Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 15-07-2017 18:30
in Attualità | Visto 1921 volte
 

Sulla linea Bassano-Venezia

“Lo splendore della Grande Venezia”: a Palazzo Bonaguro oltre cinquanta artigiani del territorio in mostra. A dimostrazione della moderna evoluzione dell'alto Artigianato Artistico nell'entroterra della Serenissima

Sulla linea Bassano-Venezia

L'inaugurazione della mostra a Palazzo Bonaguro (foto Alessandro Tich)

Sulla linea Bassano-Venezia parte il treno dell'eccellenza.
C'è innanzitutto il Leone di legno e c'è anche il Leone di San Marco di pietra. Tanto per rendere onore al titolo della mostra. Ma ci sono anche gioielli, ceramiche, opere in metallo, arredi, tessuti e capi di sartoria, raffinati vetri e carte preziose.
Per oltre un mese, Palazzo Bonaguro a Bassano del Grappa si trasforma in una showroom delle meraviglie. Quelle che i cinesi ci potranno anche copiare, ma senza raggiungere i vertici dell'estro creativo e della raffinatezza manuale che trasudano dalle teche espositive. E se questo è il “Made in Italy” di cui tanto si parla, allora viva l'Italia.
Dopo la conferenza stampa di presentazione e il taglio del nastro di questa mattina, nello storico palazzo di via Angarano messo a disposizione dai Musei Civici è di scena fino al 20 agosto “Lo splendore della Grande Venezia”: un viaggio tra le lavorazioni dell'artigianato artistico del territorio veneto e del Friuli Venezia Giulia organizzato congiuntamente dalla Confartigianato di Vicenza con ViArt e dalla Confartigianato di Udine.
Già allestita nella ex chiesa di San Francesco a Udine, l'esposizione - curata da Elena Agosti e a carattere itinerante - approda ora in riva al Brenta per accendere i riflettori sull'arte “del bello e del ben fatto”. Il filo conduttore della rassegna (giorni e orari di apertura: giovedì e venerdì 16-19; sabato e domenica 10-13 e 16-19:00) è il territorio stesso che la esprime: quell'area geografica che fino al 1797 è stata l'entroterra di Venezia e della Serenissima.
Tutto ciò che le menti e le mani artistiche e artigiane dell'attuale Nordest creano oggi, infatti, è il frutto di una tradizione che affonda le sue radici nella Repubblica di San Marco, quando Venezia era il committente “molto esigente e prestigioso” delle produzioni artigiane della vicina terraferma. Il Senato stesso si occupava della selezione dei comparti artigianali dai quali attingere per glorificare la bellezza e l'eleganza della città e ai quali concedeva privilegi.
È accaduto anche per le ceramiche delle Nove e di Bassano, a cui nel 1728 il supremo organo della Serenissima aveva concesso quelle che oggi chiameremmo agevolazioni fiscali e anche contributi economici per stimolare e migliorare la produzione di porcellane e di maioliche. E la celebre fabbrica di ceramica Antonibon di Nove, oggi Barettoni, nel 1732 ottenne il privilegio sempre dal Senato della Repubblica Veneta di essere esente da tutti i dazi per vent'anni. E non perché Nove e Bassano fossero particolarmente simpatiche ai senatori in laguna, ma per puri motivi economici e commerciali: così facendo, Venezia combatteva il mercato delle cineserie (che inondavano l'Europa già allora) e della crescente produzione della porcellana olandese.
Ecco dunque le due facce della stessa medaglia: da una parte la Grande Venezia era anche il Grande Cliente delle eccellenze artigianali del territorio veneto per mantenere sempre viva la sua potenza nei commerci e, dall'altra, l'entroterra ne traeva benessere economico, gettando le basi di quelli che in epoca successiva sarebbero diventati i distretti produttivi e industriali della nostra regione. Un doppio filo artigianale e commerciale fatto appunto di legno, oro, ceramica, vetro, carta, tessuti e pietre: adesso come allora.
“Lo splendore della Grande Venezia” è dunque un omaggio contemporaneo a questa grande e storica tradizione, portata avanti con i materiali di sempre ma nelle forme e col design del Terzo Millennio, che dalle tecniche manuali più tradizionali arrivano fino agli oggetti stampati in 3D. In mostra le opere selezionate di oltre cinquanta aziende e laboratori dell'alto Artigianato Artistico, divise per comparti e supportate da contenuti informativi e storico-critici per fornire al visitatore uno sguardo colto su questo ricco e variegato mondo.
L'iniziativa, che vede unite nell'organizzazione le due Confartigianato di Vicenza (col Mandamento di Bassano del Grappa) e di Udine, nasce nell'ambito della “Carta Internazionale dell'Artigianato Artistico”, istituita dalle categorie interessate per evidenziare i valori e le peculiarità del settore. Si avvale inoltre della collaborazione di due importanti enti di formazione: l'Università degli Studi di Udine - Dipartimento Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale e la Fondazione Villa Fabris - Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio, di Thiene.
A presentare l'evento espositivo, in conferenza stampa, sono l'assessore comunale alla Cultura GiovanniCunico, la curatrice Elena Agosti, la presidente del Mandamento di Udine di Confartigianato Eva Seminara, il presidente del Mandamento di Bassano del Grappa di Confartigianato Sandro Venzo e la direttrice dei Musei Civici bassanesi Chiara Casarin.
“Questa mostra - dichiara Venzo - è il segno dell'eccellenza di un territorio che è ancora vivo, come noi continuiamo a dire e a ripetere, e che sta ripartendo pur nelle difficoltà di un periodo di cambiamento che ci vede ancora attivi.” “Nella nostra visione - aggiunge il presidente mandamentale di Confartigianato - la cultura è un modo per creare turismo e portare energia al territorio, che deve ripartire con una marcia in più.”
“Sono da quasi un anno a Bassano - afferma la direttrice dei Musei Chiara Casarin - e in questo periodo abbiamo lavorato molto. Questa mostra si colloca in uno dei percorsi che abbiamo maggiormente perseguito: quello delle sinergie tra pubblico e privato e non solo tra enti, istituzioni e associazioni ma tra persone che lavorano tra di loro. Ci sono tutti gli ingredienti per pensare che Bassano abbia l'ambizione di un rilancio culturale ed economico a partire dalla sua tradizione e l'Artigianato Artistico è il grande anello di questa catena.”

“Credo sia fondamentale oggi consolidare la consapevolezza dell'elemento creativo come fattore di sviluppo del passato, perché continui ad essere elemento caratterizzante per lo sviluppo del futuro - sottolinea l'assessore comunale Giovanni Cunico -. La cultura diventa quindi strumento per far crescere questa consapevolezza, nell'ottica della crescita personale in una comunità.”
E sempre Cunico - prendendo spunto dalle spiegazioni della curatrice Elena Agosti e della presidente di Confartigianato Udine Eva Seminara - torna sul tema delle agevolazioni fiscali concesse dalla Serenissima ai propri fornitori artistici e artigiani.
“Abbiamo un documento - rivela - in cui la città di Bassano stabilisce l'esenzione delle tasse per la bottega di Jacopo Da Ponte, considerato grazie alle sue opere un fornitore dell'ente pubblico.” È musica per le orecchie del presidente Sandro Venzo. Anzi, una sinfonia di Beethoven. Per un presidente di categoria sentir parlare di esenzione fiscale, anche se risalente a cinque secoli fa, è sempre e comunque una passeggiata di salute.
“La vuoi fare anche per noi?” scherza Venzo, rivolgendosi a Cunico.
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