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Dental Congo
Luca Attanasio, l'ambasciatore italiano ucciso in Congo: il ricordo di Luciano Fabris, cooperante internazionale bassanese, aiutato dal diplomatico nel progetto per la creazione della prima scuola professionale per odontotecnici a Kinshasa
Pubblicato il 25 feb 2021
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“Il dottor Luca mi ha aiutato molto, era giovane, disponibile, entusiasta.”
Chi lo dice parlando con Bassanonet è Luciano Fabris, bassanese residente a Nove, titolare nel comune della ceramica del laboratorio odontotecnico Dental Fabris nonché persona nota e molto attiva nei campi dell'associazionismo e della cooperazione internazionale, nell'ambito della quale ha portato e porta tuttora avanti diversi progetti umanitari.
Il “dottor Luca” da lui ricordato è Luca Attanasio, l'ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo ucciso assieme al carabiniere Antonio Iacovacci e all'autista congolese Mustapha Milambo Baguma in un agguato condotto da miliziani armati contro mezzi dell'ONU in transito su una strada a nord della città di Goma, capoluogo della provincia orientale congolese del Nord Kiwu. L'ambasciatore Attanasio, di cui oggi è stato celebrato a Roma il funerale di Stato accanto al feretro del carabiniere Iacovacci, ha svolto infatti un ruolo significativo nei progetti che Fabris sta seguendo da anni nel Paese africano, martoriato da una guerra interna che si trascina da lungo tempo.
Luciano Fabris, il secondo a sinistra di profilo, col direttore generale dell'ospedale di Kinshasa e il responsabile del dipartimento odontoiatrico
Il rapporto diretto di Fabris con il Congo nasce da lontano e cioè da quando, con l'associazione Circolo Arcobaleno Onlus di Bassano, seguiva progetti di integrazione per gli immigrati nel nostro territorio. Molti di questi erano congolesi e proprio da loro era partita la proposta di fare qualcosa di utile per il loro Paese. L'odontotecnico bassanese aveva inoltre seguito a Padova un corso sulla cooperazione internazionale.
Da qui è germogliata la sua attività grazie alla quale, assieme ad altre persone di buona volontà, è riuscito a creare la prima struttura odontotecnica per la popolazione di Kinshasa, la capitale-megalopoli del Congo che però, in quanto a cure per la bocca, era fortemente sguarnita. Le due foto che pubblichiamo lo ritraggono da una parte con il direttore generale dell'ospedale di Kinshasa e il responsabile del dipartimento odontoiatrico e, dall'altra, con l'associazione Rahamin di Kinshasa, partner nella realizzazione del primo laboratorio odontotecnico nella capitale.
Un'altra importante fase del contributo umanitario di Fabris in terra congolese è stata e viene ancora svolta con Smile Mission Onlus (per approfondimenti: smilemission.it), associazione di volontariato e solidarietà odontoiatrica internazionale con sede a Verona, presieduta dal medico dentista di Chioggia dr. Gianpaolo Parolini e impegnata nella promozione della salute orale in comunità svantaggiate e Paesi in via di sviluppo.
Smile Mission, di cui l'odontotecnico bassanese è il coordinatore per il Congo, ha creato negli ultimi 15 anni proprio nel Nord Kiwu una scuola per ortoprotesisti dentali, che è riconosciuta anche a livello governativo e che ormai si autogestisce. Nella scuola si sono formati 10 odontotecnici autonomi in grado di realizzare protesi dentarie per gli abitanti della regione.
“Conosciamo bene quindi la situazione in cui versa questo territorio - dichiarano il presidente Parolini e il coordinatore Fabris in un comunicato trasmesso alle redazioni e per conoscenza al ministro degli Affari Esteri, a seguito dell'imboscata costata la vita ai nostri due connazionali e al loro autista -. Mille sono le situazioni e gli avvenimenti che si potrebbero raccontare per illustrare la ferocia e la disperazione che segnano giornalmente la vita degli abitanti.” “Purtroppo però - prosegue la nota - noi occidentali non facciamo nulla per evitare o fermare questa situazione, per eliminare gli interessi delle nostre lobby, particolarmente forti economicamente e politicamente e che finanziano i disordini e l'anarchia, foraggiando i cosiddetti “ribelli” che altro non sono che mercenari al soldo dei Paesi che hanno interessi economici.” Per Parolini e Fabris Il mortale agguato nel Nord Kiwu “ci porta alla triste realtà di una regione che, pur essendo ricchissima (diamanti e coltan in primo luogo) e forse proprio per questo, è perennemente in guerra”, coinvolta in “una situazione che è funzionale a tutti coloro che hanno interessi economici nella regione”.
Luciano Fabris, come mi racconta al telefono, aveva conosciuto personalmente l'ambasciatore Luca Attanasio due anni fa. L'obiettivo da raggiungere era la realizzazione di un nuovo progetto di cooperazione internazionale a Kinshasa: la creazione della prima scuola professionale per odontotecnici, la prima del Congo. Il progetto era partito in collaborazione con la locale Università, poi per vari motivi era finito in una fase di stallo.
È stato questo il motivo del primo incontro con il capo della diplomazia italiana nella repubblica africana.
“Il dottor Luca - racconta Fabris - si è dimostrato subito interessato al progetto, mi ha incoraggiato. La prima volta che ci siamo sentiti mi ha detto “vieni qua, è un progetto grande, portalo avanti”. Quando ci siamo incontrati si è messo subito al telefono per trovarmi tutti i contatti. Ci teneva. Era molto attivo, molto bravo e particolarmente sensibile ai progetti per la popolazione locale.” “Il suo impegno non si è fermato qui - prosegue il cooperante internazionale -. L'ambasciatore si era messo anche in azione per trovare un partner, un finanziatore per la realizzazione della scuola. Ha concesso anche il patrocinio dell'ambasciata all'iniziativa. Veramente un uomo in gamba, uno che si dava da fare e che valorizzava le forze italiane che facevano bene per il Congo.”
“Sono rimasto profondamente colpito dalla notizia della sua uccisione - conclude Fabris -. Una volta ero a Kinshasa con la mia famiglia e il dottor Luca aveva notato che mia figlia aveva la stessa età di una delle sue tre figlie. Si era creato così un rapporto particolare, oltre i contatti formali con un rappresentante della diplomazia.”
La morte dell'ambasciatore italiano in Congo non fermerà il progetto della prima scuola professionale per odontotecnici a Kinshasa che, grazie alla sua collaborazione, è ancora in fase di sviluppo ma è bene avviato.
Conclude il comunicato stampa dei due esponenti di Smile Mission Onlus: “Vogliamo chiedere che finalmente con forza e incisività si intervenga in tutte le sedi internazionali possibili per porre fine a questa tragedia. La morte del dott. Attanasio e dei suoi accompagnatori, un ambasciatore così disponibile e che ci ha prestato ascolto e aiutato in molte occasioni, deve smuovere le coscienze di coloro che possono intervenire. Non facciamo in modo che ricada il silenzio, poniamo fine al massacro di questo popolo e delle nostre coscienze.”
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