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Presi per i Gabelli
I futuri lavori alla scuola di S. Eusebio e il problema irrisolto del trasferimento degli alunni. Mozione delle minoranze: “Fare propria la richiesta di genitori, insegnanti e Comitato di Quartiere e rinviare di un anno l'inizio dei lavori”
Pubblicato il 15 lug 2021
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Non solo scuola Mazzini. C’è anche la scuola primaria e dell’infanzia “Aristide Gabelli” di S. Eusebio ad animare le Notti Magiche della politica bassanese.
E il perché è presto detto: da anni è stato infatti richiesto da parte della scuola e dei genitori un intervento edilizio di ampliamento della sede scolastica e di miglioramento della disposizione degli spazi interni nonché di adeguamento alle normative vigenti in materia antisismica, antincendio e di accesso disabili. Va detto per inciso che si tratta di uno dei tre famosi interventi che l’amministrazione Pavan aveva “sacrificato” all’inizio del suo mandato, in nome degli equilibri di bilancio, dopo che lo stesso progetto era già stato messo in agenda dall’amministrazione precedente. Poi la scuola di S. Eusebio, fatta uscire dalla porta principale, è rientrata dalla finestra della programmazione comunale. L’opera di ampliamento è stata approvata dal consiglio comunale ma alla data odierna la gara di appalto non è stata ancora indetta. Pertanto l’inizio dei lavori, inizialmente previsto ad ottobre, potrebbe slittare anche a dicembre. Un’ipotesi che è stata confermata dall’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Zonta in una riunione esplicativa richiesta dal Comitato di Quartiere e dai genitori.
Il problema è che l’avvio del cantiere in autunno o in inverno compromette il regolare inizio dell’anno scolastico nell’edificio della “Gabelli”.
La scuola primaria ‘Aristide Gabelli’ di S. Eusebio (foto Alessandro Tich)
L’amministrazione comunale ha già cercato soluzioni alternative per trasferire temporaneamente gli alunni in altre sedi. Ma la prevista possibilità che gli scolari vengano ospitati all’Istituto Scalabrini è saltata per il mancato consenso della direzione dell’Istituto medesimo, motivato dalla preoccupazione di un eventuale contagio Covid portato dagli alunni agli anziani missionari che risiedono nell’edificio. La nuova proposta alternativa dell’amministrazione prevede ora lo “smembramento” della popolazione scolastica di S. Eusebio in tre sedi diverse. Vale a dire la scuola dell’infanzia al Centro Giovanile e la scuola primaria in due distinti edifici scolastici a Marchesane: rispettivamente nella sede della scuola secondaria (per le classi 1°, 2° e 3°) e nella scuola primaria (per le classi 4° e 5°).
La soluzione è sgradita ai genitori per vari motivi: in primis la difficoltà di accompagnare più figli in due o tre luoghi diversi. Nel frattempo il sindaco Pavan ha trasmesso un’ulteriore richiesta alla direzione dell’Istituto Scalabrini per la concessione dei locali. Nell’ipotesi che anche questo secondo tentativo con i Padri Scalabriniani cada nel vuoto, i genitori, il corpo insegnante della “Gabelli” e il Comitato di Quartiere hanno quindi lanciato all’amministrazione comunale la proposta di procrastinare di un anno l’inizio dei lavori, nella speranza che la pandemia in atto si risolva in modo positivo facendo così cadere la paura di eventuali presunti contagi e rendendo in questo modo possibile la concessione delle aule richieste.
La situazione è ancora in divenire ed è proprio questo lo spunto di una mozione che i gruppi consiliari di minoranza (Bassano Passione Comune, Gruppo Misto, Partito Democratico, Bassano per Tutti, Movimento 5 Stelle) hanno richiesto di inserire all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale.
La mozione ripercorre le varie fasi della vicenda e ne sottolinea le tempistiche inadeguate. Affermando che “la ricerca di spazi adeguati al temporaneo trasloco della scuola è stata iniziata solo quest’anno e con notevole ritardo e non si è a conoscenza di come l’amministrazione, vista la non praticabilità della soluzione inizialmente prospettata, intenda risolvere la situazione nell’interesse precipuo degli alunni frequentanti i due ordini della scuola Gabelli”. L’atto consiliare, se sarà approvato, impegna pertanto l’amministrazione “a rinviare l’inizio dei lavori, per il superiore interesse dei bambini, al fine di trovare soluzioni più pensate e sensate” e quindi a “fare propria la richiesta di genitori, insegnanti e Comitato di Quartiere che si sono espressi in questa direzione”.
Riusciranno i nostri eroi a convincere giunta e maggioranza Pavan circa l’opportunità di questa soluzione? Come sempre, staremo a vedere. Ma una soluzione, meglio se condivisa con la scuola e con le famiglie, va trovata al più presto: il tempo stringe e l’inizio dell’anno scolastico, in rapporto ai tempi della cosa pubblica, è dietro l’angolo.
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