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C’era una volta il Patto Civico di Bassano del Grappa.
Me ne ero occupato illo tempore, dal 2015 in poi sotto l’amministrazione Poletto, col potenziamento delle pattuglie serali della Polizia Locale nei giorni e nelle ore piccole della movida in centro storico.
Una sorta di “accordo tra gentiluomini” tra amministrazione comunale, quartiere Centro Storico e pubblici esercizi, finalizzato al miglioramento dei rapporti di civile convivenza e alla prevenzione degli eccessi del sabato sera ma nel rispetto del diritto al lavoro delle attività economiche.
Foto Alessandro Tich - Archivio Bassanonet
Nel 2018, sotto la regia dell’allora assessore comunale alla Sicurezza Angelo Vernillo e con l’entrata in vigore del nuovo regolamento di Polizia Urbana, grazie al Patto Civico si arrivò al punto di istituire, in pieno accordo con la categoria baristi di Confcommercio, la figura degli “assistenti alla clientela”. Vale a dire dei vigilantes addetti al controllo e monitoraggio della situazione nei bar del centro nelle sere e nelle notti dei weekend, per un servizio preso in carico in forma associata dai baristi stessi.
Un impegno di prevenzione dei comportamenti eccessivi che per i pubblici esercizi aderenti al Patto Civico rappresentava di certo un’incombenza in più, ma compensata da una riduzione del canone di occupazione del suolo pubblico, prevista dal Patto medesimo.
Mi sono occupato del Patto Civico di Bassano del Grappa, come ho già scritto, illo tempore ed in effetti dal 2019 in poi, col subentro a Palazzo dell’amministrazione Pavan, non se ne è più sentito parlare. Fino ad oggi.
Il fantasma del Patto Civico si è materializzato a seguito di un breve comunicato stampa trasmesso ieri dell’amministrazione comunale relativo all’aumento a 500 euro della sanzione per chi viola il divieto di diffondere musica nella fascia oraria compresa tra le ore 23.30 e le 9 del mattino.
“La decisione - informa il comunicato - è arrivata in seguito a segnalazioni ed esposti da parte di numerosi cittadini, residenti soprattutto in centro storico, che lamentavano ripetuti episodi di accensione degli impianti di amplificazione oltre le 23.30, in particolare nel fine settimana, turbando in maniera significativa il diritto al riposo e alla quiete pubblica.”
Interpellata al riguardo e rispondendo proprio sulla questione del Patto Civico che fu, il sindaco Elena Pavan dichiara oggi sul Corriere del Veneto: “Non abbiamo in previsione di riproporlo nella convinzione che le regole vadano rispettate a prescindere e non per ottenere un premio.”
Un evidente riferimento, quest’ultimo, allo sconto del canone di occupazione del suolo pubblico riservato ai pubblici esercizi che aderivano al Patto.
Parole che hanno scatenato la durissima reazione dell’attuale consigliere di minoranza e già assessore alla Sicurezza Angelo Vernillo, tramite un comunicato stampa trasmesso oggi in redazione che pubblichiamo di seguito:
COMUNICATO
IL PATTO CIVICO È STATO UN ESEMPIO POSITIVO DI UNA COMUNITÀ
CHE COLLABORA PER LA CONVIVENZA SERENA NON UN PREMIO PER CHI RISPETTA LE REGOLE.
Per quanto dopo quattro anni di chiacchere e nulla di fatto non solo gli addetti ai lavori ma tutti i cittadini e le cittadine bassanesi conoscano bene questa amministrazione Pavan, non ci si abitua mai e le sorprese sono sempre all’ordine del giorno.
Non vale nemmeno più la pena rammaricarsi o in modo sano “indignarsi” ma solo sperare che questi ultimi agonici mesi di amministrazione passino il più in fretta possibile continuando nel nulla di fatto al quale siamo abituati perché almeno non si facciano danni al futuro della nostra città.
Però quando si legge che “il Patto Civico non viene riproposto perché le norme vanno rispettate senza premi” mi devo distogliere dalle incombenze lavorative quotidiane per amor di verità: il “Patto Civico” non era questo.
Il “Patto Civico” è stato frutto di un lavoro di partecipazione e collaborazione, dialogo, consapevolezza e rispetto reciproco tra cittadini del consiglio di quartiere, residenti, esercenti del centro storico e amministrazione comunale e forze dell’ordine per garantire un miglioramento della pacifica convivenza.
Una cosa che ha portato un sensibile passo in avanti nella convivenza e che deve giustamente essere motivo di orgoglio per tutte le persone che hanno contribuito a realizzarlo e che ancora una volta ringrazio.
Il “Patto Civico” non premiava chi rispettava le leggi ed i regolamenti ma chi aderiva al Patto Civico e si faceva anche attore di azioni di collaborazione e controllo, chi si faceva promotore di azioni di miglioramento. Ridurlo ad un semplice “sconto” sul plateatico o ad un “premio” di buona condotta dimostra quanto poco in là sappia guardare questa amministrazione e quanto poco della partecipazione, della collaborazione, del senso di comunità questa amministrazione si interessi.
I gestori dei bar avevano un collegamento informale con le forze dell’ordine, con l’amministrazione comunale, con i referenti del quartiere centro storico: ci si incontrava, si collaborava, si segnalavano difficoltà e situazioni. Si era intrapreso un percorso virtuoso che aveva portato addirittura i gestori a pagare di tasca propria un servizio di “security” per gestire gli assembramenti, le situazioni di difficoltà per fornire un supporto alle forze dell’ordine senza mai sostituirsi a loro ma avvisando se del caso.
Il Patto Civico era stato portato ad esempio da più parti anche a livello nazionale ed era stato portato all’attenzione come “buona notizia” pure su Radio Il Sole 24 ore.
Sono convinto che aumentare le multe non servirà ad avere un effetto di dissuasione e tralascio qualsiasi commento sulla rilevazione “ad orecchio” da parte degli operatori di polizia locale ai quali va tutto il mio sostegno e la mia vicinanza.
Ho sempre creduto che se si vuole fare “buona amministrazione cittadina” si debbano portare avanti le cose positive per la città al di là di chi le aveva pensate, proposte e realizzate. Migliorandole semmai. Evidentemente il “Patto Civico” non è stato ritenuto una cosa positiva da questa amministrazione, legittimo ci mancherebbe, ma non è accettabile che ne venga fatta una errata narrazione per giustificare la propria scelta.
Evidentemente non è più tempo per parole come partecipazione, convivenza pacifica, collaborazione, dialogo e senso civico e chissà mai se, prima o poi, anche a Bassano torneranno ad essere di moda.
Angelo Vernillo
Capogruppo “Bassano Passione Comune”
(già Assessore alla Sicurezza del Comune di Bassano del Grappa)
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