengo e Comune di Bassano, questa amministrazione sarà la responsabile del più grande sconvolgimento urbanistico degli ultimi decenni.
Quali sarebbero i vantaggi per la comunità bassanese? Oneri di urbanizzazione, compensazioni economiche ai quartieri più penalizzati dall’intervento e fantomatiche compensazioni ambientali. Piantumazione di alberi per compensare il consumo di suolo, efficienza energetica e soluzioni alla viabilità come condizioni per poter cancellare in un sol colpo gran parte della campagna bassanese.
Nel 2023 l’etica di impresa e la necessità di transizione ecologica dovrebbero convincere le aziende che vogliono investire nel territorio della SPV Vicentina a trovare diverse strategie per le proprie ambizioni di crescita e riflettere sul fatto che senza suolo e con un ambiente inospitale non ci saranno più lavoro, produzione e fatturato e i capannoni, vecchi e nuovi, saranno presto vuoti e improduttivi per sempre.
Eppure Confindustria Bassano ha avviato un festival della Sostenibilità e Etica d’impresa che ha spiegato chiaramente quali saranno gli scenari futuri e cosa ci potrà aspettare se proseguiremo indifferenti con il “business as usual”, cioè con lo sviluppo produttivo degli ultimi decenni, senza modificare le strategie d’impresa.
Molti altri sono i punti dolenti della Commissione consiliare di giovedì scorso: ci ha sorpreso che la parola AMBIENTE non sia mai stata nominata; ci ha colpito che l’Amministrazione abbia presentato la bozza di accordo di programma con le due aziende private solo una settimana prima della votazione in Consiglio comunale. Inoltre, a fine luglio, in periodo di ferie il territorio non è molto attento alle vicende locali. Anche molti consiglieri erano assenti, visto il particolare periodo…
Durante la commissione un consigliere di maggioranza ha presentato una relazione che sosteneva che nel territorio comunale non esistono immobili che possono soddisfare le esigenze volumetriche della ditta Pengo (anche se nessuno ha verificato se le richieste di Pengo siano conformi alle reali esigenze commerciali e ai piani aziendali…) ma alla domanda di un suo collega consigliere di minoranza che chiedeva se è stata fatta una ricerca di immobili commerciali dismessi o aree produttive utilizzabili lungo la SPV in altri comuni vicini a Bassano, la domanda è caduta nel vuoto e, sebbene posta più volte, non ha mai ricevuto risposta.
Ci sembra assurdo che in tutti questi mesi non si siano cercate tutte le soluzioni possibili, e inoltre crediamo che non ci siano le condizioni per andare al voto su un tema così cruciale e per il quale non sono state create occasioni di confronto, approfondimento, consulenza e partecipazione.
Ci auguriamo che anche alla luce degli eventi sempre più drammatici di queste settimane il Comune di Bassano possa prendere un momento di pausa per approfondire con più responsabilità tutti gli aspetti considerati fino ad ora e che possa finalmente creare una reale partecipazione di tutti ì soggetti coinvolti.
Gli eventi atmosferici sempre più estremi e frequenti, gli incendi diffusi e sempre più estesi, gli allagamenti e le alte temperature ormai fuori controllo non possono lasciare indifferente chi dovrà prendere queste decisioni. Speriamo che anche tra chi fino ad ora ha difeso e sostenuto a spada tratta questa operazione possa sorgere qualche dubbio e che si possano trovare soluzioni per mantenere i posti di lavoro e allo stesso tempo preservare le risorse più importanti che la nostra comunità possiede: il suolo fertile e la biodiversità.
Per questo FIAB Bassano CHIEDE di:
1) POSTICIPARE LA DATA DEL CONSIGLIO COMUNALE A SETTEMBRE
per permettere una maggiore partecipazione di tutti i soggetti coinvolti in questa operazione, i portatori di interesse e i portatori di conoscenze che potrebbero orientare meglio le scelte amministrative ed il voto del consiglio.
Fino ad ora ci sono state molte occasioni istituzionali e non, dalle quali sono usciti giudizi negativi circa la possibilità di edificare nell’area agricola di Via Rambolina.
Il Comune di Bassano, vari enti di controllo, molti quartieri cittadini, associazioni sensibili ai temi ambientali, Coldiretti e molti esperti hanno espresso la loro contrarietà sulla possibilità di cambiare la destinazione d’uso di quella terra dando il via ad un consumo di suolo inaccettabile e anacronistico.
