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Canova for Jacopo
Amministrazione comunale in piena corsa per l’acquisto del “Ritratto di uomo in armi” di Jacopo Bassano. Richiesto alle aziende sponsor della mostra di Canova di coprire un terzo della cifra necessaria con lo strumento dell’Art Bonus
Pubblicato il 25 apr 2023
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Ma guarda un po’. Per una volta tanto vado al Museo Civico di Bassano in forma strettamente privata e ancora una volta ne esco con una notizia.
Ci vado perché è il giorno della proiezione pubblica in sala Chilesotti - la prima di una serie di proiezioni - del documentario ufficiale della mostra “Io, Canova. Genio Europeo”, diretto, ripreso e montato da mio figlio Jacopo Tich, con voce narrante di Leonardo Moroni, che ora è anche visibile online sul canale YouTube del Museo (www.youtube.com/watch?v=VUOUwjbA54s ).
Si tratta di una proiezione riservata ai cosiddetti “erogatori”, vale a dire alle aziende sponsor che hanno supportato la realizzazione del grande evento espositivo. E io non posso mancare perché, si sa, i figli so' piezz' 'e còre.
Foto Alessandro Tich
Durante tutto il tempo della proiezione del documentario e anche nella fase precedente dei saluti del sindaco Elena Pavan, dell’assessore alla Cultura Giovannella Cabion, della direttrice dei Musei Civici Barbara Guidi e di un collegamento in diretta video da Milano col giovane regista, di fianco al tavolo dei relatori campeggia una “misteriosa” installazione ricoperta da un telo.
E il mio sesto senso da umile cronista mi dice che si tratta di una sorpresa che non era compresa nell’invito alla proiezione. Ne avrei ricevuto conferma nel prosieguo dell’incontro.
A termine della visione assai apprezzata (è vero, in questa circostanza sono un giornalista…di parte) del video documentario con il quale la mostra del Bicentenario viene immortalata anche a futura conoscenza, e per il quale sono per l’appunto presente in forma privata, e dopo la presentazione da parte del sindaco dei grandi numeri del bilancio della mostra stessa - visitatori, iniziative promozionali, vendita cataloghi, download audioguide, interazioni social, media report, eccetera - arriva il momento della sorpresa.
Il gran maestro di cerimonie Gianni Posocco, che ha collaborato alla realizzazione della mostra di Canova nello strategico comparto della raccolta sponsor, e il sindaco Pavan scoprono il telo della fin qui misteriosa installazione a latere.
Et voilà: compare il “Ritratto di uomo in armi” di Jacopo Bassano, attualmente in prestito dalla galleria Robilant+Voena di Londra come unico dipinto non appartenente alla collezione dalpontiana del Museo Civico esposto nella mostra temporanea presso la Galleria Civica del Museo stesso “I Bassano. Storia di una famiglia di pittori”.
Come noto, il patrimonio dei dipinti della artisticamente prolifica Bassano Family (Jacopo, suo padre e i suoi figli) è provvisoriamente posizionato in bella mostra, ma bella davvero, nell’ala “contemporanea” del complesso museale in attesa che lo stesso venga ricollocato il prossimo settembre nella sua sede naturale della Pinacoteca al primo piano in quello che sarà il nuovo, riqualificato e molto atteso riallestimento del Museo Civico.
E come analogamente ben si sa, perché già pubblicamente annunciato, è intenzione dell’amministrazione comunale acquisire il ritratto del “magnifico guerriero” per arricchire quella che è già la più grande collezione di opere di Jacopo Bassano al mondo dell’unico aspetto dell’iconografia del sommo pittore bassanese che ancora manca: quello della ritrattistica.
Da tre anni a questa parte, la tela dalpontiana che raffigura l’armigero senza nome - e che presenta lineamenti analoghi al “Ritratto di uomo barbuto”, sempre di Jacopo, conservato al J. Paul Getty Museum di Los Angeles - è sul mercato.
Nel 2020, in piena pandemia, il dipinto era andato all’asta da Sotheby’s per un prezzo base di 700.000 dollari, ma senza trovare acquirente.
