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Il risvolto dei Pantaloni

Pedemontana. Il consigliere regionale PD Andrea Zanoni: “Dall’assessore regionale Calzavara prima ammissione di possibile flop. Ma l’allarme della Corte dei Conti sull’operazione-harakiri viene da lontano”

Pubblicato il 15-07-2022
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Rieccola qua, la Superstrada Pantalon. Così l’ho ribattezzata e, a quanto pare, è il modo più efficace per indicare i costi della Superstrada Pedemontana Veneta per le nostre tasche.
I quali, si bada bene, non riguardano solo i pedaggi al costo a chilometro tra i più cari d'Italia ma in prospettiva anche la copertura dei mancati introiti per insufficiente traffico nell’arteria.
Già: perché sulla questione SPV emerge un nuovo ed economicamente inquietante risvolto. Il risvolto dei Pantaloni.

Foto Alessandro Tich

A tirarlo fuori, e a diffonderlo con un comunicato stampa trasmesso l’altro ieri in redazione, è il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni.
L’esponente Dem, a riguardo della discussione in consiglio regionale nella seduta di martedì 12 luglio, riferisce infatti quanto segue: “Ieri in aula, per la prima volta e per bocca dell’assessore al bilancio, la Regione ha ammesso chiaramente che la Pedemontana Veneta può andare in perdita.”
L’assessore in questione è Francesco Calzavara e dalle sue parole, trascritte testualmente nel verbale di seduta consiliare, è venuta pertanto la prima ammissione della giunta regionale sul possibile flop della superstrada a pedaggio.
“Un allarme antico, che la Corte dei Conti ha fatto ben presente, ripetutamente - commenta Zanoni -. A partire dal 2015, quando il sottoscritto era all’adunanza di Roma con i sindaci del territorio, e successivamente con la stipula della terza convenzione del 2017. Meglio tardi che mai: di certo questa ammissione rafforza uno scenario a dir poco preoccupante”.
“Dal resoconto della replica che l’assessore ha dato al mio intervento, nel corso del dibattito sulla mozione proposta dal PD per l’esenzione dal pedaggio dei residenti dei 70 Comuni attraversati dall’opera e bocciata dalla maggioranza - prosegue il consigliere regionale, emergono queste testuali parole di Calzavara: ‘dal 2023 sapete che c’è un’incidenza nel bilancio della Regione per la copertura di un possibile, in via prudenziale, assorbimento dei primi anni di perdita di questa importante infrastruttura’. Parole inequivocabili, riportate nero su bianco.”
“Queste dichiarazioni - afferma Zanoni - sono ben lontane da quanto sosteneva Zaia a proposito della terza convenzione del 2017, definita da lui come utile a rendere l’opera sostenibile dal punto di vista economico. Non solo il presidente allontanava lo spettro della perdita ma addirittura prometteva che ci sarebbero stati guadagni.”
“La verità - aggiunge - è che con quell’operazione Zaia ha tolto il rischio di impresa dal privato caricandolo sulle spalle dei contribuenti veneti. Col risultato che, se i pedaggi saranno inferiori alla quota che per 39 anni la Regione dovrà versare ai privati, l’intera differenza la dovranno pagare i veneti.”
“La Corte dei Conti lo disse chiaramente e il sottoscritto lo ha puntualmente ricordato dai banchi dell’opposizione: con quella convenzione si poteva andare a sbattere - sottolinea l’esponente Dem -. È evidente che sarà proibitivo avere quei 27 mila veicoli al giorno lungo la Pedemontana per far quadrare conti.”
“Ciò significa - conclude Andrea Zanoni - che è del tutto probabile che oltre al danno ci sarà la beffa: non solo gli utenti pagheranno i pedaggi più cari Italia, non solo i residenti dei 70 comuni non avranno alcuna esenzione, ma addirittura i contribuenti veneti saranno chiamati, nessuno escluso, a pagare di tasca propria per questa fallimentare terza convenzione. Con i residenti che pagheranno tutte assieme le follie di una operazione economica da harakiri.”

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