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Per trovare nuove forme di attrattività e quindi di richiamo per il pubblico, i musei devono trasformarsi in entità dinamiche. Non devono cioè soltanto vivere di rendita sul patrimonio d'arte che espongono ma devono muoversi, aprirsi (e non soltanto aprire le porte), rinnovarsi. In una parola: “reinventarsi” di continuo. Il Museo e Gypsotheca Antonio Canova di Possagno, in questo senso, è stato sempre molto attivo, ancora con l'illuminata direzione del dottor Mario Guderzo e quindi ben prima dei nuovi canoni di gestione dell'offerta culturale imposti dall'emergenza Covid. Serate a tema, mostre temporanee, laboratori, eventi dedicati, visite guidate private, visite a lume di candela, tour virtuali e tanto altro ancora. Per la serie: di tutto e di più. Il museo canoviano di Possagno - e cioè il museo di un paese di poco più di 2000 abitanti - non ne avrebbe neppure bisogno, avendo superato anche punte di 50mila visitatori all'anno. Ma il Covid, come la legge, è uguale per tutti. E nella generale contrazione (uso un eufemismo) del turismo culturale in Italia conseguente alla crisi sanitaria, anche la più importante collezione monografica di gessi d'Europa, dedicata al sommo scultore del Neoclassicismo, deve rimboccarsi le maniche e ricercare formule di richiamo per attirare nuovamente il pubblico, per quanto in misura necessaria e sufficiente ad evitare i soliti, e vietati, “assembramenti”. Per fare questo - almeno nel piccolo grande scrigno d'arte di Possagno - non serve inventarsi nulla: basta riproporre degli eventi già sperimentati con successo anche nel recente passato.
È il caso del “Sabato sera alla Gypsotheca”, versione post-pandemia di un gradito format proposto anche negli anni passati. Si tratta di una serata nella quale il Museo canoviano apre eccezionalmente dalle 19.30 alle 23 e durante la quale vengono organizzate visite guidate tra i gessi di Antonio Canova, alla sola luce delle lanterne, e alla casa natale dello scultore.
Fonte immagine: Museo Gypsotheca Antonio Canova/Newsletter
Il visitatore, prima o dopo la visita, può anche accomodarsi per l'aperitivo in giardino sotto il grande pino marittimo e gustarsi un calice di vino e due specialità in vasetto, offerto da due fornitori sponsor dell'evento. La serata avrà luogo sabato 25 luglio e sono previsti quattro turni di visita guidata alle 19.45, 20.30, 21.15 e 22, per un massimo di 9 persone per turno.
“Si avrà quindi la possibilità - afferma la newsletter del Museo possagnese - di visitare il Museo in un'atmosfera intima e personale.”
I posti a disposizione, dunque, non sono tanti proprio per le misure di sicurezza previste e come per tutti gli appuntamenti culturali di questo periodo di ripartenza è richiesta la prenotazione (a eventi@museocanova.it). La partecipazione alla serata non è proprio a buon mercato: il costo del biglietto d'ingresso è di 30 euro a persona, che si riducono a “soli” 25 euro per i possessori della member card del Museo. Un bel gruzzoletto da spendere, se si comincia ad essere in due o in tre persone assieme. Ma dobbiamo anche uscire dai preconcetti del luogo comune secondo il quale la fruizione della cultura, anche negli ambiti culturali di eccellenza, deve essere per forza sempre a gratis oppure a pochi schei.
Perché il Museo e Gypsotheca di Possagno propone al pubblico queste serate?
“Vogliamo far rivivere - spiegano gli organizzatori - l'atmosfera che Antonio Canova respirava a fine Settecento nel suo studio romano, quando, dopo l'intensa giornata di lavoro, al lume di fiaccole e di lanterne, l'instancabile artista modellava bozzetti e lucidava marmi. Un silenzio incantevole regnava nel suo atelier svuotato di artisti e collezionisti.”
“Canova infatti - aggiungono - di notte restava spesso solo, tra i suoi capolavori che continuamente inventava, disegnava, levigava. Per ore si aggirava tra le sue opere e ogni tanto accompagnava qualche amico in quella visita speciale e unica.”
Ecco a voi dunque la Canova's Night Fever, evento dedicato del sabato sera. Un piccolo esempio di come basta poco per uscire dall'ordinario e inventare un'occasione di incontro culturale fuori dagli schemi.
Lo so benissimo che adesso potrei sparare sulla Croce Rossa e fare un confronto col Museo Civico di Bassano del Grappa che pure conserva un'importante dotazione d'arte del patrimonio canoviano, in quello che è anche il triennio del bicentenario “allargato” della morte del grande scultore. Ma non lo faccio. Senza un direttore del Museo che ne gestisca e ne porti avanti le attività, in attesa della riedizione del bando di concorso per il nuovo direttore medesimo e in attesa anche della firma della tanto annunciata convenzione di collaborazione con la Fondazione Canova di Possagno in funzione proprio del bicentenario canoviano, Bassano del Grappa non può presentare elementi di raffronto. Può solo guardare quello che le accade attorno, sempre che abbia la voglia e l'umiltà di farlo.
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