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PPE senza il PD
La giunta comunale di Bassano adotta il Piano Particolareggiato “Area Parolini” che cambierà volto alla porzione di città tra la stazione ferroviaria, via Tabacco e Ca' Baroncello. Ma gli assessori Beraldin e Ferraro non partecipano al voto
Pubblicato il 25 feb 2014
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Con l'Area Parolini (leggasi ex Torri di Portoghesi, leitmotiv della campagna elettorale del 2009) l'attuale Amministrazione comunale di Bassano è nata, e con l'Area Parolini questa stessa Amministrazione timbra la fase conclusiva del proprio mandato.
Les jeux sont faits: la giunta comunale, con apposita delibera, ha infatti adottato il nuovo PPE - Piano Particolareggiato “Area Parolini”, strumento urbanistico che cambierà volto alla strategica porzione di città compresa tra l'area della stazione ferroviaria, via Tabacco e via Ca' Baroncello (per la cronistoria del Piano Particolareggiato vi rimandiamo a www.urbancenterbassano.it/index.php?option=com_content&view=article&id=44:piano-per-l-area-parolini&catid=11&Itemid=131).
Seguiranno ora gli adempimenti burocratici e istituzionali di rito, e cioè le osservazioni. Un passaggio superato il quale l'infinita telenovela di atti amministrativi e carte bollate che ha accompagnato in questi anni l'iter di approvazione e di fattibilità della nuova downtown a fianco della ferrovia, conseguente all'accordo pubblico/privato tra il Comune di Bassano e i proprietari dell'area, revisionato nel corso dell'attuale legislatura, vedrà all'orizzonte la sua ultima puntata.
L'area ex Italgas di via Tabacco, uno dei nodi della riqualificazione urbanistica del nuovo PPE "Area Parolini" (foto Alessandro Tich)
Insomma: per l'Amministrazione Cimatti questo PPE s'ha da fare.
Ininfluente, rispetto alla decisione del governo cittadino, è stato il fatto che sussistono ancora dei contenziosi in atto - come si legge nella delibera - “fra le ditte Maino, Battaglini e Fracasso contro il Comune di Bassano del Grappa depositati presso il TAR Veneto relativamente all'area interessata dalla proposta progettuale in oggetto”. E questo perché lo studio legale incaricato dal Comune di Bassano (avv. Sergio Dal Prà di Padova) in merito ai contenziosi di cui sopra ha espresso parere “di non attendere la decisione del TAR Veneto ma di proseguire nella conclusione del procedimento”.
La giunta comunale ha quindi deliberato “di fare propria (...) la proposta di Piano attuativo formulata dalle ditte Numeria SGR Spa, Iniziativa Parolini Srl e Piva Floria”, ovvero dai privati proprietari dell'area.
Conseguentemente è stato adottato il “Piano Particolareggiato denominato Area Parolini” con le relative proposte progettuali redatte dallo studio “C+S” dell'arch. Carlo Cappai di Treviso per il progetto architettonico, dallo studio “Land srl” dell'arch. Andreas Kipar di Milano per la progettazione del paesaggio e dallo studio “Zoncheddu e associati” di Bassano del Grappa per la progettazione urbanistica.
La proposta progettuale viene quindi accolta “in coerenza agli obiettivi dell'Amministrazione comunale e secondo i principi di qualità urbana e domanda di attrezzature pubbliche; miglioramento dell'assetto viario in coerenza con le linee progettuali elaborate dal Piano Urbano della Mobilità comunale vigente; previsione di un “grande spazio a verde” all'interno del PPE nell'ex comparto denominato A4 nel PPE “Parolini” vigente; riduzione della capacità insediativa complessiva rispetto al PPE n.4 “Parolini” vigente” (e cioè il vecchio PPE approvato ancora nel 2003 - NdR)”.
Non entriamo qui e adesso nei dettagli del complesso intervento urbanistico-progettuale destinato a creare di fatto un nuovo quartiere cittadino a poche centinaia di metri dal centro storico. Sarà oggetto, in nostri prossimi articoli, di ulteriori e settoriali approfondimenti.
Anche perché, come tutti i piani urbanistici di una certa rilevanza, il nuovo PPE “Area Parolini” racchiude in sé una serie a catena di argomenti di attualità che meritano ciascuno l'opportuno spazio di informazione e di dibattito.
Alcuni di questi, seppure in linguaggio burocratese, sono stati anticipati dai “principi” sopra indicati della delibera.
Ad esempio la mobilità: solo dall'adozione e approvazione del Piano dipende infatti la partenza dei lavori per la realizzazione, a carico dei privati, della nuova strada parallela a via Parolini attorno alla quale ruota l'intero impianto dei nuovi flussi di direzione del traffico previsti dal PMS - Piano della Mobilità Sostenibile del Comune di Bassano.
C'è poi il nodo dell'“ex comparto A4” che altro non è che l'area ex Italgas di via Tabacco, già sottoposta a bonifica ambientale e acquisita dal Comune con una parte della contropartita di 4 milioni di euro che l'Atto di Accordo revisionato ha stabilito a carico dei privati e a favore dell'ente pubblico. E' su questa porzione che è destinato a sorgere il “grande spazio a verde” previsto dal progetto.
Ma si tratta anche di un comparto del Piano sul quale vertono alcune delle contestazioni degli autori dei ricorsi al TAR tuttora pendenti.
Altra dibattuta questione: il numero e le altezze degli edifici da costruire, a fronte comunque dei 24mila metri cubi di volumi edificabili “sottratti” alla cubatura complessiva del Piano originario.
Ce n'è quanto basta per rinfocolare la discussione su un intervento di trasformazione e riqualificazione urbanistica che - ne siamo certi - per quanto dovuto nei confronti dei diritti acquisiti dai proprietari privati fa presagire il “grande ritorno” dell'Area Parolini tra i temi caldi dell'imminente contesa elettorale.
Da tecnica, infatti, la questione ritorna ad essere squisitamente politica.
Un chiaro segnale emerge dalla stessa delibera di giunta di adozione del PPE, che non reca le firme dell'assessore all'Urbanistica Mauro Beraldin e del vicesindaco e assessore alla Cultura Carlo Ferraro.
I due esponenti del PD in giunta comunale, infatti - come viene riportato dalla delibera medesima -, “al momento della votazione non partecipano al voto”.
Sapremo in futuro se si tratta di un dissenso circoscritto ai soli due “non votanti” o se sarà ribadito come posizione di partito e allargato al gruppo del Partito Democratico in consiglio comunale.
Comunque sia, si tratta dell'ennesima riprova dell'unica operazione aritmetica che sembra contraddistinguere il finale di mandato di questa maggioranza:
la divisione.
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