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Pompeo Pianezzola e Giovanni Segantini: la programmazione 2025 del Museo Civico getta luce sul maestro della ceramica contemporanea nel centenario della nascita e sul caposcuola del Divisionismo in occasione di Milano-Cortina 2026
Pubblicato il 25 feb 2025
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Dunque, dove eravamo rimasti? …Ah, sì: all’annuncio della partenza del restauro e ricomposizione del Cavallo Colossale di Antonio Canova.
Era stato l’argomento della conferenza stampa convocata lo scorso 13 febbraio nella sala Chilesotti del nostro Museo Civico, seguita dalla visita a Palazzo Bonaguro dove sono attualmente collocati tutti i pezzi di gesso colorato di bronzo del gigantesco puzzle equino da ricostruire, esclusa la testa del Cavallo che è ancora esposta nella Sala Canoviana del Museo.
Ma proprio in quella occasione, è stata resa nota in anteprima anche la programmazione 2025 dei Musei Civici, che li vede galoppare verso il traguardo di altre due importanti esposizioni, la prima correlata a un anniversario e la seconda a un evento che proietterà le nostre montagne sullo schermo dell’attenzione mondiale, quali sono le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.
Giovanni Segantini: “Ritorno dal bosco”, 1890. © Segantini Museum St. Moritz, riprodotto dalla cartella stampa della mostra
Quest’anno ricorre innanzitutto il centenario della nascita di Pompeo Pianezzola.
Il grande maestro novese della produzione artistica e del design della ceramica contemporanea (1925 - 2012), nonché uno dei più importanti artisti veneti del secondo Novecento, sarà il protagonista di una mostra retrospettiva antologica in programma al Museo Civico dal 31 maggio al 7 settembre.
L’esposizione, curata da Nico Stringa, si snoderà in dodici sezioni tematiche che attraverso 120 opere racconteranno l’intera parabola creativa dell’artista: dai dipinti giovanili alle prime ceramiche, dai celebri scudi in maiolica alle opere “moltiplicate” e dai libri d’artista fino al suo omaggio a Canova.
Nato e cresciuto nel mondo della ceramica novese, Pompeo (mi permetto di chiamarlo così, con il solo nome, perché ho avuto la fortuna di conoscerlo e di godere della sua amicizia) aveva frequentato dapprima la Scuola d’Arte per la Ceramica di Nove per poi diplomarsi all’Accademia di Belle Arti di Venezia.
Riconosciuto presto sulla scena internazionale, grazie alle sue opere esposte alla Biennale di Venezia e alla Triennale di Milano, Pianezzola fu “scoperto” dai più attenti e preparati interpreti della modernità, da Gio Ponti a Licisco Magagnato, e in seguito apprezzatissimo nei mondo dei musei e delle collezioni private in Italia e all’estero dove sono presenti testimonianze eccellenti della sua lunga, prolifica e instancabile stagione creativa.
La mostra bassanese renderà quindi un doveroso omaggio a questo protagonista indiscusso dell’arte ceramica che fu anche artista a tutto tondo: grafico, designer e straordinario esponente dei contesti delle neoavanguardie.
Perché se è vero che bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare, bisogna anche dare a Pompeo quel che è di Pompeo.
In autunno invece, dal 25 ottobre e fino al 22 febbraio 2026, al Museo Civico di Bassano tornerà ad essere protagonista la grande pittura europea con una mostra di alto profilo scientifico dedicata ad uno dei massimi esponenti del Divisionismo italiano: il trentino Giovanni Segantini (1858 - 1899).
Il Divisionismo rappresenta in sé una tecnica di pittura pazzesca: i colori vengono infatti “divisi” e cioè separati in singoli punti o linee che interagiscono e si fondono fra di loro nella rètina di chi osserva il dipinto.
È insomma una sublimazione, in senso artistico, dell’illusione ottica.
Curata da Niccolò D’Agati e realizzata grazie al sostegno del Segantini Museum di St. Moritz e della Galleria Civica G. Segantini di Arco, la mostra ricostruirà il percorso creativo del maestro attraverso un’eccezionale e inedita rilettura della sua pittura in confronto all’arte del suo tempo.
