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Domenica clou del Carnevale di Bassano con la sfilata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati. Qualche veloce appunto sullo spirito della maxi rimpatriata festiva

Pubblicato il 19-02-2023
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Due file di folla da una parte e dall’altra. Oh, finalmente.
Dopo tre anni in quarantena il Carnevale di Bassano ha finalmente ottenuto il pass (senza colori, per carità) per tornare ad animare la città con la tradizionale sfilata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati.
C’era attesa - come sempre, ma soprattutto adesso che “festività” fa rima con “normalità” - per la riproposizione di questo sfoggio di fantasia dei carristi e dei loro gruppi, in competizione per il premio “Nason d’Oro 2023”, messo in palio dalla Pro Bassano, organizzatrice della kermesse.

Foto Alessandro Tich

Percorso vincente non #SiCambia : la rumorosa e colorita carovana, composta da dodici carri in tutto, ha levato le ancore dall’immutabile punto di partenza di via Velo per proseguire lungo l’altrettanto immutabile itinerario carnevalesco.
Viale Venezia, viale delle Fosse, piazzale Trento, via Remondini, via Museo, piazza Garibaldi, piazza Libertà, via Bellavitis, via Verci, piazzale Cadorna, viale De Gasperi.
Ok, il percorso è giusto. E siccome non c’è cielo senza stelle e non c’è prato senza erba, a Bassano non può esserci Carnevale senza la banda di Campolongo sul Brenta, che ha aperto la sfilata accompagnando le majorettes di Nove.
Ad animare la manifestazione, sotto il profilo musicale, ci ha pensato anche la BandOrchestra G. Bovo di Carmignano di Brenta.
Vi dirò, sinceramente, che quest’anno non me la sono sentita di assistere al transito dei carri allegorici nel punto di passaggio-clou delle due piazze.
Ingresso in piazza entro le ore “x”, solo uscita dalle ore “y”, varchi di accesso presidiati, capienza massima fissata, eccetera eccetera. Troppe regole per un libero battitore quale mi ritengo. In più, avendo Bassanonet cambiato la sede della redazione, non ho più a disposizione la mia storica finestra dalla quale vedevo i carri in lizza per il “Nason d’Oro” passare davanti al mio naso. Altri tempi, altri articoli.
Non potevo però perdermi almeno lo spirito di questa maxi rimpatriata festiva.
E l’ho fatto di rientro da altri impegni, recandomi un po’ al volo nel punto meno ostruito e meno transennato della manifestazione: il lungo rettilineo iniziale di viale Venezia, dove ho beccato la partenza degli ultimi carri per scattare qualche foto e scrivere queste righe.
Ai due lati del viale, centinaia di persone. Sulla strada, migliaia di coriandoli. Meno quelli che adesso mi ritrovo sulla sciarpa e nelle tasche del mio cappotto.
È stata dunque una domenica di Carnevale degna di tale nome, nonostante il grigiore del tempo. Tutti contenti e tutti felici, come è giusto che sia. Alleg(o)ria!

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