Ricordiamo anche che l’associazione A.ri.a. ha raccolto più di 3000 firme di cittadini e cittadine contrarie al consumo di suolo agricolo a San Lazzaro, firme fino ad ora ignorate dall’amministrazione comunale.
Dobbiamo inoltre costatare che l’amministrazione comunale non ha mai organizzato momenti di confronto pubblico per dare voce ai cittadini e alle cittadine.
2) ISTITUIRE URGENTEMENTE UNA TASK FORCE IN AMBITO DI AREA URBANA PEDEMONTANA, PER TROVARE UNA SOLUZIONE PIÙ SOSTENIBILE SU SAN LAZZARO E SU TUTTI I CASI ANALOGHI, PRESENTI E FUTURI.
L’Area Urbana Pedemontana è stata istituita da alcuni mesi ed è operativa.
Il Comune capofila/Autorità Urbana è il Comune di Bassano del Grappa e ne fa parte assieme ai Comuni di Breganze, Cassola, Colceresa, Malo, Marostica, Mussolente, Rosà, Sarcedo, Schio, Thiene, San Vito di Leguzzano, Valdagno.
Il compito dell’Area Urbana Pedemontana è quello di sfruttare i finanziamenti europei attraverso l’organizzazione di una STRATEGIA INTEGRATA DI SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE.
La nostra impressione è che l’azione della AUP fino ad ora non abbia per nulla coinvolto la base e che si sia piuttosto limitata a tentare di finanziare progetti presentati dai vari comuni (per un totale di 14 milioni di euro).
Tuttavia tali progetti non sono stati minimamente discussi con i cittadini e cittadine, ovvero con coloro che vivono e operano nei comuni vicentini che si affacciano sulla SPV.
DA CHI DOVREBBE ESSERE COMPOSTA LA TASK FORCE AUP?
I sindaci della Pedemontana vicentina dovrebbero confrontarsi con tutti i portatori di interesse, in particolare con quanti non sono stati consultati fino ad ora:
- gli esperti che hanno animato “Radici Future” di Confindustria perché possano diventare “Radici Presenti” visto che procrastinare i problemi potrebbe essere un errore imperdonabile; Stefano Mancuso o Luca Mercalli (solo per fare due esempi) cosa pensano di questo accordo di programma?
- Attorno a Bassano abbiamo sedi universitarie prestigiose, da Padova a Venezia, da Trento a Verona: abbiamo fior di ricercatori, docenti esperti in Pianificazione dei Territori, Economia, Sostenibilità, Transizione Ecologica. Ci domandiamo come non possiate prima consultare questi professionisti prima di prendere qualsiasi decisione.
- Cosa dice Coldiretti di questa operazione? Cosa ne pensano tutte le Associazioni della Pedemontana Vicentina che fino ad ora non sono state consultate? Pensiamo che anche il loro parere sia utile.
Riteniamo indispensabile che la questione sia presentata e discussa anche nei tavoli dell’IPA Alto Vicentino e dell’IPA Pedemontana del Brenta.
Chiediamo che la QUESTIONE SAN LAZZARO venga sottoposta alla TASK FORCE AUP e che da questa possano uscire le soluzioni più sostenibili e, a quanto pare non ancora prese in considerazione dall’amministrazione bassanese.
Perché l’occupazione e la ricchezza del territorio sono importanti, è innegabile, ma lo sono molto di più il rispetto e la tutela dell’ambiente.
La modalità di azione qui proposta potrebbe diventare in futuro una prassi per tutte le questioni che riguardano il consumo di suolo nell’asse pedemontano vicentino.
Questa è la STRATEGIA INTEGRATA DI SVILUPPO SOSTENIBILE (SISUS) dell’Area Urbana Pedemontana che ci aspettiamo!
Ed è per questo che oggi lanciamo una petizione on line, chiedendo a tutti i cittadini e le cittadine di attivarsi e chiedere al Comune di Bassano e a tutti i comuni dell’Area Urbana Pedemontana di istituire una TASK FORCE DELL’AREA URBANA PEDEMONTANA, ovvero un gruppo di lavoro che possa individuare le migliori strategie per scongiurare ulteriore consumo di suolo in un’AREA VASTA e che uniformi il metodo utilizzato dai vari comuni per trovare insieme soluzioni condivise.
Questo il link della petizione:
tinyurl.com/357t52bf
Vi chiediamo di sottoscriverla e diffonderla il più possibile.
Il Presidente Fiab Bassano
Renzo Masolo
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