Pubblicità

Fondazione The Bank

Pubblicità

Fondazione The Bank

RedazioneRedazione
Bassanonet.it

Agricoltura e Food

Più Uva, meno Iva

“Tagliamo l’IVA, non la cultura”. Il ristoratore Roberto Astuni lancia un manifesto e una proposta al Governo per azzerare o ridurre significativamente l’IVA sul vino servito nei ristoranti “per rilanciare il vino italiano nella ristorazione”

Pubblicato il 14-07-2025
Visto 7.934 volte

Pubblicità

Fondazione The Bank

“Tagliamo l’IVA, non la cultura”.
Si intitola così una nuova iniziativa che viene lanciata dal noto ristoratore e albergatore bassanese Roberto Astuni.
“Si tratta di una proposta concreta al Governo promossa per il rilancio del consumo responsabile di vino nei ristoranti italiani, attraverso la richiesta di una forte riduzione o azzeramento dell’IVA applicata al cliente finale”, spiega il promotore in merito a quello che lui stesso definisce “un manifesto per rilanciare il vino italiano nella ristorazione”.

Roberto Astuni (archivio Bassanonet)

“Il settore vinicolo italiano si trova oggi stretto tra due fuochi: da un lato le tensioni internazionali e i dazi, in particolare quelli imposti dagli Stati Uniti, che mettono a rischio l’export; dall’altro, un mercato interno sempre più fragile, dove il consumo di vino nei ristoranti continua a diminuire - continua Astuni -. A pesare su questa tendenza non sono solo i cambiamenti nei consumi, ma anche il carico fiscale che grava direttamente sul cliente: oggi, il vino (all’acquisto) è soggetto a un’IVA del 22%, come se fosse un bene di lusso.”
Da qui il lancio di “un appello chiaro e concreto”:
“Azzerare o ridurre significativamente l’IVA sul vino servito nei ristoranti, oggi al 10%, almeno durante un periodo di transizione, per favorire un consumo più accessibile, consapevole e sostenibile.”
L’iniziativa è accompagnata da un manifesto che invita istituzioni, produttori, ristoratori e cittadini ad un’azione condivisa e responsabile.
“Il vino italiano non è un bene superfluo. È parte integrante della nostra cultura gastronomica, produttiva e sociale - aggiunge il promotore -. Eppure oggi viene trattato fiscalmente come un lusso. Questo non è più sostenibile, né per i produttori né per chi lavora per valorizzarlo ogni giorno nei ristoranti italiani.”
Una riduzione o azzeramento dell’IVA finale sul vino produrrebbe “prezzi più accessibili per i clienti al tavolo, con un conseguente incentivo al consumo responsabile”. Ma garantirebbe anche “sostegno ai produttori vinicoli italiani, colpiti dalle flessioni dell’export” e “un rilancio per il comparto della ristorazione, uno dei più penalizzati negli ultimi anni”.
Astuni ha gettato quindi il sasso nella botte e, afferma, “i ristoratori che aderiscono all’iniziativa si dichiarano pronti a fare la propria parte”.
Nel senso che “se il Governo interverrà sull’IVA applicata al vino servito nei locali, loro si impegneranno a ridurre proporzionalmente i prezzi al, rinunciando anche a parte della marginalità” nel segno di “un gesto concreto e simbolico, per riportare il vino al centro della tavola, non solo come bevanda, ma come cultura”.
“Tagliamo l’IVA, non la cultura” non è quindi uno slogan ma, come evidenzia il ristoratore bassanese, “una proposta concreta per difendere l’intera filiera che è identità, lavoro e futuro”.
L’appello è anche un invito all’unità: “produttori, ristoratori, enoteche, sommelier, consorzi e cittadini possono e devono fare rete”. In molti Paesi europei l’IVA sul consumo nei locali è già ridotta rispetto all’Italia.

IL MANIFESTO

Di seguito il testo del manifesto “Tagliamo l’IVA, non la cultura”:

IL VINO È CULTURA, NON UN LUSSO: UN MANIFESTO PER AZZERARE L’IVA SUL VINO NEI RISTORANTI ITALIANI

Siamo ristoratori. Da Nord a Sud, ogni giorno valorizziamo la cucina italiana portandola in tavola con passione, rispetto e cura. E ogni giorno, insieme ai piatti, proponiamo il vino italiano, che è parte integrante della nostra identità culturale e produttiva.

Ma oggi, in un contesto economico difficile, segnato da dazi internazionali, calo dei consumi e nuove abitudini, anche il vino rischia di diventare un lusso. E questo, per l’Italia, è un paradosso.

Per questo chiediamo al Governo di azzerare o almeno ridurre fortemente l’IVA applicata al vino servito nei ristoranti, perché oggi, con l’attuale aliquota del 22%, il vino viene trattato come un bene superfluo.

Noi ristoratori, da parte nostra, ci impegniamo a ridurre il prezzo del vino al tavolo in proporzione alla riduzione dell’imposta, rinunciando anche a parte del nostro margine.

Questa è un'azione concreta, che può:

• aiutare i produttori italiani a compensare le perdite sui mercati esteri;
• sostenere la ristorazione, uno dei settori più penalizzati degli ultimi anni;
• valorizzare la cultura del vino e della convivialità, pilastri della nostra identità.

Chiediamo serietà, visione e coraggio. Perché il vino italiano non è un lusso: è un patrimonio.

Pubblicità

Fondazione The Bank

Più visti

1

Attualità

08-01-2026

Mercatini, bilancio d'oro

Visto 9.029 volte

2

Attualità

09-01-2026

Polizia Locale, scatta il nuovo corso

Visto 8.846 volte

3

Attualità

09-01-2026

Polizia Locale, è caos post-Unione

Visto 8.648 volte

4

Politica

10-01-2026

"Ambulatori post-vaccino": è guerra aperta

Visto 8.450 volte

5

Politica

11-01-2026

Polizia Locale: «Basta fake news sulla sicurezza»

Visto 5.944 volte

7

Geopolitica

12-01-2026

Perché Israele ha riconosciuto il Somaliland?

Visto 3.555 volte

8

Teatro

09-01-2026

Quando è Scandalo

Visto 3.525 volte

9

Manifestazioni

08-01-2026

Pace e diritti: Bassano scende in piazza nel weekend

Visto 3.379 volte

10

Incontri

10-01-2026

A Palazzo Roberti e al Vinile, il David Bowie Bash

Visto 3.316 volte

1

Attualità

20-12-2025

Verso la riapertura del Caffè Italia

Visto 12.038 volte

2

Politica

24-12-2025

Manovra di bilancio, fondi a Bassano

Visto 10.102 volte

3

Attualità

21-12-2025

Agrovoltaico, cresce la contestazione a Rosà

Visto 9.941 volte

5

Attualità

20-12-2025

Scacco al degrado

Visto 9.892 volte

6

Attualità

24-12-2025

Ztl, stretta festiva in centro storico

Visto 9.885 volte

7

Cronaca

20-12-2025

Cassola, tolleranza zero sull'azzardo

Visto 9.770 volte