Lo farà esponendo un centinaio di opere e avvalendosi di importanti prestiti nazionali ed internazionali (dal Musée d’Orsay di Parigi al Van Gogh Museum di Amsterdam) che ci condurranno sulle orme del grande artista da Milano alla Brianza e alla Svizzera, lungo le tappe fondamentali della sua vita e della sua carriera.
Nato ad Arco da una famiglia di umili origini, Segantini dimostrò sin dai suoi esordi milanesi il tratto distintivo delle sue opere: una profonda comunione con la Natura e un attento studio delle potenzialità espressive della luce e del colore.
Una ricerca che l’artista portò alle estreme conseguenze con l’approdo al Divisionismo e che trovò pieno compimento nella “riscrittura” pittorica degli spazi alpini, che lui tanto amava. È per questo che Giovanni Segantini viene considerato uno tra i più sensibili osservatori del mondo naturale e un impareggiabile cantore della montagna quale luogo fisico e simbolico.
La mostra di Bassano, proprio perché dedicata al caposcuola divisionista che nelle sue opere ha celebrato la natura e la montagna, è stata pensata per essere collocata nell’ambito delle proposte culturali collegate alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.
E pensando al Pompeo di Nove e al Giovanni di Arco, quella al Museo Civico di Bassano del Grappa sarà una grande gara di biathlon.
Continua intanto nel nostro Museo, e fino al prossimo 21 aprile, la mostra fotografica “Brassaï, l’occhio di Parigi”, che tanto successo di pubblico sta riscuotendo.
Con l’esposizione di quasi 200 stampe fotografiche d’epoca, per la maggior parte realizzate dallo stesso artista, la mostra prosegue la grande tradizione del Museo bassanese nella divulgazione delle opere dei più grandi autori della storia della fotografia.
È insomma un Museo Civico a tutto campo, capace di proporre iniziative per i target più diversi di visitatori.
“La cultura è uno strumento straordinario - afferma il sindaco Nicola Finco -. È sapere, è condivisione ed è il miglior biglietto da visita per un territorio che vuole continuare ad aprirsi e farsi conoscere al mondo.”
“Il restauro del Cavallo Colossale di Antonio Canova, la retrospettiva dedicata a Pompeo Pianezzola e la grande mostra dedicata a Giovanni Segantini, idealmente collocata nell’ambito dell’appuntamento internazionale che attende l’Italia, e in particolare il Veneto e la Lombardia, Milano Cortina 2026 - aggiunge il primo cittadino -, sono significativi esempi del nostro impegno nello sviluppo di progetti e di relazioni con realtà, sia pubbliche che private, pronte a sostenere la cultura.”
“Gli appuntamenti di grande rilievo della nuova stagione dei Musei Civici di Bassano - dichiara l’assessore alla Cultura Giada Pontarollo - confermano il ruolo che la nostra città riveste in ambito culturale nel panorama nazionale e internazionale.”
“La mostra attualmente in corso dedicata a Brassaï, la retrospettiva estiva dedicata a Pompeo Pianezzola e, da ottobre, la grande esposizione dedicata a Giovanni Segantini - continua l’assessore -, sono la testimonianza di quello che sarà il nostro impegno per i prossimi anni nella creazione di sinergie e nella valorizzazione del nostro patrimonio.”
“La programmazione 2025 - conclude la direttrice dei Musei Civici Barbara Guidi - procede secondo linee di ricerca che alternano affondi sulla grande arte internazionale ad un attento lavoro di recupero e valorizzazione del ricco patrimonio artistico bassanese: dai due appuntamenti espositivi dedicati ad uno dei massimi esponenti della grande pittura dell’Ottocento e ad uno dei protagonisti dell’arte ceramica del secondo Novecento - Giovanni Segantini e Pompeo Pianezzola -, fino al restauro di uno dei capolavori perduti di Antonio Canova, che dopo oltre cinquant’anni di oblio potrà finalmente tornare ad essere ammirato da tutti.”
Giovanni Segantini e Pompeo Pianezzola: attenti a quei due.
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