Ora per l’acquisto dell’opera si è fatta avanti l’amministrazione di Bassano e il fatto che il dipinto possa essere collocato in una prestigiosa collezione pubblica, motivo di prestigio e quindi di promozione d’immagine anche per il venditore, ha convinto la galleria londinese ad abbassare sensibilmente il prezzo per la sua acquisizione: 300.000 euro.
Ok il prezzo è giusto. “Una cifra raggiungibile, vale la pena provare a raggiungerla”, afferma il sindaco Pavan.
“Il valore dell’operazione - dichiara la direttrice Guidi - sta nell’opportunità non solo di arricchire il patrimonio del Museo di Bassano con un acquisto mirato, ma di arricchire la raccolta di Jacopo Dal Ponte e della sua bottega con un genere che manca, quello del ritratto, in cui Jacopo eccelleva, di cui si ha notizia di molte commissioni ma di cui si hanno pochi elementi pittorici documentati.”
Kassel, Brest, Genova, Memphis, Los Angeles: i ritratti dipinti dal Bassano ed esposti in giro per il mondo si contano sulle dita di una mano. Motivo in più per assicurarsi questa rarità assoluta puntando il dito sulla nostra città.
La “road map” per portare a compimento la missione-acquisto, come spiegato agli sponsor della mostra di Canova nell’incontro in sala Chilesotti, è già tracciata.
Dei 300.000 euro necessari per portare a casa il “Ritratto di uomo in armi”, 100.000 saranno messi a disposizione dal Comune, attinti dalle risorse del bilancio in attivo della stessa mostra di Canova. Che bella cosa: Canova for Jacopo.
Altri 100.000 saranno erogati “da un importante partner” su cui al momento non vengono forniti ulteriori dettagli.
I rimanenti 100.000 euro saranno invece garantiti dall’ulteriore partecipazione di sponsor privati e la priorità per essere protagonisti della partita viene proposta agli stessi erogatori liberali che hanno contribuito al successo della mostra di Canova.
A questi, invitati e presenti in sala per la proiezione del documentario canoviano, si rivolge il convincente verbo di Gianni Posocco.
L’uomo dei gemellaggi, del patto di amicizia con Mostar, delle Arti per Via e di mille altre cose spiega agli erogatori che contribuendo alla mostra di Canova hanno reso possibile un evento straordinario ma temporaneo, mentre dando il loro contributo in quota parte per l’acquisto del dipinto favoriranno l’acquisizione di un’opera che rimarrà in Museo Civico per sempre.
Ricorda inoltre che analogamente a quanto fatto per “Io, Canova”, la partecipazione economica all’operazione godrà dello strumento dell’Art Bonus con il recupero fiscale del 65%, in forma di credito di imposta, della somma erogata.
Poi Mister Mostar prende idealmente il pallottoliere e divide la somma di 100.000 euro per il numero delle aziende sponsor della mostra canoviana, benefici fiscali compresi: fanno 6000 euro a testa. “Questo è il prezzo della vostra immortalità”, scherza Posocco in veste di bravo promotore. E come tutti i bravi promotori che si rispettino, colpisce nel segno: una manifestazione di interesse per l’adesione a 6000 euro arriva infatti seduta stante.
Ordunque, egregi lettori, les jeux sont faits.
In queste settimane uscirà il bando per l’Art Bonus, per consentire l’adesione formale degli erogatori liberali e procedere con la raccolta dei fondi a copertura di un terzo della cifra per l’acquisto.
È interesse dell’amministrazione raggiungere quanto prima la somma necessaria per procedere con l’acquisto dell’opera, attualmente in prestito fino al 10 settembre, dall’attuale proprietà Robilant+Voena affinché a settembre non venga rispedita a Londra ma rimanga definitivamente a Bassano, quale preziosa ciliegina sulla tavolozza del nuovo riallestimento della Sala Dalpontiana del Museo.
La direttrice Guidi aggiunge la panna sulla ciliegina: come nei grandi musei europei, il nuovo Jacopo acquisito verrà affiancato da una tabula gratulatoria con i nomi degli erogatori che hanno permesso l’acquisto.
Pavan-Cabion-Guidi: ritratto di tre donne in armi, determinate a raggiungere lo scopo.
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