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Redazione
Bassanonet.it
Diamoci un bacino
Inaugurata la cassa di laminazione per il torrente Riale a monte della SPV tra Colceresa e Breganze. Finanziata con i fondi post tempesta Vaia, l’opera consiste in un bacino di trattenimento di 40.000 metri cubi d’acqua
Pubblicato il 15-07-2024
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In principio fu la tempesta Vaia, a fine ottobre del 2018.
Da quel disastroso evento meteorologico, a partire dal 2019, è scaturita una serie di misure di prevenzione e mitigazione del dissesto idrogeologico finanziate dalla Protezione Civile Nazionale.
Tra queste, anche la realizzazione del bacino di laminazione ovvero cassa di espansione per il torrente Riale, a monte della Superstrada Pedemontana Veneta al confine tra i Comuni di Colceresa e Breganze.
Il taglio del nastro del bacino di laminazione
L’intervento è stato inaugurato oggi con l’intervento del presidente del Veneto Luca Zaia, dei vertici del Consorzio di bonifica Brenta guidati dal presidente Enzo Sonza, dei sindaci dei Comuni interessati e del consueto stuolo di autorità politiche e istituzionali, fedeli al loro ruolo di assistenti ai tagli del nastro.
Progettata per migliorare la sicurezza idraulica della zona e prevenire esondazioni in caso di eventi meteorologici eccezionali, l’opera consiste in un bacino di trattenimento di 40.000 metri cubi d’acqua.
La realizzazione della cassa di laminazione si è resa necessaria nel tratto in cui il torrente Riale è arginato, in prosecuzione di un intervento già realizzato qualche anno prima con fondi regionali.
Tale corso d’acqua, come altri della zona, ha già subito vari eventi critici e necessita inderogabilmente di ricalibratura e protezione per aumentarne a resilienza, anche per la presenza limitrofa della Superstrada Pedemontana Veneta e della sua complanare realizzata in trincea.
Complanare che nel maggio del 2019 e successivamente a fine agosto del 2020 è stata interessata dall’esondazione del torrente all’altezza della rotatoria di via Breganzina/Nuova Gasparona.
Da qui, in sinergia con i Comuni di Breganze e Colceresa, l’avvio dello studio per porre un rimedio strutturale al pericolo di esondazione.
Il bacino permette di accrescere la sicurezza mitigando così il rischio idraulico a beneficio dell’intero territorio a valle, alleggerendo i torrenti ricettori quali il Laverda e l’Astico Tesina affluente del Bacchiglione, da sempre sorvegliato speciale per la città di Vicenza. L’acqua raccolta nel bacino, una volta transitata la piena, viene rilasciata gradualmente nel torrente Laverda.
La cassa è stata costruita alla confluenza di due rami del Riale, con un sistema di immissione delle acque nel bacino dotato di sfioratori e paratoie per ciascun ramo.
Lo scarico è gestito da un unico manufatto, anch’esso dotato di sfioratore e paratoie di regolazione, che funziona a gravità senza bisogno di pompaggio.
L’opera è stata realizzata grazie a un contributo di 1.500.000 euro di fondi post tempesta Vaia assegnati al Consorzio di bonifica Brenta per il tramite della Regione Veneto.
Lo stesso Consorzio ha progettato ed eseguito la messa in sicurezza del corso del torrente Riale, oggetto anche di lavori di pulizia e risezionamento spondale di 900 metri per un costo di 550.000 euro.
“Questo progetto - commenta il governatore Luca Zaia - comprende un bacino di trattenimento di circa 40.000 metri cubi, progettato per ridurre le piene del torrente e proteggere le infrastrutture stradali, inclusa la nuova Superstrada Pedemontana.”
“Continua il nostro impegno per la mitigazione del rischio idraulico e la laminazione delle piene, in collaborazione con i Consorzi di bonifica - aggiunge il presidente della Regione Veneto -. Il programma prevede la realizzazione di 23 grandi bacini di laminazione con un volume complessivo di oltre 110 milioni di metri cubi.”
“Molti di questi cantieri - conclude Zaia - sono già completati e funzionanti, fornendo un contributo cruciale durante le emergenze idrauliche.”
Non c’è che dire: l’attivismo in questo campo del nostro governatore è impossibile da arginare.
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